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Martedì, 16 Aprile 2024
La bolla

Crolla anche Credit Suisse, Giorgetti rassicura ma è tempesta sulle banche

Certificati d'insolvenza vicini alla soglia critica dei mille punti: un serio pericolo per la continuità aziendale della principale banca d'investimento svizzera che crolla in Borsa dopo che il maggior azionista Saudi National Bank ha escluso la possibilità di fornire supporto finanziario in caso di ulteriori richieste di liquidità

Le Borse europee e i titoli delle banche italiane sono in caduta libera dopo il crollo in Borsa di Credit Suisse, causato dal fatto che il principale azionista dell'istituto, Saudi National Bank, ha escluso la possibilità di fornire supporto finanziario in caso ulteriori richieste di liquidità. Il tutto mentre gli occhi degli investitori sono puntati sul caso del fallimento della Silicon Valley Bank (Svb) e sulla riunione della Bce che domani deciderà il nuovo rialzo dei tassi.

Giorgetti rassicura su Credit Suisse ma analisti e investitori sono preoccupati: la situazione

Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, ha cercato di rassicurare sulla tenuta del sistema bancario italiano: "Le banche italiane sono solide. Le regole del nostro sistema bancario sono diverse da quello americano", ha spiegato Giorgetti riferendosi al fallimento della Svb.

Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire cosa è successo senza per forza agitare lo spauracchio del fallimento della Lehman Brothers, che fu all'origine della crisi del 2008. Anche perché le cause sono diverse. 

Cos’è successo con la Silicon Valley Bank e perché è importante saperlo 

Partiamo dal caso di Svb, un incidente dovuto principalmente a lacune della vigilanza e a una esposizione eccessiva della banca californiana in investimenti nelle startup ad alto rischio. Il fallimento della banca "è anzitutto il frutto di una scelta politica di Donald Trump - ha spiegato Gian Maria Gros-Pietro, presidente del Cda di Intesa San Paolo - quella di innalzare la soglia prevista per le 'not significant banks', le banche non strettamente sorvegliate. La Silicon Valley Bank era fra queste. Così si è permessa una serie di errori gestionali che hanno portato al crac". Uno degli errori sarebbe stato "concentrarsi su un unico settore, cioè la Silicon Valley. Oggi è un comparto in difficoltà dove i licenziamenti sono migliaia. Certo l'high-tech ha tuttora un brillante futuro, ma una banca specializzata su un solo comparto corre grandi rischi. Oltretutto, per buona parte del 2022 la Svb non aveva nemmeno un responsabile dei rischi. In sostanza, il primo errore è stata l'assenza della vigilanza".

Ma si tratta di un nuova Lehman Brothers? "Assolutamente no - ha assicurato il manager - Non è sistemica. Lehman aveva una ragnatela di crediti e debiti che coinvolgeva l'America e l'Europa. Allora le banche italiane prestavano più denaro di quello che raccoglievano. Il margine mancante lo coprivano sul mercato interbancario americano. Svb non ha nessuna possibilità di creare crisi sistemica in Usa o Europa".

Ma allora perché oggi le banche sono sotto pressione? Semplice: si è scatenato il panico tra gli investitori dopo che anche Credit Suisse ha mostrato conti in difficoltà: i credit default swap ( l'assicurazione delle obbligazioni contro le insolvenze a breve termine) a cinque anni per la principale banca svizzera hanno raggiunto un nuovo record, evidenziando le crescenti preoccupazioni degli investitori.

Un CDS funziona come una sorta di assicurazione sul credito tra l'acquirente del CDS - che paga un premio periodico al venditore - in cambio di una copertura nel caso in cui l'emittente del debito faccia default (non riesca a pagare gli interessi o a rimborsare il capitale). Se l'emittente del debito fa default, il venditore del CDS deve compensare l'acquirente per la perdita subita.  Se utilizzati in modo irresponsabile o eccessivamente, possono aumentare il rischio sistemico nel sistema finanziario, come evidenziato durante la crisi finanziaria globale del 2007-2008.

Sullo sfondo il rialzo del costo del denaro con gli aumenti dei tassi di interessi decisi sia dalle banche centrali: se la presidente della Bce,E Cristine Lagarde, annuncerà un nuovo rialzo domani, altrettanto farà a breve la Federal Reserve statunitense.

Cambiano ancora i tassi dei mutui: "Ora le banche rinegozino i prestiti" 

Sullo sfondo c'è poi un "disallineamento di liquidità" dopo che i bassi tassi hanno spinto gli hedge found ad aumentare la loro esposizione con investimenti ad alto rendimento che ora non sono facili da vendere. I rapidi aumenti dei tassi di interesse hanno reso più difficile per alcune aziende rimborsare o rimborsare i prestiti, aumentando le possibilità di perdite per i prestatori che sono anche preoccupati per una recessione.

In poche parole si è inceppato il meccanismo. L'agenzia di rating Moody's ha rivisto al ribasso le sue prospettive sul sistema bancario statunitense a "negativo" da "stabile", citando maggiori rischi per il settore mentre il presidente Joe Biden ha richiesto misure di emergenza che consentano alle banche di accedere a maggiori finanziamenti. Nel tentativo di evitare una crisi simile in futuro, la Federal Reserve americana sta valutando regole e controlli più severi per le banche di medie dimensioni: così il caso Svb potrebbe essere solo il prima di una serie.

Una tempesta finanziaria che per ora riguarda i grandi investitori e che difficilmente potrebbe ricadere a cascata. Nessun bank rush all'orizzonte insomma, ma la semplice presa di coscienza che il mito dei soldi facili resta appunto un mito, ad alto rischio.

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