Giovedì, 17 Giugno 2021
Grecia

La Bce non stacca la spina alle banche greche

L'istituzione monetaria ha annunciato di voler mantenere inalterati i fondi di emergenza, ma non fornirà denaro extra alle banche greche

La Banca centrale europea non stacca la spina alle banche greche. L'istituzione monetaria ha infatti annunciato che ha deciso di mantenere inalterati i fondi di emergenza che lascia disponibili agli istituti di credito ellenici, precisando tuttavia che potrebbe rivedere le sue decisioni "in qualunque momento".

Il tutto a seguito di una riunione di emergenza convocata dopo la rottura dei negoziati tra Grecia e creditori, sancita dalla decisione greca di tenere un referendum sull'ultima proposta di aiuti avanzata dall'Ue.

Ciò significa che, almeno per il momento, la Bce non chiude del tutto i rubinetti; ma neppure fornirà altro denaro agli istituti di credito greci, in quanto il programma di aiuti concordato tra Atene e creditori scadrà martedì.

Secondo Il Sole 24 Ore è però probabile che, dopo la massiccia fuga dai depositi negli ultimi giorni, che di fatto avrebbero già esaurito tutta la liquidità concessa, "la Grecia sia comunque costretta a chiudere le banche per qualche giorno e introdurre controlli sui capitali".

Non è chiaro però se l'attuale livello di liquidità basterà a tenere aperti gli sportelli delle banche greche nella giornata di domani.

La mossa a sorpresa del premier Alexis Tsipras ha innescato un peggioramento dell'emorragia di depositi dalle banche greche, dove già ieri si sono formate lunghe code ai bancomat (in diversi casi già corto di contanti).

A questa scelta la Bce ha risposto "dichiarando che lavorerà a stretto contatto con la banca di Grecia per garantire la stabilità finanziaria". Francoforte inoltre segnala che nel caso di ricadute negative per il resto dell'area euro è pronta a far ricorso a "tutti gli strumenti a sua disposizione".

La decisione smentisce le illazioni circolate nelle ore precedenti, secondo cui l'istituzuione stava per chiudere l'Ela. Scenario che era stato evocato perfino alla Bbc, sulla base di una intervista radiofonica al ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis.

LA SCHEDA: COSA SUCCEDE SE LA GRECIA VA IN DEFAULT

Il presidente della Bce, Mario Draghi ha sottolineato che il direttorio "appoggia con vigore l'impegno dei Paesi membri ad assumere le iniziative necessarie a gestire le fragilità delle economie dell'area euro". Per parte sua, il governatore della Banca di Grecia Yannis Stournaras ha garantito che l'istitizione "prenderà tutte le misure necessarie a garantire la stabilità finanziaria per i cittadini greci, in queste circostanze difficili".

COSA PREVEDE IL REFERENDUM DI TSIPRAS

Considerate "le circostanze attuali", la Bce ha deciso di mantenere il limite massimo dell'Ela ai livelli stabiliti lo scorso 26 giugno (89 miliardi di euro). Al tempo stesso però "il Consiglio direttivo è pronto a riconsiderare la sua decisione". Formula che lascia aperte tutte le possibiltà, da un aumento, ad una riduzione, ad una chiusura o una stretta sul valore dei titoli che le banche devono fornire in garanzia per ottenere i rifinanziamenti.

Infine, "il Consiglio direttivo sta seguendo attentamente la situazione nei mercati finanziari e le potenziali ricadute per la linea di politica monetaria e per il bilancio dei rischi sulla stabilità dei prezzi nell'area euro. Il Consiglio - conclude il comunicato della Bce - è determinato ad avvalersi di tutti gli strumenti a sua disposizione nell'ambito del suo mandato".

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