Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Economia Italia

L'Italia sulla lista dei cattivi della Bce: "Spread in rialzo e bilancio fuori controllo"

Il monito della Banca Centrale Europea nel Bollettino mensile: l'incertezza politica mette a rischio i contri dell'Italia che finisce insieme a Belgio, Cipro e Slovenia, nella black list dei paesi che disattendono alle richieste della Ue in misura significativa

FRANCOFORTE - L'Italia è - insieme a Belgio, Cipro e Slvoenia - tra i Paesi dell'Eurozona dove il miglioramento del saldo strutturale verso l'obiettivo di medio termine (Omt) disattenderebbe le richieste in misura significativa, superiore cioè a oltre 0,5 punti percentuali del Pil. Lo sottolinea il bollettino economico della Banca centrale europea che torna a mettere all'indice della black list il nostro paese.

Nel periodo tra i primi di settembre e i primi di dicembre l'Italia è il Paese dove si è registrato "l'incremento maggiore dei differenziali sul debito sovrano", un aumento "principalmente riconducibile all'incertezza politica derivante dal referendum costituzionale tenutosi il 4 dicembre". Un divaricamento, anche leggerissimo, degli spread nei confonti dei Bund, si legge ancora nel testo, si e' verificato per i rendimenti del debito di tutti i Paesi dell'Eurozona a eccezione della Grecia, dove è sceso di oltre 200 punti base.

I SEGNALI DI RIPRESA DELLA UE

La Bce prevede che l'espansione economica dell'Eurozona "proceda a un ritmo moderato ma in via di consolidamento". "Il miglioramento della redditività delle imprese e le condizioni di finanziamento molto favorevoli continuano a promuovere la ripresa degli investimenti - sottolinea la Bce -  tuttavia, la crescita economica dell'area dell'euro sarebbe frenata dalla lenta attuazione delle riforme strutturali e dagli ulteriori aggiustamenti dei bilanci in diversi settori".

Sulla base delle quotazioni correnti dei contratti future sul petrolio, è probabile che l'inflazione aumenti ancora significativamente al volgere dell'anno portandosi oltre l'1%, soprattutto a seguito degli effetti base del tasso di variazione sui dodici mesi dei prezzi dell'energia". Lo si legge nel bollettino economico della Bce. "Sostenuti dalle misure di politica monetaria della Bce, dalla prevista ripresa dell'economia e dalla corrispondente riduzione graduale della capacita' produttiva inutilizzata, i tassi di inflazione dovrebbero salire ulteriormente nel 2018 e nel 2019",

Le banche dell'Eurozona "hanno trasmesso le favorevoli condizioni di provvista attraverso una riduzione dei tassi attivi e un miglioramento dell'offerta di credito, contribuendo cosi' alla graduale ripresa della dinamica dei prestiti. Gli effetti delle misure di politica monetaria della Bce seguitano a sostenere l'espansione della moneta e del credito", prosegue il bollettino, "si stima che il flusso complessivo sul periodo corrispondente del finanziamento esterno alle societa' non finanziarie abbia continuato a rafforzarsi nel terzo trimestre del 2016".

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