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Lunedì, 23 Maggio 2022
Stangata senza fine

Benzina: quanto aumenterà ancora (e perché)

Sono sempre meno gli automobilisti che fanno il pieno quando è il momento del rifornimento: la situazione è destinata a peggiorare ancora. C'entrano i venti di guerra Russia-Ucraina, ma non solo

Sono sempre meno gli automobilisti che fanno il pieno quando è il momento del rifornimento. I benzinai stessi raccontano che la media è ormai 20 euro, aumentano quelli che "mettono" 10 euro per volta e spesso anche solo 5. Solo chi viaggia per lavoro fa il pieno. Il prezzo salato dell'alta tensione geopolitica sul fronte Russia-Ucraina si scarica anche sui prezzi del petrolio e da lì, di conseguenza, prima o poi - non immediatamente - lo fa sulle pompe di benzina. Benzinai dove i costi di senza piombo e gasolio sono spinti ai massimi da dieci anni a questa parte, non solo per le vicende russo-ucraine. Nelle ultime settimane i mercati hanno reagito in modo attesa alla situazione di estrema allerta. Mosca è insieme all'Arabia Saudita tra i maggiori esportatori globali di petrolio, ed è inevitabile che si registrino incrementi sui mercati internazionali dell'oro nero nello scenario attuale.

Il prezzo del petrolio sale ancora. Quindi?

Nel mercato del gas i meccanismi di formazione del prezzo sono meno cristallini, mentre per quel che riguarda il petrolio è relativamente più semplice prevedere cosa accade a media scadenza. I rialzi degli ultimi mesi, hanno spiuegato a più riprese gli esperti, dipendonon dalle dinamiche di domanda, offerta e capacità produttiva. Molte compagnie petrolifere, nel bel mezzo di una complessa transizione energetica su cui devono gioco-forza investire pesantemente, non hanno invece investito su quello che potremmo definire "l'hardware" tradizionale dell'estrazione e ne consegue una carenza di capacità produttiva. Dagli 800 miliardi di dollari di investimenti in attività estrattive del 2014, siamo scesi a quota 350 nel 2021. C'è meno petrolio che in passato. L'aumento dei prezzi in pratica sarebbe determinato da un calo degli investimenti per la ricerca di nuovi giacimenti. Si somma a tutto ciò anche un elemento di pura finanza: i grandi gruppi del settore hanno avviato una politica di riduzione del debito, per essere più "leggeri" e cogliere le opportunità su mercato ancora vastamente inesplorato delle energie rinnovabili. 

Petrolio in giro per il mondo ce n'è "poco" (o almeno non ce n'è tanto quanto in passato) e paradossalmente è la Russia che ci sta "aiutando", con il suo ruolo nel cartello Opec+ e la sua capacità di esportare. La corsa del petrolio ha preso velocità a partire da agosto 2021 da allora il barile ha guadagnato oltre il 50% del suo valore. Con la ripartenza del traffico aereo e la fine dell'emergenza pandemica nei prossimi mesi le stime sono che la domanda arriverà a 100 milioni di barili/giorno, dai 96 dell'anno scorso e addirittura 91 del 2020. "La misura della carenza di capacità ci viene data dal livello di capacità inutilizzata. In condizioni normali siano a 3 milioni di barili/giorno, oggi siamo sui 2 milioni e quasi tutti concentrati in Arabia Saudita. E' evidente che in queste condizioni, con la domanda in ripresa, ci sono tutti gli elementi per avere un trend di rialzo dei prezzi", dicevano da Nomisma qualche giorno fa. Presto si potrebbe sfondare la quota "psicologica" dei 100 dollari al barile. Oggi il Brent ha superato i 97 dollari al barile per la prima volta dal 30 settembre 2014.

In caso di guerra Russia-Ucraina

In caso di guerra i prezzi del greggio potrebbero addirittura aumentare fino a 120-130 dollari, anche 150 dollari in presenza di un embargo delle esportazioni russe. Scenari impensabili, perché anche la Russia ha bisogno di esportare. Se la situazione in Ucraina dovesse peggiorare, le forniture di petrolio e gas dalla Russia all'Europa potrebbero essere interrotte per un tempo più o meno lungo, facendo aumentare ulteriormente i prezzi all'ingrosso. L'ipotesi c'è.

L'Opec+ fino ad ora non ha ceduto alle pressioni per accelerare l'aumento della produzione. Opec+ è lo storico cartello dei paesi produttori, che include ora anche la Russia, in modo stabile. Dopo il crollo dei consumi in piena emergenza Covid nel 2020, Opec+ ha deciso di aumentare progressivamente la produzione di 400mila barili al mese, ma non andrà oltre. Un livello troppo basso, secondo vari osservatori, dato che alcuni paesi facenti parte dell'organizzazione non stanno incrementando la produzione anche per problemi interni. Ad alimentare le tendenze al rialzo ci sono anche le previsioni secondo cui Pechino, di gran lunga il maggior importatore di greggio al mondo, potrebbe aumentare l'import del 7% nel 2022.

Quanto aumenterà la benzina in Italia

In conclusione, con le attuali quotazioni del greggio ci dovrebbe essere un ulteriore aumento di circa 2 cent per la benzina e poco più per il gasolio per un equilibrio del mercato, ma nei prossimi mesi sono da mettere in conto altri 5 cent al litro in più alla pompa di benzina.  Il prezzo della benzina aumenta a livello internazionale quando aumenta il costo del petrolio. Ma quando sale il costo del petrolio, il costo della benzina aumenta lentamente, e quando scende il prezzo del petrolio, il prezzo della benzina scende lentamente. Il greggio infatti è una cosa, benzina e gasolio che si acquistano ai distributori un’altra. Sul prezzo alla pompa incidono, oltre al valore della materia prima, i costi di estrazione, raffinazione, stoccaggio, trasporto e il costo della distribuzione finale. A incidere tanto in Italia sul costo finale sono poi in realtà le accise e l'Iva. Tutti i Paesi tassano il carburante ma l'Italia resta in testa alla classifica per il peso fiscale a litro. Negli Stati Uniti la benzina costa circa la metà di quanto la paghiamo noi in Italia.

Il serbatoio pieno resterà un ricordo lontano per molti italiani, ancora per molto tempo. 

I prezzi aggiornati

Non si ferma la corsa dei prezzi di benzina e gasolio. Tornano a salire le quotazioni dei prodotti raffinati in Mediterraneo. Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, Q8 ha aumentato di due centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio. Per Ip si registra un rialzo di un cent/litro su entrambi i prodotti. Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all'Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 15mila impianti: benzina self service a 1,852 euro/litro (+5 millesimi, compagnie 1,861, pompe bianche 1,831), diesel a 1,727 euro/litro (+4, compagnie 1,733, pompe bianche 1,712). Benzina servito a 1,979 euro/litro (+5, compagnie 2,029, pompe bianche 1,884), diesel a 1,859 euro/litro (+5, compagnie 1,908, pompe bianche 1,765). Gpl servito a 0,818 euro/litro (invariato, compagnie 0,825, pompe bianche 0,810), metano servito a 1,772 euro/kg (-1, compagnie 1,812, pompe bianche 1,741), Gnl 2,159 euro/kg (+1, compagnie 2,157 euro/kg, pompe bianche 2,160 euro/kg). Questi sono i prezzi sulle autostrade: benzina self service 1,938 euro/litro (servito 2,152), gasolio self service 1,826 euro/litro (servito 2,049), Gpl 0,923 euro/litro, metano 2,041 euro/kg, Gnl 2,139 euro/kg.

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