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Lunedì, 24 Giugno 2024
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Esporre i prezzi medi della benzina e del diesel è davvero utile?

No, secondo l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, perché "la doppia cartellonistica prevista potrebbe persino indurre in confusione alcuni consumatori". E Forza Italia chiede "modifiche migliorative" al decreto legge sulla trasparenza dei prezzi dei carburanti. I prezzi, intanto, continuano a salire

Lo scorso 14 gennaio, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto legge sulla trasparenza dei prezzi dei carburanti varato nei giorni scorsi dal Consiglio dei ministri. Il provvedimento è stato già pubblicato in Gazzetta ufficiale. Tra le norme entrate in vigore da domenica 15 gennaio c'è anche quella che prevede l'obbligo per i benzinai di esporre alla pompa un cartello che indichi il prezzo medio nazionale dei carburanti, calcolato di giorno in giorno dal ministero delle imprese e del made in Italy, accanto a quello di vendita in ogni distributore di benzina. In tal modo, nelle intenzioni del governo, il consumatore ha modo di valutare la differenza tra il costo di riferimento di benzina e diesel e quello adottato dal singolo benzinaio.

Il prezzo medio dei carburanti è su base regionale e viene pubblicato sul sito del ministero. Nel decreto sulla trasparenza dei prezzi si precisa che "la frequenza, le modalità e la tempistica delle comunicazioni" saranno definite con decreto dello stesso ministero "da adottarsi entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto". I benzinai avranno poi altri 15 giorni per adeguare la cartellonistica alle nuove norme presso ogni punto vendita. I gestori degli impianti di carburante che non comunicheranno i loro prezzi e non esporranno nel punto vendita le medie calcolate dal ministero potranno essere puniti con sanzioni da 500 a 6mila euro. "Dopo la terza violazione - dice il testo bollinato del decreto sulla trasparenza dei prezzi - può essere disposta la sospensione dell'attività per un periodo non inferiore ai sette giorni e non superiore ai 90 giorni". L'accertamento viene affidato alla guardia di finanza e l'irrogazione delle sanzioni al prefetto.

Perché esporre i prezzi medi dei carburanti è inutile, secondo l'Agcm

Detto questo, esporre i prezzi medi della benzina è utile? No, almeno secondo l'autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm), che ha bocciato il provvedimento del governo. Secondo l'authority, l'esposizione dei prezzi medi è inutile e si può rivelare persino dannosa. In audizione alla commissione attività produttive della Camera sul decreto trasparenza sui carburanti, il presidente dell'Agcm, Roberto Rustichelli, ha spiegato che introdurre un meccanismo di calcolo e di diffusione dei valori di riferimento medi di benzina e diesel "non è necessario", in quanto "appaiono incerti i benefici per i consumatori, a fronte invece di un possibile rischio di riduzione degli stimoli competitivi".

In Italia la benzina dovrebbe costare meno che nel resto d'Europa

L'Agcm ha motivato nel dettaglio il suo parere contro l'iniziativa del governo Meloni. Secondo Rustichelli, "la media aritmetica del prezzo regionale risulta molto poco rappresentativa dell'effettivo contesto competitivo in cui un impianto di distribuzione di carburanti opera, poiché un impianto di distribuzione di carburanti risulta effettivamente in concorrenza soltanto con gli impianti situati a pochi chilometri di distanza". Di conseguenza, ha proseguito il presidente dell'Agcm, "potrebbe facilmente verificarsi che, per motivi collegati ai costi e alla logistica, alla densità di distributori, nonché al livello della domanda, il prezzo in una determinata sotto-zona sia diverso da quello medio regionale, che quindi costituirebbe un indicatore non rappresentativo della situazione locale e, come tale, poco utile al consumatore".

Inoltre, ha proseguito Rustichelli, "la doppia cartellonistica prevista, al di là dei possibili oneri aggiuntivi per gli esercenti, potrebbe perfino indurre in confusione alcuni consumatori". Ancora, secondo il presidente dell'Agcm, "la diffusione presso gli esercenti di un prezzo medio regionale rischia di ridurre la variabilità di prezzo, in quanto potrebbe essere utilizzata dalle imprese per convergere automaticamente su un 'prezzo focale', cioè un parametro chiaro da seguire per evitare una 'guerra di sconti' che andrebbe a beneficio ai consumatori". L'autorità per la concorrenza, ha concluso Rustichelli, "accoglie con favore un ulteriore potenziamento delle misure di visibilità dei prezzi", attraverso "le rilevazioni ministeriali e la diffusione tramite strumenti tradizionali o telematici".

"Rischio rialzi con i prezzi medi"

Con l'Agcm si "schiera" una parte del governo. "I rilievi dell'autorità garante della concorrenza e del mercato sul dl trasparenza vanno nella direzione espressa in questi giorni da Forza Italia, perplessità che avevamo avanzato in particolare rispetto al cartello dei prezzi medi regionali". Così il deputato di Forza Italia, Luca Squeri, al termine dell'audizione dell'Agcm. "Il rischio - ha aggiunto - è che questo intervento possa comportare una convergenza dei prezzi più bassi verso il livello medio, con aumenti destinati a penalizzare i consumatori. Il dl rischia, insomma, di ottenere l'effetto opposto a quello voluto: una possibilità da tenere in seria condizione per apportare le necessarie modifiche migliorative nel corso dell'iter parlamentare".

I prezzi di benzina e diesel in aumento

Intanto, in queste ore i prezzi consigliati dei carburanti ricominciano a salire, con i nuovi rialzi delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati. E salgono anche le medie nazionali dei prezzi praticati alla pompa: benzina in "fai da te" a 1,875 euro/litro, "servito" a 2,01 euro/litro; gasolio "fai da te" a 1,92, servito a 2,05 euro/litro, secondo quanto emerge dalla consueta rilevazione di Staffetta quotidiana. Venerdì mattina Eni ha aumentato di un centesimo al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio. Si registra inoltre un rialzo per Tamoil di un centesimo al litro sul gasolio.

Di seguito, le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all'osservatorio prezzi del ministero dello sviluppo economico ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 18mila impianti:

  • benzina self service a 1,875 euro/litro (+6 millesimi, compagnie 1,876, pompe bianche 1,870), diesel a 1,918 euro/litro (+5, compagnie 1,921, pompe bianche 1,910);
  • benzina servito a 2,010 euro/litro (+6, compagnie 2,051, pompe bianche 1,929), diesel a 2,054 euro/litro (+6, compagnie 2,098, pompe bianche 1,967);
  • gpl servito a 0,782 euro/litro (invariato, compagnie 0,793, pompe bianche 0,769), metano servito a 2,132 euro/kg (-3, compagnie 2,144, pompe bianche 2,123), gnl 2,618 euro/kg (+4, compagnie 2,652 euro/kg, pompe bianche 2,592 euro/kg);
  • sulle autostrade: benzina self service 1,945 euro/litro (servito 2,203), gasolio self service 1,988 euro/litro (servito 2,246), gpl 0,885 euro/litro, metano 2,185 euro/kg, gnl 2,593 euro/kg.

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