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Venerdì, 30 Settembre 2022
Economia

Benzina e diesel, prezzi in calo: è anche "colpa" del coronavirus

La domanda di petrolio di Pechino è prevista in calo, e di conseguenza scende anche il prezzo del greggio, condizionato dalla preoccupazione per gli impatti sull'economia dell’epidemia in corso

Giù il prezzo di benzina e diesel: c'entra anche il coronavirus cinese. Ci sono novità nel listino dei carburanti. Il motivo, spiegato in sintesi, è che la domanda di petrolio di Pechino è prevista in calo, e di conseguenza scende anche il prezzo del greggio, condizionato dalla preoccupazione per gli impatti sull'economia dell’epidemia in corso. 

Nelle scorse ore sulla rete italiana Eni e Q8 hanno ridotto la benzina e il diesel di 1 centesimo, e contestualmente le quotazioni dei prodotti petroliferi in Mediterraneo hanno chiuso in discesa l'altroieri. Secondo l'Osservaprezzi carburanti del Mise, il prezzo medio nazionale della benzina self service oggi è di 1,574 euro al litro. Il prezzo medio praticato del diesel è di 1,466 euro al litro.

Coronavirus, in calo il prezzo di benzina e diesel

Il trend del leggero calo dei prezzi dei carburanti sarebbe confermato anche da Figisc e Anisa Confcommercio (Federazione Italiana Gestori Impianti Stradali Carburanti), che ipotizzano altri ribassi la prossima settimana, quantificabili in 0,5-0,7 centesimi al litro. Staremo a vedere. Bloomberg nei giorni scorsi ha segnalato che la domanda di petrolio in Cina (Pechino è il maggior importatore mondiale di petrolio) sarebbe calata del 20 per cento: tutt'altro che "bruscolini". Basti pensare che la domanda di greggio, se i dati fossero davvero questi, avrebbe il calo maggiore da più di dieci anni a questa parte, ovvero dalla crisi finanziaria del 2008-2009. Gli esperti del settore non escludono che l'Opec e ai suoi alleati possano decidere nelle prossime settimane di tagliare la produzione e arginare il calo dei prezzi. Potrebbe essere anticipato di un mese il vertice dei paesi produttori che era già programmato per il 5 e il 6 marzo 2020. 

Perché il prezzo della benzina varia in continuazione

In vent'anni il prezzo della benzina è aumentato del 75 per cento circa. Pesa tanto l’impatto delle tasse che incidono per il 60 per cento abbondante sul prezzo al dettaglio della benzina e per il 60 per cento scarso per quello del gasolio: in pratica ogni volta che un automobilista si ferma alla stazione di servizio per un pieno da 55 litri lo Stato si mette in tasca oltre 48 euro sul diesel e più di 55 euro sulla benzina, fra accise e Iva.  

Il prezzo della benzina aumenta a livello internazionale quando aumenta il costo del petrolio. Ma quando sale il costo del petrolio, il costo della benzina aumenta lentamente, e quando scende il prezzo del petrolio, il prezzo della benzina scende lentamente. A incidere davvero parecchio in Italia sul costo finale sono in realtà le accise e l'Iva. Abbassando tasse e accise il costo a litro sarebbe più basso, simile ad altri Paesi europei, anche senza arrivare al "mitologico" 0,50 centesimi a litro (prezzo depurato da tasse e accise) . Anche all'estero sono pesanti le tasse sui carburanti, ma l'Italia resta in testa alla classifica per il peso fiscale a litro: circa 1 euro in più su ogni singolo litro, secondo Federcontribuenti.

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