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Domenica, 22 Maggio 2022
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Benzina, i tagli non bastano: le speculazioni sono già ricominciate

La denuncia dell'Unione Nazionale Consumatori: "Dopo il taglio di 30,5 centesimi e gli interventi dell'Antitrust e della Procura di Roma vi era stata una pausa nei rincari, che ora sono ripresi allegramente". La viceministra dello Sviluppo economico Alessandra Todde: "Dobbiamo intervenire ancora"

L'entusiasmo per il drastico taglio dei prezzi dei carburanti è durato giusto qualche giorno, con i listini che sono tornati a salire, ovviamente senza ritornare ai livelli pre-decreto. Una nuova ondata di rincari che ha ridotto lo "sconto" di oltre 30 centesimi realizzato dal Governo, riportando alla ribalta il sospetto delle speculazioni. Un sospetto concreto secondo Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori: "Una vergogna! Dopo aver, forse, tagliato di 30,5 cent i prezzi dei carburanti, 25 cent di accise e 5,5 cent di Iva, riduzione che doveva scattare il 22 marzo, data di entrata in vigore del decreto Ucraina, hanno pensato bene di fare già retromarcia e di riprendersi subito parte di quei soldi e così i prezzi non sono nemmeno tornati ai valori precedenti lo scoppio della guerra nemmeno per la benzina. Insomma, dopo che settimana scorsa, grazie all'intervento della Procura di Roma e dell'Antitrust, da noi attivata, vi era stata una pausa nei rincari, le speculazioni sono già allegramente riprese".

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"La benzina in modalità self service è a 1,870 euro al litro, appena 26,7 cent in meno rispetto a una settimana fa, ben sotto i 30,5 cent previsti, un prezzo superiore a quello della rilevazione del 28 febbraio, pari a 1,869 euro al litro, mentre il gasolio è 1,858 a euro al litro, solo 26,7 cent inferiore alla rilevazione del 21 marzo, maggiore al dato registrato il 7 marzo, quando era 1,829 euro. In entrambi i casi, quindi, si tratta di valori superiori a quelli pre-conflitto" prosegue Dona, sulla base dello studio condotto sui dati settimanali resi noti ora dal ministero della Transizione Ecologica.

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"In particolare - prosegue Dona - da quando è scoppiata la guerra il 24 febbraio, come dimostra il confronto rispetto alla rilevazione del 21 febbraio, un litro di benzina, nonostante l'intervento del Governo, è rincarato di oltre 2 cent, +1,1%, pari a 1 euro e 3 cent per un pieno da 50 litri, 25 euro su base annua, un litro di gasolio è aumentato di quasi 14 cent, +7,9%, 6 euro e 78 cent a rifornimento, equivalenti a 163 euro annui". "Il Governo - conclude - deve intervenire nuovamente, intanto per prolungare la riduzione delle accise fino a che le speculazioni non si saranno interrotte e poi, come da noi chiesto fin dall'inizio, per raddoppiare la riduzione delle accise da 25  a 50 cent".

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Todde: "Il taglio delle accise non basta"

"Dobbiamo intervenire ancora: il taglio delle accise che abbiamo fatto non basta". A dirlo è la viceministra dello Sviluppo economico Alessandra Todde. Secondo quella che è anche la vicepresidente del Movimento 5 stelle, poi, serve un nuovo scostamento di bilancio per affrontare tutto il caro-energia e il caro-carburante. Miliardi di euro insomma, da trovare a discapito dell'aumento della spesa militare al 2% del Pil (secondo la richiesta dalla Nato). Per Todde non è infatti quella la priorità per le imprese e i cittadini italiani in un momento di crisi economica come questo. "Non lo è" il momento per aumentare le spese militari, sostiene Todde. "Questo è un momento in cui noi siamo in piena crisi energetica, legata al costo delle materie prime, uscendo da una pandemia con delle risposte importanti da dare ai cittadini e alle imprese, che vedono lo spettro di una recessione che si può affacciare. Quindi parlare di aumento delle spese militari stride: un conto è capire che siamo in un'economia di guerra e che abbiamo mandato delle armi all'Ucraina per aiutare un paese aggredito secondo il diritto internazionale, diverso è dire che ora la priorità siano le spese militari rispetto all'emergenza economica che stiamo vivendo", sottolinea la

Benzina e diesel i prezzi aggiornati 

Benzina e gasolio sostanzialmente appaiati a quota 1,83 in self service e sotto 1,96 in modalità servito. Le quotazioni internazionali di benzina e gasolio sono in forte calo - l'equivalente di 4-5 centesimi al litro - e tornano sul livello di una settimana fa. Brent sotto i 110 dollari. Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all'Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 15mila impianti: benzina self service a 1,833 euro/litro (-7 millesimi, compagnie 1,836, pompe bianche 1,828), diesel a 1,828 euro/litro (-5, compagnie 1,824, pompe bianche 1,838). Benzina servito a 1,958 euro/litro (-6, compagnie 1,996, pompe bianche 1,885), diesel a 1,958 euro/litro (-3, compagnie 1,992, pompe bianche 1,892). Gpl servito a 0,852 euro/litro (invariato, compagnie 0,851, pompe bianche 0,854), metano servito a 2,195 euro/kg (+3, compagnie 2,282, pompe bianche 2,126), Gnl 2,135 euro/kg (+9, compagnie 2,158 euro/kg, pompe bianche 2,115 euro/kg).

Questi sono i prezzi sulle autostrade: benzina self service 1,902 euro/litro (servito 2,115), gasolio self service 1,902 euro/litro (servito 2,122), Gpl 0,924 euro/litro, metano 2,660 euro/kg, Gnl 2,099 euro/kg. Queste le quotazioni dei prodotti raffinati in Mediterraneo alla chiusura di ieri: benzina a 733 euro per mille litri (-40, valori arrotondati), diesel a 907 euro per mille litri (-52 valori arrotondati). Questi i valori comprensivi di accisa: benzina a 1211,30 euro per mille litri, diesel a 1274,74 euro per mille litri.

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