Venerdì, 22 Ottobre 2021
Economia

Lotta ai contanti, perché i benzinai sono un "esempio virtuoso"

Il governo punterà sugli incentivi per favorire l'uso di carte e bancomat. Patuelli (Abi): "L'esperienza più positiva è quella dei benzinai, hanno fatto manifestazioni, poi ci sono stati tavoli istituzionali che hanno trovato la soluzione. Ora sono un esempio virtuoso. La sicurezza è fortemente aumentata, non leggiamo più di rapine". Ma la strada è in salita

Come fare, nel concreto, per favorire i pagamenti elettronici e colpire così in maniera diretta l'evasione fiscale? L'80% dei pagamenti in Italia è ancora in contanti. Appena 4 milioni di pagamenti sono effettuati con le monete elettroniche. Secondo gli ultimi dati di Bankitalia, ogni italiano in un anno paga appena 55,9 volte con moneta elettronica, un dato molto inferiore al resto della zona euro che ha una media di 117,4 operazioni procapite.

Lotta all'evasione fiscale: parte della soluzione sono i pagamenti elettronici

Il governo sembra intenzionato a proseguire sulla strada degli incentivi destinati sia ad attività economiche e professionali che si doteranno di Pos e altri terminali per la moneta elettronica sia a chi effettua i pagamenti.

"Sulla lotta all'evasione non si dica che si parte da zero. La mia opinione personale è che bisogna stare attenti a divieti che diventino grida manzoniane. Questo è un pericolo da un lato. Dall'altro divieti che possono contrastare con norme costituzionali. Quindi la mia valutazione è che bisogna soprattutto utilizzare le buone esperienze, laddove ci sono, di incentivi per gli esercenti perché siano più disponibili dopo aver scelto i canali che preferiscono, perché non tutti i canali dei pagamenti elettronici sono uguali, ma sono tutti in competizione tra loro" commentava ieri il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, sulla lotta all'evasione e al contante. A chi si riferisce? E' presto detto.

Carte e contanti: perché i benzinai sono da prendere a esempio

Patuelli ha sottolineato: "L'esperienza più positiva è quella dei benzinai, hanno fatto manifestazioni, poi ci sono stati tavoli istituzionali che hanno trovato la soluzione. Ora sono un esempio virtuoso. Anche la sicurezza nei pagamenti è fortemente aumentata, non leggiamo più di rapine". 

In passato, spesso anche in occasione di periodi "caldi" come gli esodi vacanzieri, i benzinai protestarano sospendendo su tutta la rete di carburanti, stradale e autostradale, l'accettazione di tutte le carte di credito e bancomat per protestare "contro il cartello bancario - così lo definivano le rganizzazioni di categoria dei gestori degli impianti , che "continua a lucrare sulle operazioni di acquisto con commissioni fisse e in percentuale superiori al guadagno medio lordo di ogni benzinaio". Tavolo dopo tavolo, trattativa dopo trattativa, è stata trovata la quadra. La vicenda dei benzinai e del credito d'imposta loro riservato dimostra anche però come sia complesso raggiungere un accordo che non venga considerato penalizzante dai commercianti: ci sono anni di proteste e mobilitazioni della categoria a dimostrarlo. 

Come funziona il credito d’imposta per i benzinai

Incentivi fiscali in tal senso non hanno trovato obiezioni nelle autorità antitrust italiane né europee, perché bisogna tenere conto che in queste materie bisogna preventivamente avere il nulla osta delle autorità antitrust. "Noi come associazione bancaria abbiamo ogni buona volontà e costruttività in proposito ma non abbiamo né per statuto né per legge alcuna possibilità di imporre alcunché alle banche, agli emittenti, ad alcuno di questi. Sì muovono tutti in concorrenza tra di loro", specifica Patuelli.

Il credito d’imposta per i benzinai è una misura studiata ad hoc: perché quindi ora non fare lo stesso per altre categorie? Gli esercenti degli impianti di distribuzione di carburante possono usufruire di un credito d’imposta del 50% delle commissioni addebitate sui pagamenti elettronici: la misura è stata introdotta dalla legge di bilancio 2018. Il credito d’imposta sulle transazioni elettroniche è stato introdotto proprio per agevolare l’uso dei mezzi di pagamento tracciabili previsti ai fini della detraibilità dell’IVA e della deducibilità dei costi. 

Il credito d’imposta anche per altre categorie servirebbe a coprire i costi di installazione e gestione del Pos, almeno all’inizio. Per i clienti invece è sempre d'attualità l'idea del cashback, ossia un rimborso fiscale di una percentuale dei pagamenti effettuati con strumenti alternativi al contante. Il riconfermato sottosegretario all’Economia, Alessio Villarosa (M5S), ha confermato l'attenzione con la quale si affronterà il tema nella prossima legge di bilancio: non resta che attendere i dettagli, tenendo presente che facili ricette "buone per tutti" non ci sono. Gli anni (lo ripetiamo: anni, non mesi né tantomeno settimane) di tavoli che sono stati necessari per trovare una soluzione che fosse sostenibile per i benzinai dimostrano quanto sia complesso e sfaccettato l'argomento. Proprio per questo trovare la quadra nelle poche settimane che restano prima di dover iniziare a mettere nero su bianco la legge di bilancio non sarà una passeggiata.

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