Domenica, 17 Ottobre 2021
Economia Italia

Tagli a regioni del Sud e agricoltura, più risorse per migranti: il bilancio Ue fa discutere

Centinaia di milioni di euro in meno tra i fondi destinati alle regioni del Sud Italia, mentre arrivano 10 miliardi in più alle politiche a favore dell'immigrazione. Dissenso bipartisan sulla proposta di bilancio pluriennale Ue 2021-2027

Un taglio del 7% ai fondi destinati alle regioni più povere d'Europa e tra queste l'Italia. La proposta della Commissione Europea potrebbe tradursi in centinaia di milioni di euro di tagli per le regioni meridionali.

Tornano unanimi le letture di Movimento 5 stelle e Lega che bocciano la proposta di bilancio stilato dalla Commissione Europea che toglie 2 miliardi di euro destinati agli agricoltori italiani nei prossimi sette anni, e altri 2 miliardi ai Comuni italiani.

"Tagli per finanziare con 10 miliardi in più le politiche a favore dell'immmigrazione" tuona il leader della Lega Matteo Salvini

Di diversa lettura la visione della deputata del Partito Democratico, Lia Quartapelle che sottolinea come gli indici di attribuzione della spesa Pac possano premiare le aziende che valorizzano e producono prodotti di qualità: "Con nuovi criteri di ripartizione, l'Italia potrebbe anche raddoppiare i fondi per l'agricoltura che le spettano, arrivando fino a 10 miliardi di euro di finanziamenti invece degli attuali 5".

"Se poi, come annunciato, il bilancio europeo triplicasse le risorse per i migranti (da 13 a 33 miliardi di euro), con premi agli Stati che mostrano maggiore solidarietà nell`accoglienza, direi che sarebbe una buona notizia per l'Italia che in questi anni ha investito molte energie per affrontare da sola le emergenze".

Il bilancio pluriennale Ue 2021-2027

Era chiaro che senza i fondi del Regno Unito ci sarebbero stati dei tagli visto le mancate entrate nelle casse dell'amministrazione comunitaria, ma la proposta della commissione europea ha suscitato la protesta (per motivi diversi) di Italia, Austria, Olanda, Danimarca e Francia.

Nel complesso, la proposta di Bruxelles comporta 1.279 miliardi di impegni, con aumenti per settori come la ricerca, i migranti e la difesa e programmi importanti come Erasmus. Una proposta che ha già sollevato aspre polemiche, dall'Olanda che non vuole spendere di più per “una Europa più piccola”, alla Francia, che lamenta i tagli all'agricoltura. 

Come rileva Europa Today Olanda, Austria e Danimarca non vogliono versare più di quanto fatto finora. Stando ai dati della stessa Commissione, però, la quota di contributi statali al bilancio Ue si riduce dall'1,13% del periodo precedente all'1,11. 

Alle proteste del fronte anti-aumenti fa da contraltare la Germania: "La proposta della Commissione Ue comporterebbe un notevole aggravio degli oneri della Germania - fanno sapere da Berlino - Già con un bilancio Ue pari all’1% del reddito nazionale lordo la Germania dal 2021 dovrebbe versare in media fino a 10 miliardi di euro in più l’anno. Siamo pronti ad assumere maggiore responsabilità per un rafforzamento dell’Unione europea, ma ciò deve includere un’equa ripartizione degli oneri fra tutti gli Stati membri".

I tagli a coesione ed agricoltura

La Commissione europea li definisce “risparmi”, ma di fatto saranno dei tagli sostanziali quelli che rischiano di subire le regioni e l'agricoltura: per la politica di coesione sono previsti circa 413 miliardi in sette anni, che tradotto vuol dire un taglio del 7% rispetto al periodo precedente. Alla politica agricola, invece, andranno circa 372 miliardi, con una riduzione del 5%. 

Tagli che in Italia e in Francia, tra gli altri, non sono andati giù. Sia il Pd che il M5s hanno espresso preoccupazione per la riduzione dei fondi per la politica di coesione: “Secondo le nostre stime, le regioni italiane riceveranno 3 miliardi in meno”, dice la capogruppo 5 stella al Parlamento europeo, Laura Agea. Contro i tagli all'agricoltura si sono schierati la Coldiretti italiana e il ministro francese Stéphane Travert, che ha già annunciato battaglia in Consiglio contro la proposta della Commissione

Ricerca, istruzione e digitale

Se la coperta si accorcia da un lato, dall'altro ci sono settori che ricevono più risorse. Innanzitutto, i programma di ricerca, che vedranno un aumento del 60%, secondo quanto calcola la Commissione: Horizon, il programma europeo per l'istruzione e la ricerca, salirà a circa 100 miliardi, lontano però dai 160 miliardi promessi da Juncker qualche mese fa. Aumenteranno anche i fondi per il digitale e quelli per la creazione di un reattore termucleare sperimentale, chiamato ITER.  

Aumenteranno anche i fondi per i giovani, in particolare per il programma Erasmus (30 miliardi in 7 anni) e per quello Interrail. Secondo la Commissione, sommando i vari programmi rivolti ai giovani, gli impegni per il settore aumenteranno del 120%.

Investimenti

Tra le novità del nuovo bilancio, c'è la proposta di semplificare e accorpare i vari fondi. Tra questi accorpamenti, c'è quello che riguarda gli investimenti: la Commissione propone la creazione del fono InvestEu che con un impegno di spesa di 15,2 miliardi per 7 anni mira a mobilitare risorse pubbliche e private pari a 650 miliardi.  

Migranti e frontiere

Altro punto centrale su cui la Commissione europea pone l'accento è l'aumento delle risorse destinate a far fronte a tutte le spese legate in qualche modo alla gestione dell'immigrazione: si passerà nel complesso da circa 13 miliardi del bilancio in corso a circa 32 miliardi per il post-2020. Il grosso della spesa andrà alla gestione dei confini e al servizio di guardia costiera, con ben 21 miliardi, mentre per l'accoglienza dei migranti e di richiedenti asilo sono previsti 10 miliardi. “Un capitolo fondamentale per un paese come il nostro, quale la gestione delle frontiere, delle migrazioni e della politica di asilo, non solo non ha subito tagli, ma le risorse sono state ampiamente incrementate – dice l'eurodeputata del Pd, Simona Bonafè - Un segnale positivo da parte della Commissione, ma sul quale riteniamo debbano esserci ulteriori chiarimenti e approfondimenti nei passaggi successivi”. 

Difesa, sicurezza e protezione civile

Un deciso aumento ci sarà anche per il settore della difesa, con 19,5 miliardi destinati nel complesso al neonato fondo europeo per la difesa (13 miliardi), al programma per la mobilità del settore militare (6,5 miliardi). Altri 4,8 miliardi saranno allocati ai programmi per la sicurezza, mentre il nuovo Meccanismo europeo di protezione civile riceverà 1,4 miliardi. 

Cooperazione internazionale

La Commissione propone anche di aumentare del 30% i fondi per la cooperazione internazionale, portandoli da circa 65 miliardi a oltre 80. Previsto anche un aumento del 20% al fondo per gli aiuti umanitari. 

Tagli ai fondi per chi non rispetta lo Stato di diritto

Tra le novità proposte dalla Commissione europea, c'è senza dubbio quella che riguarda “il rafforzamento del legame tra i finanziamenti Ue e lo stato di diritto”. Bruxelles propone “un nuovo meccanismo volto a proteggere il bilancio dell'Ue dai rischi finanziari connessi a carenze generalizzate per quanto riguarda lo stato di diritto negli Stati membri – scrive la Commissione - I nuovi strumenti proposti consentirebbero all'Unione di sospendere, ridurre o restringere l'accesso ai finanziamenti dell'Ue in modo proporzionale alla natura, alla gravità e alla portata delle carenze relative allo stato di diritto. Una decisione di questo genere sarebbe proposta dalla Commissione e adottata dal Consiglio con votazione a maggioranza qualificata”. Polonia e Ungheria sono avvertire, insomma. 

Il fondo a sostegno delle riforme strutturali

Altra novità è il nuovo programma di sostegno alle riforme che, con una dotazione complessiva di bilancio di 25 miliardi, “fornirà sostegno finanziario e tecnico a tutti gli Stati membri per la realizzazione di riforme prioritarie, in particolare nel contesto del semestre europeo”. Una misura contestata dal Movimento 5 stelle: “Il rischio è di imporre riforme incentrare sull'austerity con i fondi che sarebbero dovuti andare allo sviluppo delle regioni”, denuncia l'eurodeputata M5s Rosa D'Amato.
La Commissione Ue ha introdotto anche “una funzione europea di stabilizzazione degli investimenti che contribuirà a mantenere i livelli d'investimento in caso di gravi shock asimmetrici”. Inizialmente opererà attraverso prestiti "back-to-back" garantiti dal bilancio dell'Ue con un massimale di 30 miliardi, cui si abbinerà un'assistenza finanziaria agli Stati membri a copertura dell'onere degli interessi. “I prestiti forniranno un sostegno finanziario aggiuntivo in un momento in cui le finanze pubbliche sono sotto pressione e occorre mantenere gli investimenti prioritari”, spiega Bruxelles.

Le risorse proprie: meno ricicli, più paghi

Ispirandosi alle raccomandazioni del gruppo ad alto livello sul futuro finanziamento dell'Ue (guidato dall'ex premier italiano Mario Monti), la Commissione propone di aggiornare e semplificare l'attuale sistema complessivo delle risorse proprie e di diversificare le fonti di entrate del bilancio. Bruxelles chiede il 20% delle entrate provenienti dal sistema di scambio delle quote di emissioni; un'aliquota di prelievo del 3% applicata alla nuova base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società; un contributo nazionale calcolato in base alla quantità di rifiuti non riciclati di imballaggi in plastica di ciascuno Stato membro (0,80 euro al chilogrammo).

“Queste nuove risorse proprie rappresenteranno il 12% circa del bilancio totale dell'Ue e potrebbero apportare fino a 22 miliardi l'anno per il finanziamento delle nuove priorità”, dice la Commissioni

Correzioni

L'uscita del Regno Unito dall'Ue “offre l'occasione per affrontare il complesso sistema di correzioni” e di "correzioni sulle correzioni". La Commissione propone di eliminare tutte le correzioni e di ridurre dal 20% al 10% gli importi che gli Stati membri trattengono all'atto della riscossione dei tributi doganali (una delle "risorse proprie") a favore del bilancio dell'Ue. Allo scopo di evitare però un'impennata del contributo di alcuni Stati membri, la Commissione propone di eliminare progressivamente le attuali correzioni nell'arco di cinque anni. Una cautela che comunque non ha impedito a paesi come l'Olanda di criticare fortemente questa proposta.

Che cosa accadrà ora?

Sulla base delle proposte odierne la Commissione presenterà, nelle prossime settimane, proposte dettagliate relative ai futuri programmi di spesa settoriali. La decisione sul futuro bilancio a lungo termine dell'Ue spetterà poi al Consiglio degli Stati membri, che delibererà all'unanimità, previa approvazione del Parlamento europeo. “Il fattore tempo è essenziale – scrive la Commissione - I negoziati per l'adozione del precedente bilancio pluriennale hanno richiesto troppo tempo, portando a ritardi nell'avvio dei principali programmi di spesa e il rinvio di progetti che avrebbero potuto stimolare la ripresa economica”. 

La speranza di Bruxelles è che si raggiunga un accordo prima delle elezioni del Parlamento europeo e del vertice di Sibiu del 9 maggio 2019.

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