Domenica, 19 Settembre 2021
Economia

Tutti pazzi per il Bitcoin: che cos'è e come funziona la "rivoluzionaria" moneta digitale

Tutti ne parlano. Qualcuno ci guadagna. Pochi, anche tra gli analisti, capiscono davvero che cosa stia accadendo in quest'ultimo periodo: bolla annunciata o progetto rivoluzionario?

Ansa

Tutti ne parlano. Qualcuno ci guadagna. Pochi, anche tra gli analisti, capiscono davvero che cosa stia accadendo in quest'ultimo periodo: nuove fiammate rialziste per il Bitcoin vengono annunciate ora dopo ora dai media specializzati. La criptovaluta più trattata al mondo l'11 dicembre è salita fino alla valuta record di oltre 16mila dollari, ai suoi massimi ma toccati. Il fatto che per entrare nel mondo Bitcoin non sia necessario comprendere i dettagli tecnici, ma semplicemente installare il programma sul computer o sulla smartphone, sta facendo sì che quelle sette lettere siano sulla bocca di tutti. 

Bitcoin: che cos'è

Bitcoin è una moneta elettronica creata nel 2009 da un anonimo inventore, noto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto. A differenza della maggior parte delle valute tradizionali, non fa uso di un ente centrale né di meccanismi finanziari sofisticati, il valore è determinato "semplicemente" dalla leva domanda e offerta. I Bitcoin possono essere usati per acquistare beni reali, dai software alle automobili: non essendo emessi da una banca o un'autorità centrale, chi se ne serve può farlo direttamente, in qualunque paese del mondo, senza passare attraverso intermediari.  La diffusione negli ultimi anni è stata rapida e legata a motivi sia finanziari sia ideologici. L'obiettivo di creare una metaeconomia virtuale in cui le banche risulterebbero obsolete è visionario, ambizioso. Fatto sta che in tanti ci stanno guadagnando. Bitcoin è open-source: la sua progettazione è pubblica e ognuno può prendere parte al progetto.

Come funziona

La creazione e lo scambio di Bitcoin avviene secondo il protocollo peer-to-peer. Tutti possono coniarla ma c'è un tetto massimo di bitcoin coniabili. L’uso di questa moneta garantisce l’anonimato anche se ogni bitcoin ha un intestatario in modo da poter essere utilizzata una sola volta. Non ci sono problemi sul fronte privacy, è infatti il possessore stesso a decidere se rivelarsi o meno durante ogni transazione. Per generare Bitcoin è necessaria un'operazione denominata "mining", che può essere eseguita solo da coloro che hanno un hardware specializzato. Se si appartiene a un Pool, cioè a una rete specializzata nella creazione di Bitcoin, si deve fornire a questa alcune risorse di calcolo del nostro computer. Il procedimento richiede, infatti, un’altissima potenza di calcolo. Il minier quindi è uno o più computer messi a disposizione della rete di condivisione di bitcoin.

Il registro delle transazioni

Come tenere traccia di tutte le transazioni di questa criptovaluta, ovvero come essere certi che un singolo Bitcoin venga usato univocamente e non "speso in due operazioni distinte"? Bitcoin è un sistema decentralizzato, per cui il database con tutte le transazioni è distribuito tra tutti gli utenti. Per sincronizzare tutti i databse, è necessario il “mining”, svolto da alcuni utenti, che non è altro che trasformare le transazioni in una stringa (secondo un procedimento di matematica crittografica) e incollare l’hash in fondo al database stesso. Ci sono ricompense (in bitcoin, ovviamente) per coloro che mettendo a disposizione il loro computer elaborano le transazioni correttamente.

Primo negozio italiano

A Rovereto ha aperto il primo negozio italiano di Bitcoin. Porti gli euro e in cambio ricevi bitcoin al cambio attuale. Per ora si limita a vendere gadget e bitcoin-card di valore non superiore a 100 euro, "spiccioli" quindi. Ma se il Bitcoin continuasse la sua rincorsa, ci si ritroverebbe con un tesoretto. I bitcoin sono una valuta alternativa che può esistere nel rispetto della legge e del fisco, quindi anche se una legge, per ora, non c’è "ci adegueremo alle norme più restrittive dei cambiavalute" spiegano i promotori dell’iniziativa. In Trentino alcuni esercizi commerciali e negozi già accettano la criptovaluta, e anche alcuni supermercati della grande distribuzione organizzata. E c'è già chi pensa di rendere il Trentino una vera e propria "Bitcoin Valley".

Capitalizzazione record

La capitalizzazione del bitcoin ormai tocca i 252 miliardi di dollari. In passato le ascese e i bruschi crolli si sono spesso intervallati. Oggi il rialzo boom è legato all’arrivo del primo futures sulla cripto valuta, ovvero una "promozione" della valuta elettronica che così mette definitivamente piede nel mondo della finanza.

I dubbi

Mentre il Venezuela di Nicolas Maduro punta, almeno a parole, a lanciare una valuta digitale (il "petro") per circumnavigare le sanzioni imposte dagli Stati Uniti, gli investitori si domandano se Bitcoin non sia una bolla pronta a esplodere. Altri sono entusiasti in merito alle sue prospettive di guadagno. "Non c'è dubbio che il bitcoin sia una bolla speculativa. Quando una valuta sale da 1000 a 10000 dollari nel giro di un anno si tratta di variazioni assolutamente speculative. Il grosso problema è che non esiste una regolamentazione quindi c'è oggettivamente un fattore di rischio che potrebbe anche prestarsi a delle forme di riciclaggio" sostiene l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Carlo Messina. Le grandi autorità internazionali finanziarie "devono occuparsi assolutamente di questo, non c'è dubbio, anche perché l'innovazione sarà sempre più un fattore propulsivo del mondo della finanza e deve esserlo, ma la regolamentazione da parte dei supervisori è indispensabile".

I primi miliardari con bitcoin

Tyler e Cameron Winklevoss, i due gemelli che avevano lavorato nel Facebook degli albori, sono diventati i primi due miliardari con bitcoin. Lo scrive il quotidiano australiano Age. Questo facendo un calcolo basato sul record raggiunto la settimana scorsa dalla moneta digitale. I due gemelli, che erano usciti da Facebook con 65 milioni di dollari dopo aver accusato Mark Zuckerberg di avergli rubato l'idea, investono in bitcoin da anni. Un valore di 11 milioni di dollari in bitcoin ha visto in quattro anni una crescita del 10.000%. Ovviamente la moneta deve ancora essere regolamentata in molti stati e continua a essere molto instabile.

Una bolla annunciata o una visione?

Quella di Bitcoin sembrerebbe proprio una "bolla" annunciata dopo un balzo del mille per cento in meno di un anno. La domanda secondo alcuni riguarda solo il quando esploderà e quante perdite provocherà nei portafogli degli investitori. Ma i sostenitori sono entusiasti del primo caso nella storia dell’uomo nel quale il valore della moneta è stabilito esclusivamente dalla comunità degli utenti.

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