Martedì, 27 Luglio 2021
Economia

Bitcoin vola anche in Borsa ma conviene solo alle grandi aziende (invece la blockchain è il futuro)

Una delle più grandi banche commerciali del mondo, la Jp Morgan, se da un lato invita a guardare al Bitcoin come una bolla finanziaria, è già al lavoro sulle potenzialità della rete Bitcoin e della tecnologia che la regola: la blockchain

Per il Bitcoin oggi è una giornata storica: per la prima volta la criptovaluta è entrata nella quotazione sui mercati regolamentati. Gli scambi sui future, ovvero le "scommesse" sul prezzo del controverso bitcoin sono iniziati alla mezzanotte (ora italiana) sulla Chicago board options exchange, uno dei principali mercati delle opzioni, al prezzo di 15.000 dollari e il Bitcoin è balzato in poche ore oltre i 18.000. 

Non solo criptovalute ma cripto-commodity

Quella di oggi rappresenta la prima opportunità per gli operatori professionali di investire sulla criptomoneta, mentre per il 18 dicembre è previsto l'esordio sulla più grande piattaforma di trading di derivati del mondo, la Cme, anch'essa con sede a Chicago.

In attesa del lancio sul mercato dei future del Nasdaq è aperto il dibatitto sulla moneta virtuale: molti preferiscono evitarla, ma in tanti hanno fatto la bocca sulle opportunità confermati dalle rendite esponenziali della prime operazioni. Gli stessi governatori delle banche centrali sono rimasti un po' spiazzati da tanta aggressività di un fenomeno che tuttavia ha ancora un valore abbastanza limitato sul mercato: stiamo parlando di poco più di 300 miliardi di dollari. 

Ma allora conviene lanciarsi nella corsa al Bitcoin? Come abbiamo già ricostruito spiegando il codice che regola "la moneta che non si batte ma si estrae" il numero di bitcoin che è possibile immettere sul mercato è già fissato in un termine finito di 21 milioni di unità: questo vuol dire che il valore stesso della moneta rapportato alle valute degli altri Stati, è semplicemente legato alle dinamiche di mercato, vale a dire alle regole di domanda/offerta. Più crescerà la domanda di bitcoin più il suo valore tenderà ad essere oggetto di speculazioni. 

Occorre pensare allora al Bitcoin come all'oro: esso ha una quantità limitata e un valore dettato dal mercato. L'unità base, il bitcoin, è come una pepita: per estrarla occorre "minare" bitcoin attraverso una serie di calcoli che vengono effettuati da computer grandi come diversi edifici: vere e proprie factory che installate dove l'energia costa meno. Diventare un minatore oggi non conviene più, fare trade invece può diventare un'opportunità salvo ricordare di essere all'interno di un sistema altamente speculativo: il mercato effimero del Bitcoin ha un valore maggiore della capitalizzazione di McDonald’s che ha negozi in quasi ogni angolo del mondo.

Bitcoin è oggi una valuta senza un sottostante, basata sulla fiducia e che si regge sulla convertibilità in altre valute. Ma c’è un’altra cosa, ancor più importante.  

Una delle più grandi banche commerciali del mondo, la Jp Morgan, se da un lato invita a guardare al Bitcoin come una bolla finanziaria, dall'altra ha una vera e propria unità al lavoro sulle potenzialità della rete Bitcoin e della tecnologia che la regolamenta: la blockchain

Il vero affare è la Blockchain

Nella bitcoin mania il rischio è quello di soffermarsi al dito che indica la Luna: il vero affare è la blockchain, la tecnologia a monte alla criptovaluta, che consente di trasferire grandi somme di denaro senza intermediari con un notevole risparmio economico.

La blockchain è una sorta di database diffuso e totalmente pubblico: per capire come funziona si può pensare ad un libro mastro in cui vi sia registrato ogni scambio di valuta. Questa ‘Internet delle transazioni’ permette che ogni nodo (block) della rete sia collegato (chain) in modo tale certificare e validare ogni transazione che avviene sulla rete: e questo può valere per i bitcoin come per le altre valute. Non a caso già oggi gli istituti bancari, anche in Italia, cooperano per dar vita alle loro blockchain.

Ciascun nodo è chiamato a vedere, controllare e approvare tutte le transazioni creando una rete che permette la tracciabilità di tutte le transazioni; ciascun blocco è anche un archivio per tutte le transazioni e per tutto lo storico di ciascuna transazione e quindi immutabili: nessuno lo può manipolare da solo, nessuno lo può attaccare se non ha dalla sua la metà più uno di tutti gli utilizzatori del mondo

Una tecnologia che eliminando i costi di intermediazione può essere utilizzata anche in altri settori che prevedono la registrazione e la gestione di dati: assicurazioni, sanità, pagamenti ma anche le tecnologie alla base dello sviluppo delle smart city possono trovare economicità nell'utilizzo della tecnologia.

Tuttavia la blockchain è ancora poco più di un prototipo: funziona con i piccoli numeri ma Bitcoin a livello mondiale non riesce a fare più di 3 pagamenti al secondo. Pochissimi rispetto a Visa o Mastercard che ne fanno oltre 50.000. E la lentezza di bitcoin è uno dei motivi che ha portato alla nascita di criptovalute alterantive, come Bitcoin Cash, Bitcoin Gold, ma anche Ethereum che alcuni investitori ritengono buone per parcheggiare i propri fondi. Non resta che attendere e vedere se Bitcoin sarà quello che Windows 95 fu per il web.

Bitcoin future, forti scambi sul mercato

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Il debutto del Bitcoin sul Cboe, che si prevede sarà seguito a breve da quello sul concorrente Chicago Mercantile Exchange, rappresenta la prima opportunità per gli operatori professionali di investire sulla criptomoneta. Anche se molti di loro preferiscono evitarla per la mancanza di regolazione intorno ad essa.
 

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