Domenica, 1 Agosto 2021
Economia

Bolkenstein, tutto slitta al 2020: salvi i venditori ambulanti

Emendamento del Pd: prorogato il termine delle concessioni. Atteso il via libera definitivo alla legge di Stabilità

Manifestazione degli ambulanti a Roma contro la Bolkenstein | ANSA/VINCENZO TERSIGNI

Dopo le proteste dei venditori ambulanti nelle piazze italiane, a poche ore dalla chiusura della legge di stabilità è arrivato il via libera: c'è un nuovo rinvio per la piena entrata in vigore anche in Italia della direttiva Bolkestein sul commercio ambulante. Tutto rinviato al 2020. Un emendamento del Pd approvato nella notte in Commissione Bilancio della Camera prevede che "al fine di garantire che le procedure per l'assegnazione delle concessioni del commercio su aree pubbliche siano realizzate in un contesto temporale e regolatorio omogeneo, il termine delle concessioni in essere alla data di entrata in vigore della presente disposizione e con scadenza anteriore al 31 dicembre è prorogato fino a tale data". La Commissione Bilancio della Camera è ancora al lavoro sulla manovra dopo una no-stop durata tutta la notte. La seduta è ripresa all'una ma la votazione degli emendamenti è proseguita a rilento. Il via libera definitivo per far approdare il testo in Aula è atteso stasera.

Cos'è la direttiva Bolkenstein

La Bolkenstein è una delle direttive europee che più fanno discutere negli ultimi tempi nelle piccole e nelle grandi città. Si tratta di un atto approvato dalla Commissione europea nel 2006 e recepito nell'ordinamento italiano dal governo Berlusconi, nel 2010. Prende il nome da Frits Bolkestein, allora commissario per la concorrenza e il mercato interno. L'obiettivo della direttiva è favorire la libera circolazione dei servizi e l'abbattimento delle barriere tra i vari Paesi. Le proteste degli ambulanti riguardano solo uno dei punti della direttiva e del suo provvedimento di recepimento, quello che rigiuarda l'obbligo di messa al bando delle concessioni in scadenza di spazi pubblici e beni demaniali. Già negli anni scorsi, ad esempio, contro la direttiva Bolkestein si erano scagliati i titolari di concessioni delle spiagge italiane. Di norma infatti molte concessioni venivano rinnovate a scadenza con un accordo diretto pubblico-privato, senza delle vere e proprie gare a cui avessero accesso anche altri operatori. Dopo la recente sentenza dela Corte di Giustizia, che ha sanzionato la pratica del rinnovo automatico delle concessioni, il governo ha deciso di intervenire con un disegno di legge delega approvato dal consiglio dei ministri alla fine di gennaio per il “riordino della normativa relativa alle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali ad uso turistico ricreativo per favorire, nel rispetto della normativa europea, lo sviluppo e l’innovazione dell’impresa turistico-ricreativa”.

Bolkenstein, perché i venditori ambulanti protestano

La direttiva Bolkestein prevede che siano messe a bando molte concessioni pubbliche. Tra queste anche quelle dei commercianti da strada. Il decreto milleproroghe proroga di fatto le concessioni in essere e in scadenza entro luglio 2017 fino al 31 dicembre 2018, quando si prevede che queste siano rimesse nuovamente a bando. Quelle in scadenza o già scadute vengono quindi estese fino alla fine dell'anno prossimo, ma entro quel termine gli Enti locali dovranno attrezzarsi - così prescrive la norma  - per rimettere a bando le stesse concessioni. Così, almeno, fino ad oggi, prima dell'approvazione dell'emendamento Pd per rinviare al 2020 l'attuazione della direttiva. 

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