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Martedì, 7 Dicembre 2021
Economia

Bolletta dell'acqua, che stangata! Ecco chi paga di più

La fotografia di Cittadinanzattiva: nel 2019 il costo dell'acqua è aumentato mediamente del 2%, le tariffe più care nelle regioni centrali con 595 euro annuali

Secondo l'Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva?, il costo dell'acqua è aumentato mediamente del 2% rispetto al 2018. Nel 2019, per il servizio idrico integrato, una famiglia italiana ha speso in media 434 euro. 

Le regioni centrali confermano il primato per le tariffe più alte con 595 euro annuali (+2,7% rispetto al 2018) ma l'incremento maggiore si rileva nel Sud e Isole (+3,1%). A livello regionale, le famiglie più 'tartassate' risiedono nell'ordine in Toscana (688 euro), Umbria (531 euro), Marche (527 euro) ed Emilia Romagna (511 euro). 

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Acqua, quanto mi costi: bollette in aumento da nord a sud: le tariffe

La regione più economica resta il Molise con 163 euro l'anno. Il maggior incremento tariffario (+6,3%) si registra in Abruzzo; scende invece dell'1,8% la tariffa media in Veneto. Costi invariati in Emilia Romagna, Liguria, Molise e Puglia.

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Bolletta acqua, Grosseto e Siena le città più care

Per quanto riguarda le città gli incrementi più elevati si registrano a Crotone (+13,5%) e Varese (+12,3%), seguono Roma (+10,7%) e Palermo (+10,5%). Le tariffe sono indicate rispetto ad una famiglia tipo di tre componenti ed un consumo annuo di 192 metri cubi.

Ci sono ovviamente anche marcate differenze all'interno delle stesse regioni. Se ad Enna la famiglia tipo spende addirittura 748 euro per la fornitura idrica, a Catania per lo stesso servizio bastano appena 224 euro. Una differenza di ben 524 euro Fra i capoluoghi di provincia Grosseto e Siena si confermano le più care con una spesa media a famiglia di 781 euro, mentre Isernia resta  la più economica con 130 euro di spesa media. 

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Al Sud la dispersione idrica è del 45%

Le regioni centrali, si legge nella nota di Cittadinanzattiva, si contraddistinguono in media per le più elevate tariffe applicate al servizio idrico integrato e una spesa media annua di 595 euro. Rispetto al 2018 le principali variazioni in aumento sono avvenute nell’area meridionale (+3,1%), segue l’area centrale (+2,7) e quindi quella settentrionale (+0,6%).

La dispersione idrica è pari al 37% dell'acqua immessa, con evidenti differenze nelle differenti aree geografiche e singole regioni. Al nord si attesta al 29%, mentre al sud arriva al 45%!

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"Quello che emerge è un quadro che ancora una volta denuncia profonde differenze nell'erogazione del servizio idrico tra aree geografiche dell'Italia" è il commento di Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva. Viene dunque confermata "in maniera opprimente la questione irrisolta del 'water service divide': una parte del nostro Paese, in prevalenza Nord e Centro, in grado di realizzare investimenti e con elevate capacità gestionali, e un'altra parte invece, collocata principalmente nel Sud e nelle Isole, in cui l'inerzia e la mancanza di soggetti con le necessarie capacità economiche e gestionali hanno generato condizioni di stallo, che si ripercuotono sulla qualità e la disponibilità stessa del servizio offerto ai cittadini". 

I costi in bolletta

Secondo Cittadinanzattiva, la voce che incide maggiormente sulla bolletta è quella relativa al servizio acquedotto (51%), segue quella per depurazione e fognatura (41%) e quindi la quota fissa (8%). Consumare meno può ovviamente comportare un notevole risparmio. Nell'ipotesi in cui la famiglia di riferimento (3 componenti) passi da un consumo di 192 metri cubi annui ad uno di 150 metri cubi annui, potrebbe risparmiare in media il 26,5% ossia 115 euro. 

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