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Lunedì, 23 Maggio 2022
Bollette da incubo

Bollette, cosa cambia e cosa invece manca nel nuovo decreto anti rincari

Nonostante le nuove misure del governo gli incrementi di prezzo delle bollette sono talmente importanti che il saldo da pagare rimane comunque spaventosamente elevato

Bollette di luce e gas da capogiro, imprese costrette a licenziare o cambiare gli orari di lavoro, famiglie in crisi: il caro energia irrompe e nonostante i nuovi aiuti del Governo gli incrementi di prezzo delle bollette sono talmente importanti che il saldo da pagare rimane comunque spaventosamente elevato.

Ma che cosa è stato deciso ieri e quali sono i nuovi aiuti? Come spiegato dal permier Mario Draghi in conferenza stampa il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto-legge che introduce sia alcune misure d'emergenza per il contenimento dei costi dell’energia elettrica e del gas naturale, sia misure strutturali per promuovere lo sviluppo delle energie rinnovabili e per il rilancio delle politiche industriali.

Bollette luce e gas: il nuovo decreto del governo con gli aiuti per famiglie e imprese

  • proroga dell’azzeramento delle aliquote relative agli oneri generali di sistema sia per le utenze domestiche e sia per le imprese;
  • riduzione dell'Iva al 5% e degli oneri generali per il settore gas;
  • bonus sociale per le famiglie con ISEE di circa 8.000 euro o di 20.000 nel caso di famiglie numerose;
  • credito d’imposta per le imprese energivore e gasivore;
  • semplificazione per l’installazione di impanti fotovoltaici.

L'intervento da 8 miliardi complessivi, si divide quindi in due parti e quello più atteso con i bonus per calmierare nel breve tempo i costi delle bollette energetiche ha una portata complessiva da 5,5 miliardi. Seguendo quanto già fatto a fine 2021 con i provvedimenti contro il "caro bollette" (1,2 miliardi nel terzo trimestre 2021, 3,5 miliardi nel quarto trimestre 2021 e 5,5 miliardi nel primo trimestre 2022) il nuovo decreto proroga le misure già in essere. Previsto quindi la proroga dell’azzeramento delle aliquote relative agli oneri generali di sistema sia per le utenze domestiche e sia per le imprese. Inoltre è prevista la riduzione dell'Iva al 5% e degli oneri generali per il settore gas, il rafforzamento del bonus sociale per le famiglie con ISEE di circa 8.000 euro o di 20.000 nel caso di famiglie numerose e il credito d’imposta per le imprese energivore. Viene inoltre introdotto un nuovo contributo straordinario, sotto forma di credito di imposta, in favore delle imprese gasivore. Previsto anche un intervento da circa 400 milioni in favore delle regioni per le spese Covid extra nelle strutture sanitarie dovute anche ai rincari energetici così come trovano spazio anche fondi destinati ai Comuni che devono fronteggiare extra costi dovuto al rincaro dell'energia e gli aiuti agli impianti sportivi che ospitano piscine.

Le misure in "prospettiva" prevede un intervento di semplificazione per l’installazione sui tetti di edifici pubblici e privati e in aree agricole e industriali di impanti fotovoltaici mentre è previsto l’incremento della produzione nazionale di gas. L'aumento della produzione non prevede tuttavia nuove trivellazioni: secondo quanto si apprende saranno concesse più autorizzazioni all'estrazione di gas naturale, per lo più in Sicilia ma anche nelle Marche e nel ravennate. Inoltre l'aumento della produzione nazionale sarebbe legato poi a un prezzo calmierato di vendita. 

Bollette, il prezzo non è giusto

Non ci saranno quindi i bonus tanto attesi da famiglie e imprese ma giusto un "aiuto" per non appesantire l'impatto dei rincari dei prezzi della materia prima. E come sottoliena l'Ufficio studi della Cgia di Mestre sebbene in questo primo semestre dell'anno il Governo Draghi abbia erogato ben 11 miliardi di euro per raffreddare i rincari energetici a famiglie e imprese, gli incrementi di prezzo delle bollette sono talmente importanti che il saldo da pagare rimane comunque spaventosamente elevato.

"Il Governo dovrebbe essere più incisivo, così come hanno fatto molti altri paesi europei: in Spagna e Francia, ad esempio -  spiega la Cgia - i governi hanno imposto dei tetti agli aumenti delle bollette per un periodo temporaneo. Polonia, Portogallo, Grecia, ed Estonia, invece, hanno previsto anche sconti o azzeramenti totali delle tariffe di rete, rinviandone nel tempo gli aumenti o ponendoli a carico del bilancio dello Stato".

Secondo il calcolo del sindacato delle piccole medie imprese nel primo semestre di quest'anno le famiglie e le imprese dovranno comunque farsi carico di un rincaro da 33,8 miliardi di euro. Rispetto al 2019, la Cgia ha stimato per il primo semestre di quest'anno un aumento del costo delle bollette di luce e gas di 44,8 miliardi di euro, di cui 15,4 in capo alle famiglie e 29,4 alle imprese. Se dall'importo complessivo (44,8 miliardi) storniamo le misure di mitigazione messe in campo con la legge di Bilancio 2022 (3,8 miliardi), quelle introdotte nel decreto per il contrasto ai rincari energetici del 21 gennaio scorso (1,7 miliardi) e i 5,5 miliardi approvati ieri (importo, quest'ultimo, al netto degli aiuti erogati a Regioni e enti locali)2 , l'extra costo da pagare rimane di 33,8 miliardi di euro: 8,9 sulle spalle delle famiglie e 24,9 su quelle delle aziende.

"Famiglie e imprese, però, necessitano di misure in grado di calmierare immediatamente il caro bollette - spiega la Cgia - nonostante gli 11 miliardi messi a disposizione per l'anno in corso, lo sforzo non appare ancora sufficiente".

Occhi puntanti sulla Germania: se desse l'assenso all'apertura del Nord Stream 2, questa nuova conduttura permetterebbe al gas russo di arrivare in Europa attraverso il Mar Baltico, bypassando l'Ucraina. Una decisione che, oltre avere degli effetti economici positivi immediati, probabilmente allenterebbe anche la tensione e i venti di guerra che stanno soffiando tra Mosca e Kiev.

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