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Lunedì, 20 Marzo 2023
Il decreto

Bollette: le nuove misure contro i rincari di gas e luce fino a settembre (ma c'è una brutta notizia)

Si va dall'azzeramento degli oneri generali per il terzo trimestre 2022 su gas ed energia elettrica alla conferma della riduzione al 5% dell'aliquota Iva sulle somministrazioni di gas metano per usi civili e industriali. Malgrado ciò, la spesa per le utenze a fine anno segnerà un +91% e un +70,7%

Il governo Draghi continua a lavorare contro il caro energia, alleggerendo i costi delle utenze per altri tre mesi, da luglio a settembre 2022. Il Consiglio dei ministri di giovedì 30 giugno, che ha dato il via libera ai decreti legge sul rendiconto e l'assestamento di bilancio, ha dato infatti l'ok anche al nuovo decreto bollette. Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha illustrato le misure approvate in Cdm, definendole "urgenti". I provvedimenti su cui si è trovata un'intesa "dovevano necessariamente essere approvati entro oggi (ieri, ndr): il terzo trimestre delle bollette inizia da domani (oggi 1° luglio, ndr)". Senza questo nuovo decreto, i cittadini "avrebbero ricevuto bollette con rincari fino al 45%", ha detto Draghi. Per questo, ha sottolineato, "sono rientrato velocemente dal vertice Nato di Madrid".

Bollette: le misure del governo per luglio, agosto e settembre 2022

Tra le misure approvate c'è l'azzeramento degli oneri generali di sistema nel settore elettrico, c'è la conferma della riduzione dell'Iva nel settore del gas per il terzo trimestre dell'anno in corso e ci sono nuovi fondi per il bonus sociale bollette. La necessità di alleggerimento dei costi delle utenze invocata da Draghi è rimarcata anche dai dati rilasciati da Arera (l'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente), secondo cui, senza interventi, i rincari sarebbero arrivati al 45% per il gas e al 15% per l'elettricità. Il trimestre in arrivo vedrà comunque un incremento sull'elettricità dello 0,4% per una "famiglia tipo".

E malgrado questo nuovo intervento del governo - Draghi ha ricordato come "per le bollette abbiamo speso 30 miliardi dall'inizio dell'anno" -, la bolletta elettrica per i mesi tra ottobre 2021 e settembre 2022 segnerà un +91% rispetto ai dodici mesi equivalenti di 2020 e 2021 (per un totale di 1.071 euro). Quella del gas, invece, segnerà un +70,7%, assestandosi a 1.696 euro. Nonostante l'azione di forte contenimento della variazione dei prezzi, resta ancora evidente la differenza di spesa rispetto all'anno scorrevole precedente, perché i prezzi all'ingrosso si mantengono su valori elevati, "influenzati dalla grande incertezza per il conflitto russo-ucraino", dice l'Arera.

"Viviamo un momento di grande complessità in cui anche piccoli aumenti possono provocare reazioni eccessive - afferma Stefano Besseghini, presidente di Arera -. La ricerca di una pur difficile stabilità nel segnale di prezzo alle famiglie, assume anche in questa fase estiva un particolare rilievo, pur nella consapevolezza che tutti gli sforzi devono essere sin da ora concentrati nel definire strumenti e soluzioni che ci permettano di essere efficaci nel prossimo inverno, sia nel garantire la sicurezza della fornitura che nel contenere i costi per il consumatore finale e l'intero sistema. Commissione europea, governi e regolatori nazionali stanno lavorando con comune intento verso questi obiettivi".

I fondi per il bonus sociale sulle bollette

Nel dettaglio, gli stanziamenti previsti dal decreto passano dai 3 miliardi e 271 milioni inizialmente ipotizzati a 3 miliardi e 44 milioni di euro. Risultano essere minori i fondi per l'azzeramento degli oneri di sistema sulle bollette elettriche (1.915 milioni contro 2.080) e sulle bollette del gas (292 milioni contro 470). È previsto un fondo da 116 milioni per il bonus sociale sulle bollette. Il bonus sociale, agevolazione a favore dei clienti domestici economicamente svantaggiati oppure in gravi condizioni di salute, viene riconosciuto anche per il primo trimestre 2022, quindi con effetto retroattivo. Le soglie di reddito per accedere ai bonus sono 8mila euro per il primo trimestre 2022, 12mila per il secondo e terzo trimestre 2022.

Si prevede inoltre che Arera - per "ridurre gli effetti degli aumenti dei prezzi elettrici" - annulli, per il terzo trimestre dell'anno in corso, "le aliquote relative agli oneri generali di sistema elettrico applicate alle utenze domestiche e alle utenze non domestiche in bassa tensione", oltre che per le utenze con potenza disponibile superiore a 16,5 kW. Si tratta quindi di piccole utenze come per esempio negozi, piccole e medie imprese, attività artigianali, commerciali o professionali, capannoni e magazzini, o per usi di illuminazione pubblica o di ricariche pubbliche di veicoli elettrici. Gli oneri derivanti dalla misura sono stimati a 1.915 milioni di euro, da trasferire alla cassa per i servizi energetici e ambientali (Csea), in due quote: 1.000 milioni di euro entro il 30 settembre 2022 e 915 milioni di euro entro il 31 ottobre 2022.

Gli interventi del governo sul gas

Per quanto riguarda invece le misure sul gas, come nei precedenti interventi viene fissata al 5% l'aliquota Iva "per le somministrazioni di gas metano usato per combustione per usi civili e industriali", contabilizzate nelle fatture emesse per i consumi stimati o effettivi dei mesi di luglio, agosto e settembre 2022. In questo caso gli oneri sono stimati a 480,98 milioni di euro. E ancora, per contenere gli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore del gas naturale, Arera manterrà invariate le aliquote relative agli oneri generali di sistema per il settore del gas naturale già in vigore nel secondo trimestre del 2022. È prevista anche un'ulteriore riduzione degli oneri di sistema per il settore del gas con particolare riferimento agli scaglioni di consumo fino a 5.000 metri cubi all'anno.

Si cerca, inoltre, di accelerare lo stoccaggio di gas naturale. A tal fine, il gestore dei servizi energetici (Gse) "provvede ad erogare un servizio di riempimento di ultima istanza tramite l'acquisto di gas naturale, a fini dello stoccaggio e della successiva vendita entro il 31 dicembre 2022, nel limite di un controvalore pari a 4 miliardi di euro". Per farlo, Gse può operare "anche mediante accordi con società partecipate direttamente o indirettamente dallo Stato" e attraverso il coordinamento "con l'impresa maggiore di trasporto". Si tratta essenzialmente di un prestito da 4 miliardi di euro al Gse. L'obiettivo degli stoccaggi del gas "è il 90%, oggi siamo al 57%, l'andamento degli ultimi giorni è in crescita", ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli.

Un'altra misura riguarda il "contenimento dei prezzi del gas naturale da parte dei soggetti titolari di contratti pluriennali di importazione". A loro si chiede - per ciascun mese tra ottobre 2022 e il dicembre 2022 e per ciascun contratto - di versare alla Csea il 10% di quanto prodotto tra la differenza, se in positivo, tra il costo medio efficiente del mercato fissato da Arera e il prezzo medio di importazione risultante dal medesimo contratto, al netto dei quantitativi destinati all'iniezione in stoccaggio. Chi registra invece una perdita si vedrà restituiti "gli importi precedentemente versati nei limiti del valore della perdita".

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