Riscaldamenti, le temperature scendono e la bolletta “cresce”: come risparmiare

Con l'arrivo delle basse temperature è necessario accendere i riscaldamenti in casa, con le date che sono stabilite in base alle zone climatiche. Per evitare salassi e brutte sorprese in bolletta, ecco alcuni consigli utili per risparmiare senza rinunciare al tepore casalingo

Foto di repertorio

L'autunno di quest'anno ha fatto registrare in alcuni periodi temperatura sopra la media stagionale, ma con l'avvicinarsi dell'inverno i termometri hanno iniziato a scendere, complice anche il crollo termico provocato dalle condizioni meteorologiche. Con l'abbassarsi delle temperature, i cittadini italiani, da Nord a Sud, iniziano a chiedersi quando si potranno accendere i riscaldamenti. Come previsto dalla legge, l'Italia è divisa in sei zone climatiche, ognuna con una data prestabilita in cui si possono attivare i riscaldamenti. Nel Nord del Paese è stato possibile attivarli già dal 15 ottobre, mentre dal 1° novembre si aggiungeranno le zone centrali, e poi toccherà al Meridione (qui la mappa completa con date e orari). 

Riscaldamenti, i consigli per risparmiare in bolletta

Come ogni anno, con l'accensione dei riscaldamenti nelle abitazioni, è inevitabile che i costi in bolletta tendano a lievitare. Ma niente paura, esistono delle semplici abitudini che possono permetterci di evitare salassi e risparmiare, senza perdere d'occhio il rispetto dell'ambiente. Per questo motivo Enea, l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, ha stilato una guida con i consigli utili per aiutare gli utenti risparmiare sulla bolletta energetica, senza dover rinunciare al caldo tepore della propria casa. Ecco quali sono:

Controllare la temperatura degli ambienti. Avere in casa temperature estive nella stagione più fredda è uno spreco, inoltre l’aria calda e secca nuoce alla salute. La normativa prevede una temperatura fino a 22 gradi, ma 19 gradi sono più che sufficienti a garantire il comfort necessario. Ogni grado in più comporta consumi di energia significativi, con conseguente aggravio in bolletta.

Attenti alle ore di accensione. È inutile tenere acceso l’impianto termico di giorno e di notte. In un’abitazione efficiente, il calore che le strutture accumulano quando l’impianto è in funzione garantisce un sufficiente grado di confort anche nel periodo di spegnimento. Il tempo massimo di accensione giornaliero varia per legge a seconda delle 6 zone climatiche in cui è suddivisa l’Italia: da un massimo di 14 ore giornaliere per gli impianti in zona E (nord e zone montane) alle 8 ore della zona B (fasce costiere del Sud Italia).

Schermare le finestre durante la notte. Chiudendo persiane e tapparelle o mettendo tende pesanti si riducono le dispersioni di calore verso l’esterno.

Evitare ostacoli davanti e sopra i termosifoni e non lasciare le finestre aperte a lungo. Collocare tende, mobili o schermi davanti ai termosifoni o usarli come stendibiancheria è fonte di sprechi in quanto ostacola la diffusione del calore. È invece opportuno, inserire un pannello riflettente tra parete e termosifone, specie nei casi in cui il calorifero è incassato nella parete riducendone spessore e grado di isolamento. Anche un semplice foglio di carta stagnola contribuisce a ridurre le dispersioni verso l’esterno. Inoltre, per rinnovare l’aria di una stanza è sufficiente tenere le finestre aperte pochi minuti, mentre lasciarle troppo a lungo comporta solo inutili dispersioni di calore.

Fare il check-up dell’immobile. La valutazione di un tecnico sul grado di efficienza di un immobile, effettuata tramite la diagnosi energetica o l’attestato di prestazione energetica (APE) consente di determinare gli interventi più convenienti per contenere consumi e costi. Il compenso per il tecnico è generalmente abbordabile e gli interventi sono ancora più convenienti grazie alle detrazioni fiscali (dal 50% all’85% in caso di sismabonus nei condomini) e agli incentivi a fondo perduto del “Conto termico”.  È detraibile perfino il costo della consulenza.

Impianti di riscaldamento innovativi. È sempre opportuno valutare la sostituzione della vecchia caldaia con nuovi generatori di calore dal rendimento più elevato. Anche per questo la normativa prevede che le nuove caldaie installate siano “a condensazione” o “a pompe di calore ad alta efficienza”. Sono disponibili anche caldaie alimentate a biomassa e sistemi ibridi (caldaia a condensazione e pompa di calore) abbinati a impianti solari termici per scaldare l’acqua e fotovoltaici per produrre energia elettrica. Anche per questi interventi è possibile usufruire degli sgravi fiscali.

Il freddo è arrivato, quando accendono i riscaldamenti? Le date regione per regione

Regolazione della temperatura e soluzioni tecnologiche innovative. È indispensabile dotare il proprio impianto di una centralina di regolazione automatica della temperatura che evita inutili picchi o sbalzi di potenza. La possibilità di programmazione oraria, giornaliera e settimanale garantisce un ulteriore risparmio energetico. Anche la domotica aiuta a risparmiare: cronotermostati, sensori di presenza e regolatori elettronici permettono di regolare anche a distanza, tramite telefono cellulare, la temperatura delle singole stanze e il tempo di accensione degli impianti di riscaldamento.

Utilizzare valvole termostatiche. Queste apparecchiature servono a regolare il flusso dell’acqua calda nei termosifoni e consentono di non superare, negli ambienti dove sono installate, la temperatura media dell’intero appartamento, specie nelle stanze esposte a Sud.

Contabilizzazione del calore. Consente di gestire in autonomia il riscaldamento del proprio appartamento e permette al singolo utente di risparmiare e di pagare solo in base al consumo effettivo. Per usufruirne è necessario installare dispositivi di misura del calore sui radiatori o nei tubi di collegamento dell’appartamento all’impianto di riscaldamento centralizzato e valvole termostatiche nei singoli radiatori. La legge ne ha reso obbligatoria l’installazione nei condomini e negli edifici polifunzionali riscaldati da impianto centralizzato.

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