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Domenica, 23 Gennaio 2022
Economia

Bollo auto, come e quando si può chiedere il rimborso

La tassa va pagata indipendentemente dall’utilizzo del mezzo, ma in alcuni casi può anche essere restituita. Tutto quello che c'è da sapere

Il bollo auto è il tributo che si applica a tutti i veicoli sul territorio nazionale e va versato alla Regione in cui è residente il proprietario (oppure il locatario) dell’autoveicolo o motoveicolo. Si tratta di una tassa di possesso (più precisamente di un’imposta) e quindi va pagata indipendentemente dall’utilizzo del mezzo, ma in alcuni casi può anche essere restituita. Il bollo auto può essere rimborsato, su richiesta, in specifici casi, che sono i seguenti:

  • doppio pagamento (con la stessa scadenza);
  • pagamento in eccesso rispetto al dovuto;
  • pagamento non dovuto (ad esempio a seguito di furto, vendita effettuata in data antecedente all’inizio del periodo tributario o demolizione del veicolo, in data antecedente all’inizio del periodo tributario).

Bollo auto, quando si può chiedere il rimborso

In alcune Regioni è possibile chiedere il rimborso parziale del bollo auto anche nei casi di furto, demolizione o esportazione definitiva all’estero di un veicolo: Piemonte, Lombardia, Veneto e delle provincie autonome di Trento e Bolzano riconoscono il rimborso della frazione di tassa versata e non fruita e l’importo rimborsabile viene calcolato in dodicesimi, corrispondenti ai mesi decorrenti da quello in cui si è verificato l’evento (l’annotazione al Pra per l’esportazione) fino a quello di scadenza del versamento in corso di validità.

Bollo auto 2018: scadenza, esenzioni e riduzioni della tassa

Non è possibile ottenere il rimborso se l’evento si è verificato nell’ultimo mese di validità del versamento. Per i casi di furto o esportazione all’estero è indispensabile ai fini del rimborso che siano già state presentate al Pra le relative formalità.

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Bollo auto, la domanda di rimborso

Il diritto di rimborso entro 3 anni da quello del pagamento, quindi non può essere presentata la domanda dopo 36 mesi dall’avvenuto pagamento errato. Verranno restituite le somme non dovute solo se eccedenti, per ogni autoveicolo, al limite minimo rimborsabile che varia in base alla Regione a regione. La domanda di rimborso va presentata in carta semplice o tramite moduli appositi e può essere consegnata a mano o inviata tramite fax, raccomandata a/r o inoltrata in via telematica.

Bollo auto: cosa succede se non si paga

Nella domanda devono essere indicati dati anagrafici e codice fiscale del richiedente, motivo per cui si chiede il rimborso, anno di riferimento e dati identificativi del mezzo. Compilato il modulo, ad esso va allegata una documentazione specifica che varia a seconda del motivo per cui si presenta la domanda. Al rimborso per pagamento duplice vanno allegati:

  • l’originale della ricevuta di versamento da rimborsare (generalmente l’ultimo bollo versato):
  • la fotocopia dellaricevuta di versamento del bollo valido (generalmente quello pagato per prima);
  • la fotocopia leggibile della carta di circolazione del veicolo cui si riferisce il bollo valido.

Al rimborso per pagamento superiore al dovuto vanno allegati:

  • la fotocopia della ricevuta di versamento del bollo pagato in eccesso;
  • la fotocopia leggibile della carta di circolazione del veicolo cui si riferisce il bollo valido.

La richiesta di rimborso per pagamento non dovuto deve accludere:

  • l’originale della ricevuta di versamento da rimborsare;
  • la fotocopia leggibile dell’atto che attesti il motivo per cui il pagamento non era dovuto (ad esempio la denuncia furto del mezzo, copia dell’atto di vendita, il certificato dell’avvenuta consegna per demolizione, ecc.).

Dal blog "Asso di denari" di Carlo Sala
 

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