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Mercoledì, 30 Novembre 2022
le misure

Tutti i bonus della manovra Meloni

Nuovi bonus in arrivo, alcuni dei vecchi confermati: quali sono le agevolazioni decise dal governo nel 2023

Il disegno di legge di bilancio è stato approvato dal Consiglio dei Ministri e ora il testo passa alla Camera per l'approvazione finale. Nella prima manovra del governo Meloni ci sono diversi bonus e agevolazioni che entreranno in vigore nel 2023 o che verranno riconfermati rispetto al 2022, e riguardano bollette, pensioni, lavoro e spesa delle famiglie.

Bonus bollette, aumenta la soglia Isee

La manovra ha prorogato fino a marzo 2023 lo sconto per le fatture di luce e gas alle famiglie in condizioni di disagio economico e fisico. La soglia dell’Isee sale dagli attuali 12mila euro a 15mila euro. Resta, invece, fermo il limite dei 20mila euro per le famiglie con almeno quattro figli a carico. Per accedere al bonus basta presentare la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) e ottenere un’attestazione di Isee entro la soglia di accesso prevista oppure risultare titolari di reddito o pensione di cittadinanza.

Serve, invece, inoltrare la domanda se si è affetti da disagio fisico. Lo sconto è per tutti i clienti domestici affetti da grave malattia o quelli presso cui vive un soggetto affetto da grave malattia, che richiede l'utilizzo di apparecchiature elettromedicali (elencate in un apposito decreto del ministero della Salute del 13 gennaio 2011) per la sopravvivenza.

Famiglia, il bonus "gemelli" e la social card

Insieme al raddoppio da 100 a 200 euro mensili della maggiorazione forfettaria dell’assegno unico riconosciuta alle famiglie dai 3 o 4 figli, con la legge di bilancio arriva un bonus per i gemelli di 100 euro fino ai 3 anni di vita.

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La social card, chiamata anche "Carta risparmio spesa", è un tentativo di ridurre il carico dell'aumento dei prezzi sugli italiani. Si tratta di una carta spesa per i redditi più bassi, fino a un massimo di 15mila euro. Per finanziarla si creerà un fondo di 500 milioni, e permettere così a chi ne ha diritto di acquistare beni di prima necessità, come pasta, pane e latte. La carta verrebbe gestita dai comuni e sarebbe utilizzabile in tutti i punti vendita che aderiscono all'iniziativa.

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Pensioni, il "doppio bonus"

È stato chiamato "bonus Maroni", dal nome dell’ex ministro della Lega scomparso martedì 22 novembre: si tratta della decontribuzione del 10% sullo stipendio per chi ha raggiunto i 41 anni di contributi, ma vuole continuare a lavorare. Una sorta di "premio" per il voler posticipare l’uscita dal mercato del lavoro una volta raggiunti i requisiti per il pensionamento. Nel caso dei lavoratori dipendenti lo stipendio dovrebbe crescere di una quota pari a quella dei contributi a suo carico (9,19%) che non verrebbero più versati: la pensione dovrebbe rimanere quella maturata al momento del raggiungimento dei requisiti per l'uscita.

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Il secondo bonus riguarda gli assegni minimi (523,38 euro), che saliranno del 20% in più rispetto alla rivalutazione piena del 7,3% prevista dal decreto già firmato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: di conseguenza, le minime aumenteranno di almeno 104 euro l'anno.

Meno tasse per assunzioni e premi di produttività

Il governo non ha avuto il tempo di intervenire in maniera strutturale sul taglio del cuneo fiscale per mancanza di tempo e risorse. Uno dei tentativi per aumentare gli stipendi degli italiani è la detassazione dei premi di produttività: la tassazione passa dal 10 al 5 per cento fino a 3mila euro di premio (per redditi fino a 80mila).

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Per agevolare le assunzioni a tempo indeterminato, invece, il governo Meloni ha previsto sgravi contributivi per un importo massimo di 6mila euro per le assunzioni a tempo indeterminato, anche per le trasformazioni dei contratti da tempo determinato a indeterminato effettuate a decorrere dal 1º gennaio 2023 al 31 dicembre 2023, per gli under 36, per le donne e per i percettori del reddito di cittadinanza. Sono esclusi dall’esonero i rapporti di lavoro domestico.

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