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Lunedì, 27 Maggio 2024
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Il bonus asilo nido nel 2023: come fare domanda e quanti soldi spettano in base all'Isee

La richiesta per il contributo corrisposto direttamente dall'Inps può essere presentata dal genitore del minore, nato o adottato, per due motivi. E per ottenerlo sono necessari alcuni requisiti

Il bonus asilo nido sarà prorogato per il 2023, nell'ambito degli interventi normativi a sostegno del reddito delle famiglie e contro il carovita. Il bonus è corrisposto direttamente dall'Inps su domanda del genitore del minore, nato o adottato. Chi può richiederlo? Quali sono, nel dettaglio, i requisiti necessari per ottenere il bonus? E gli importi? Andiamo con ordine. L'incentivo economico per aiutare le famiglie nel pagamento delle rette di asili nido pubblici e privati autorizzati nasce da un provvedimento stabilito dalla legge n.232 dell'11 dicembre 2016. All'articolo 1, comma 355, si stabiliva infatti che ai figli nati dal 1° gennaio 2016 spettasse un contributo di massimo 1.000 euro, per il pagamento di rette per la frequenza di asili nido pubblici e privati autorizzati e di forme di assistenza domiciliare in favore di bambini con meno di tre anni affetti da gravi patologie croniche.

L'importo del bonus asilo nido nel 2023 in base all'Isee

Nel 2019 questo importo è stato elevato fino a un massimo di 3.000 euro sulla base di un Isee minorenni (in corso di validità e riferito al minore per cui è richiesta la prestazione) fino a 25mila euro. Per i nuclei familiari con un Isee fino a 40mila euro spetta un'agevolazione pari a massimo 2.500 euro. La quota minima - 1.500 euro - è invece prevista per chi si trova oltre la soglia di 40mila euro. Il contributo mensile erogato dall'Inps non può eccedere la spesa sostenuta per il pagamento della singola retta.

La domanda per il contributo può essere presentata dal genitore del minore nato o adottato per due motivi. Il primo: il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati autorizzati ("contributo asilo nido"). Il secondo: l'utilizzo di forme di supporto presso la propria abitazione a favore di bambini, al di sotto dei tre anni, impossibilitati a frequentare gli asili nido in quanto affetti da gravi patologie croniche ("contributo per introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione").

Per quanto riguarda la prima tipologia - "contributo asilo nido" - è previsto il pagamento di un buono annuale, suddivisibile in undici mensilità, da corrispondere in base alla domanda del genitore che lo richiede. Per "asili nido privati autorizzati” si intendono le strutture che hanno ottenuto l'autorizzazione all'apertura e al funzionamento da parte dell'ente locale competente. Sono perciò escluse dal rimborso le spese sostenute per servizi all'infanzia diversi da quelli forniti dagli asili nido (ad esempio spazi gioco, pre-scuola, eccetera). Nella domanda, il genitore richiedente deve evidenziare se l'asilo nido frequentato dal minore è pubblico o privato autorizzato e indicare, in quest'ultimo caso, anche gli estremi del provvedimento autorizzativo, oltre alla denominazione e al codice fiscale della struttura.

Per ottenere la seconda tipologia di erogazione - "contributo per introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione" - il genitore richiedente deve risultare convivente con il figlio per il quale è richiesta la prestazione. L'agevolazione viene erogata dall'Inps dopo la presentazione da parte del genitore richiedente di un'attestazione rilasciata dal pediatra che dichiari per l'intero anno di riferimento l'impossibilità del bambino a frequentare gli asili nido in ragione di una grave patologia cronica. In questo caso, l'Inps eroga il bonus in un'unica soluzione, direttamente al genitore richiedente, fino all'importo massimo concedibile.

Tutte le istruzioni per la presentazione delle domande per l'anno prossimo sono contenute in questa circolare dell'Istituto nazionale di previdenza sociale.

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