Domenica, 18 Aprile 2021

Bonus per chi assume giovani disoccupati al Sud, che beffa: vale solo da oggi

L'Anpal ha emanato il decreto che istituisce il bonus sud 2019 per le assunzioni stabili nel Mezzogiorno, ma gli incentivi valgono solo dal 1° maggio. La protesta delle imprese

Nel giorno della Festa dei lavoratori, ecco la beffa per i giovani disoccupati e le imprese del Sud Italia: c'è un'importante limitazione sull'applicazione degli sgravi contributivi previsti nell'ultima legge di bilancio, perché lo sconto sui costi previdenziali si applica ai soli contratti sottoscritti a partire dal 1° maggio 2019. Chi ha assunto prima rimane fregato. Ma andiamo con ordine, per capire di cosa parliamo.

Bonus Sud 2019 solo a partire dal 1° maggio 2019

Il bonus Sud 2019 - tecnicamente incentivo 'Occupazione sviluppo Sud' - è un'agevolazione attiva dal 2017 per incentivare nuove assunzioni abbattendo il pagamento dei contributi previdenziali. L'incentivo, prorogato con la legge di bilancio per il 2019, è stato poi attuato con un decreto direttoriale emanato dall'Anpal - Agenzia nazionale politiche attive del lavoro - lo scorso 19 aprile. Di fatto, questo decreto ha ristretto il raggio d'azione della misura, limitandone l'applicazione ai soli rapporti di lavoro nati dopo il primo quadrimestre di quest'anno. Il decreto Anpal recita testualmente che l'incentivo spetta ai datori di lavoro operanti nelle regioni del Sud che assumano tra il 1° maggio e il 31 dicembre 2019.

Lo "sconto" pertanto non può essere applicato alle assunzioni di lavoratori con contratto a tempo indeterminato e alle trasformazioni (sempre con indeterminato) avvenute nel periodo da gennaio ad aprile, ma solo a decorrere dal mese di maggio.

Bonus assunzioni al Sud Italia: molte aziende dovranno rinunciare agli sgravi

E così, in attesa di una circolare Inps con le istruzioni per la fruizione dello sgravio contributivo, la speranza è che possa ancora arrivare una rettifica del decreto Anpal: in caso contrario, saranno molte le aziende che dovranno rinunciare al beneficio. "Così vengono tagliati fuori tutti i contratti sottoscritti prima. Si tratta di una tagliola illegittima e 'inspiegabile. Una brutta sorpresa che crea danni anche per i dipendenti, sia per i possibili licenziamenti sia per il ritorno del cosiddetto lavoro nero''. Il ritardo, sottolinea l'associazione delle imprese Unimpresa, ''corre il rischio di penalizzare le aziende, gravandole di costi non previsti, e minaccia i posti di lavoro aprendo le porte al nero".

"Una limitazione inspiegabile": la denuncia di Unimpresa

Si tratta di ''un'inspiegabile limitazione sull'applicazione degli sgravi contributivi prevista nell'ultima legge di bilancio: lo sconto sui costi previdenziali si applica ai soli contratti sottoscritti a partire dal 1 maggio'', denuncia Unimpresa. Tale restrizione ''ingiustificata'' pone le aziende di fronte a costi non preventivati, corrispondenti agli oneri contributivi non calcolati in sede di budget. "Si tratta di una norma per la quale ci sono ombre di incostituzionalità'' poiché, osserva il consigliere di Unimpresa con delega al Lavoro e al Welfare, Giovanni Assi, ''verrebbe leso il principio di parità di trattamento stabilito dalla legge fondamentale dello Stato. Quando alle previsioni del legislatore seguono regolamenti carenti si alimenta un clima di incertezza che è il nemico peggiore per le aziende impossibilitate di fatto a programmare le loro attività", sottolinea.

Reddito di cittadinanza e bonus per chi assume: cortocircuito nel mondo del lavoro 

Nei primi due anni di applicazione, questa agevolazione ''ha consentito la stabilizzazione di posti di lavoro e la creazione di nuova occupazione. Il cambio di passo spiazza le imprese, mettendole in seria difficoltà con costi inattesi che non sono sostenibili. Gli imprenditori hanno programmato assunzioni e investimenti sulla base di una aspettativa razionale e invece si ritrovano a fare i conti con aggravi di costo: chi ha assunto dal 1 gennaio, confidando nello sconto, è spiazzato", prosegue Assi.

Cos'è e come funziona il Bonus Sud

La norma oggetto della denuncia di Unimpresa stabilisce, come accennato, sgravi contributivi fino al 100% per le assunzioni nelle regioni in difficoltà (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna) per giovani under 35 o per chi ha già compiuto 35 anni ed è senza occupazione da almeno sei mesi. Lo stanziamento è di 500 milioni di euro per il 2019 e altri 500 milioni per il 2020. Una misura identica, valida però per i contratti sottoscritti con decorrenza 1 gennaio, era stata introdotta negli scorsi anni (il bonus Sud del 2017-2018) e le imprese confidavano in una sostanziale, analoga prosecuzione delle vecchia norma.

Pertanto, sottolinea Unimpresa, ''appare evidentemente iniqua la scelta del legislatore che in modo arbitrario ha posto in essere un'assurda riduzione della platea dei possibili fruitori in carenza di qualsiasi fondamento giuridico normativo, ma oltretutto contraddicendo le proprie prassi inducendo in errore datori di lavoro e operatori del settore che, in ragione di un legittimo affidamento sull'agevolazione hanno assunto''. L'associazione auspica che si sia trattato semplicemente di un "disguido" e, come tale, ''ci si ravveda immediatamente, premiando tutti quegli imprenditori coraggiosi che ancora oggi al Sud, tra mille difficoltà e in un territorio sempre più staccato dal resto del Paese, offrono un'opportunità di lavoro ai giovani, anche a quelli che l'hanno offerta tra il 1 gennaio e il 30 aprile".

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