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Domenica, 3 Marzo 2024
La beffa

Bonus benzina: il dettaglio che cambia tutto

Una modifica al Dl carburanti è arrivata con un emendamento inserito durante l'iter di conversione: aziende e lavoratori dovranno versare i contributi

Arriva la beffa per il bonus benzina 2023. Con un emendamento inserito dalla Camera durante l’iter di conversione in legge del decreto Carburanti, è saltata l'esenzione contributiva. In sostanza, il bonus carburante diventa più oneroso per imprese e lavoratori. L'emendamento in questione prevede infatti "l'esclusione dal concorso alla formazione del reddito del lavoratore e non rileva ai fini contributivi". In sostanza se è vero che il bonus non concorre alla formazione del reddito e quindi è completamente detassato, per quanto riguarda i contributi previdenziali datore di lavoro e lavoratore devono applicare le relative trattenute, intorno al 30% (il dato è variabile a seconda della categoria) per le aziende e poco più del 9% per i lavoratori.

Bonus benzina 2023, salta l'esenzione

Il bonus è stato confermato per tutto il 2023, con i datori di lavoro del settore privato, potranno erogare ai propri dipendenti, anche ad personam, buoni benzina fino a 200 euro, ma in fase di conversione è arrivata la beffa. Nel 2022 i buoni carburante riconosciuti da imprese e professionisti ai dipendenti, fino a 200 euro non erano soggetti né a imposte né a contributi previdenziali, un dettaglio non da poco, modificato con un emendamento in sede di conversione in legge del DL trasparenza,

Nel dossier ufficiale del decreto si legge: "La norma transitoria in oggetto, nel testo modificato in sede referente, concerne esplicitamente il solo reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi; quest’esplicitazione introdotta in sede referente è conforme all’interpretazione già seguita dalla relazione tecnica allegata al disegno di legge di conversione del presente decreto4, relazione che non contempla effetti in termini di minori entrate contributive".

In questo modo, i buoni carburanti concorreranno comunque all’imponibile previdenziale; mentre non avranno alcun impatto in termini di imposte. Inoltre, in caso di superamento del limite di 200 euro, concorre al reddito imponibile tutto il valore del buono; anche per la parte fino al raggiungimento di 200 euro.

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