Il piano M5s-Pd prevede "bonus" in busta paga (ma non per tutti): chi ci guadagna

All'interno della prossima legge di Bilancio ci sarebbe un intervento di almeno 5 miliardi per ridurre il cuneo fiscale, ovvero la differenza tra il lordo e il netto nello stipendio: favorirà i lavoratori con stipendi medio-bassi. Governo Conte, oggi la fiducia al Senato

Numeri sicuri alla Camera per la nuova maggioranza M5s-Pd. La Camera ha approvato la mozione di maggioranza sulla fiducia al governo Conte. I sì sono stati 343, i no 263 e tre gli astenuti. Mancano in tutto 9 voti ai sì della maggioranza. Non hanno partecipato al voto due deputati dem: Pizzetti e Portas. Mentre nei 5 Stelle, 4 parlamentari erano in missione (Businarolo, Dieni, Marzana e Leda Volpi) e altri 3 (Maniero, De Toma e Scagliusi) non hanno partecipato al voto. Adesione al 100% del gruppo di Leu: 14 sì su 14 componenti. I 3 astenuti sono deputati delle minoranze linguistiche.

Oggi alle 10 la seduta del Senato, che ha all'ordine del giorno le dichiarazioni programmatiche del presidente del Consiglio. Poi, dalle 15.00 alle 15:30, si dovrebbe svolgere l'eventuale replica del premier, quindi le dichiarazioni di voto fino alle 17 mentre, intorno alle 18, si conoscerà l'esito della votazione sulla fiducia.

Manovra M5s-Pd, prima sfida per il nuovo governo

La manovra è già il tema caldo in seno al governo, dovrà rispondere alle esigenze di crescita e di sostenibilità finanziari e che secondo Conte "sarà impegnativa".

"La sfida più rilevante, per quest'anno, sarà evitare l'aumento automatico dell'Iva e avviare un alleggerimento del cuneo fiscale - ha spiegato ieri Conte -. Le risorse saranno reperite con una strategia organica e articolata, che includerà un controllo rigoroso della qualità della spesa corrente - a questo riguardo vanno completate e rese efficaci le attività di spending review - e includerà, altresì, un attento riordino del sistema di tax expenditures, che salvaguardi l'importante funzione sociale e redistributiva di questo strumento, nonché un'efficace strategia di contrasto all'evasione, da condurre con strumenti innovativi e un ampio ricorso alla digitalizzazione".

Taglio del cuneo fiscale: che cosa succederà

Il taglio del cuneo fiscale è il primo obiettivo dell'esecutivo giallorosso, stop all'aumento dell'Iva a parte: le due misure sono secondo molte inidiscrezioni i pilastri della manovra per il 2020: le risorse dovrebbero arrivare quindi dai risparmi derivanti dal calo dello spread, dalla spending review, dal riordino delle tax expenditures e dalla lotta all'evasione che avrà nel mirino i grandi evasori.

Addio quindi alla flat tax leghista, che costava 15 miliardi e sostanzialmente era favorevole a coloro che guadagnavano di più. La misura più importante della manovra di bilancio dovrebbe essere il taglio del cuneo fiscale, cioè la differenza tra il lordo e il netto che va nello stipendio. Con 5 miliardi si dovrebbe riuscire ad alleggerire la pressione fiscale sulla busta paga e mettere soldi nelle tasche dei dipendenti con stipendi medio-bassi. La mossa mette già d'accordo sostanzialmente sia il Partito democratico sia il Movimento 5 stelle, anche se tutti i dettagli sono ancora da limare.

Il taglio del cuneo fiscale, a quel che si apprende, significherebbe un "bonus in busta paga" da 1.500 euro l’anno netti circa a favore, al massimo, dei redditi fino a 35 mila euro lordi. Una misura espressamente rivolta ai redditi medio bassi. Invece per chi guadagna fino a 55 mila, il "bonus" calerebbe progressivamente per arrivare fino a zero.

Nei fatti, il netto in busta paga aumenterebbe solo per i lavoratori che guadagnano meno. Anche concettualmente si procede nella direzione opposta rispetto a quella prevista dalla Flat Tax, che avebbe previsto sconti crescenti all’aumentare del reddito. Nella riforma-vessillo della Lega si voleva introdurre una riduzione di "tasse" anche di 5-6 mila euro per guadagni superiori a 50 mila euro.

L'orizzonte su cui si lavora è triennale. Il piano dei dem contempla per il taglio del cuneo fiscale un intervento triennale da 15 miliardi di euro totali, 5 miliardi l’anno.

Addio 80 euro, ma il bonus in busta paga ci sarà

Un intervento in tal senso appare in ogni caso inevitabile. Basta confrontare la situazione italiana con quella della maggior parte dei Paesi europei per capire come il taglio del cuneo fiscale non sia procrastinabile. Nei Paesi Ocse la media degli oneri fiscali e previdenziali in busta paga è del 36,1%, in Italia raggiunge, per un lavoratore standard single e senza figli a carico, il 47,9%. 

La "novità" della manovra 2020 dovrebbe essere di metodo: stavolta infatti il taglio - e su questo Pd e M5s sembrano essere d'accordo - deve favorire l’incremento degli stipendi netti e non la diminuzione degli oneri per le imprese. Il bonus 80 euro a conti fatti scomparirebbe per ritornare un po più "pesante". Ma solo quando saranno noti tutti i dettagli sarà possibile fare calcoli precisi.

La detrazione in ogni caso assorbirebbe il bonus 80 euro di Renzi, perché riguarderebbe anche i contribuenti incapienti (quelli che non devono pagare l’Irpef perché hanno reddito troppo basso. Nel loro caso la riduzione sarebbe sotto forma di credito da incassare in sede di dichiarazione dei redditi o di conguaglio annuale da parte del sostituto d’imposta) e il ceto medio, dai 26 mila ai 55 mila euro, che anche se in misura molto limitata sarà toccata dal taglio del cuneo fiscale.

Taglio al cuneo fiscale, l'effetto sullo stipendio (e il confronto con gli 80 euro di Renzi) 

M5s: "Reddito di cittadinanza e Quota 100 non si toccano"

"Nel suo intervento presidente ci sono tanti punti cari al Movimento 5 Stelle. C'è il tema dell'ambiente. C'è il tema della famiglia con l'assegno unico per i figli e gli asili nido gratuiti. C'è il tema del lavoro con l'abbassamento del cuneo fiscale a vantaggio dei lavoratori. A proposito di pensioni: quota 100 era un punto del programma dei 5 Stelle e non si tocca e non si tocca nemmeno il reddito di cittadinanza". Lo ha detto ieri il capogruppo M5S, Francesco D'Uva, nelle dichiarazioni di voto alla Camera.

Riduzione cuneo fiscale, ok Confcommercio: "Così aumenta potere d'acquisto"

Confcommercio ribadisce ancora una volta "l'esigenza prioritaria di disinnescare compiutamente gli aumenti Iva previsti a legislazione vigente: perché oltre cinquanta miliardi di euro di maggiore Iva tra il 2020 e il 2021 si tradurrebbero in effetti economicamente recessivi e fiscalmente regressivi. Per il resto, bene l'annunciata riduzione del cuneo fiscale a vantaggio dei lavoratori, perché se ne gioveranno potere d'acquisto e domanda interna",

Ma, per Confcommercio, va affrontato anche il capitolo della riduzione delle componenti del cuneo, che si traducono in oneri a carico delle imprese, e quello della necessità di una riforma complessiva delle aliquote IRPEF, che inneschi un processo di riduzione della pressione fiscale a vantaggio anche del mondo del lavoro non dipendente: dai lavoratori autonomi alle partite Iva di nuova generazione.

conte gualtieri ansa-2

Conte e il ministro dell'Economia Gualtieri ieri alla Camera ANSA/ALESSANDRO DI MEO

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