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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
Le cose da sapere

I bonus casa che resteranno in vigore nel 2023 (e quelli cancellati)

Alcuni incentivi economici sono stati confermati nella legge di bilancio, altri sono stati modificati o non sono stati rinnovati

Dal superbonus fino al sostegno per l'acquisto dei mobili, passando per le misure ideate in chiave ambientale (bonus acqua potabile, ecobonus): alcuni incentivi economici legati alla casa sono stati confermati nella legge di bilancio del governo Meloni o in quella dello scorso anno, altri sono stati modificati o non sono stati rinnovati. Vediamo quali resteranno in vigore nel 2023 e quali no. Dal 1° gennaio 2023 il superbonus 110% "generalizzato" andrà in pensione. Per i condomini la detrazione scenderà al 90%, a meno che l'assemblea non abbia deliberato i lavori entro il 18 novembre 2022 e la Cilas (comunicazione di inizio lavori asseverata superbonus) non sia stata presentata entro il 31 dicembre, o abbia deliberato dal 19 al 24 novembre 2022, ma presentando la Cilas entro il 25 novembre. Per le case unifamiliari (le cosiddette villette) nelle quali al 30 settembre 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 30% dell'intervento complessivo, varrà ancora il 110% fino al 31 marzo 2023. Al di là dell'avanzamento dei lavori, le villette rigorosamente prima casa il cui proprietario abbia un "reddito di riferimento" non superiore a 15mila euro potranno invece usufruire del bonus al 90% fino al 31 dicembre 2023.

Addio invece al bonus facciate: in scadenza a dicembre 2022, non è stato rinnovato. L'agevolazione è nata con la legge di bilancio 2020, con uno sconto fiscale pari al 90% delle spese sostenute nel 2020 e nel 2021, ed è poi scesa al 60% per le spese del 2022. L'obiettivo era favorire gli interventi finalizzati al recupero o al restauro della facciata esterna degli edifici esistenti ubicati in determinate zone. E il bonus mobili? È arrivata la proroga della detrazione pari al 50% per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici green. Il tetto viene portato a 8mila euro (dai 5mila previsti per il prossimo anno a legislazione vigente) rispetto ai 10mila di quest'anno.

E veniamo al bonus barriere architettoniche, una detrazione del 75% per gli interventi con cui si superano ed eliminano gli ostacoli in edifici già esistenti. Era stata inserita nel 2021 nella legge di bilancio 2022, ma durava solo un anno: ora, grazie a un emendamento bipartisan alla legge di bilancio 2023, c'è stata la proroga di tre anni. E il bonus ristrutturazione? Questo incentivo consiste in una detrazione del 50% su un limite massimo di spesa fino a 96mila euro. Così com'è resterà in vigore fino alla fine del 2024. In assenza di cambiamenti, dopo quella data, il beneficio tornerà all'aliquota originale pari al 36% su un massimo di spesa di 48mila euro. La detrazione deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo.

Il sisma bonus resterà in vigore. Per le spese sostenute dal primo  gennaio 2017 al 31 dicembre 2024 prevede una detrazione del 50%, che va calcolata su un ammontare massimo di 96mila euro per unità immobiliare (per ciascun anno) e che deve essere ripartita in cinque quote annuali di pari importo. La detrazione è più elevata (70 o 80%) quando dalla realizzazione degli interventi si ottiene una riduzione del rischio sismico di una o due classi e quando i lavori sono stati realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali (80 o 85%). L'ecobonus, invece, comprende tutti quei lavori volti ad aumentare il livello di efficienza energetica degli edifici. La sua detrazione può arrivare al 65% e resterà in vigore fino alla fine del 2024.

Il bonus acqua potabile, poi, punta a ridurre il consumo di contenitori di plastica e propone un credito d'imposta pari al 50% delle spese sostenute per l'acquisto e l'installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e/o addizione di anidride carbonica alimentare. La legge di bilancio 2022 ha prorogato al 2023 questa agevolazione inizialmente introdotta per il biennio 2021-2022. E infine il bonus verde, che consiste in una detrazione Irpef del 36% sulle spese sostenute per i seguenti interventi: sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione di pozzi, realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili. La legge di bilancio 2022 ha prorogato questa agevolazione fino al 2024.

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