Giovedì, 4 Marzo 2021

Fondo casalinghe 2020, non chiamatelo "bonus": cos'è e a chi spetta

La misura, introdotta con il decreto rilancio, prevede uno stanziamento di 3 milioni di euro per la formazione delle casalinghe: non ci sarà nessun trasferimento diretto di denaro. I dettagli

Foto di repertorio

Tra le novità del decreto agosto (qui il testo integrale pubblicato in Gazzetta Ufficiale) c’è l’introduzione di un fondo di 3 milioni di euro destinato alla formazione delle casalinghe. La ministra per la Famiglia, Elena Bonetti, ha messo in chiaro che non si tratta di un “bonus” anche se così è stato ribattezzato da diversi siti e quotidiani. Di cosa si tratta allora? L’articolo 22 del decreto agosto recita così:  

"È istituito nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, per il successivo trasferimento al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri, un Fondo denominato «Fondo per la formazione personale delle casalinghe», con una dotazione di 3 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020, finalizzato alla promozione della formazione personale e all’incremento delle opportunità culturali e partecipative, anche in collaborazione con enti pubblici e privati, delle donne che svolgono attività prestate nell’ambito domestico, senza vincolo di subordinazione e a titolo gratuito, finalizzate alla cura delle persone e dell’ambiente domestico (…)".

Fondo per le casalinghe 2020, non chiamatelo bonus: di cosa si tratta

In tanti hanno fatto notare che, considerato il budget stanziato e il numero delle casalinghe (7,4 milioni), spetterebbero a ciascuna circa 40 centesimi. Insomma le critiche non sono mancate. Vero è tuttavia che considerare il Fondo alla stregua di un bonus è abbastanza fuorviante. Il provvedimento non prevede infatti un trasferimento di denaro nella tasche delle casalinghe. Si tratta invece di una misura di inclusione sociale finalizzata alla formazione professionale. Per il ministro Bonetti "oggi parlare di formazione per le donne che oggi svolgono un lavoro domestico è un modo per riconoscere che tutte devono avere l'occasione di avere competenze". Infatti "ci sono tante donne che purtroppo non possono avere un conto in banca e non hanno autonomia".

"Un primo embrione di un progetto di formazione digitale"

Insomma, si tratta di "un fondo che è stato costituito come primo embrione di un progetto di formazione digitale di cui bisogna valutare il costo" e che "finora non era mai stato stanziato". Dunque, ha concluso Bonetti, ci sarà "un bando del Dipartimento delle Pari opportunità per progetti che riguardano la formazione, dopo di che vogliamo che questa sia gratuita per tutte le donne". L’obiettivo è duplice: da un lato "favorire la partecipazione delle donne al mondo del lavoro" dall’altro "rendere le donne libere di poter scegliere". Insomma, fare la casalinga non può e non deve essere una scelta obbligata da parte di chi non ha accesso al mondo del lavoro.

Fondo casalinghe: una misura per ora velleitaria

Detto questo, la dotazione finanziaria iniziale stanziata nel Decreto Legge Agosto, pari a 3 milioni di euro, è chiaramente insufficiente. Se anche un decimo delle casalinghe dovesse decidere di intraprendere i percorsi di formazione professionale finanziati dall’esecutivo, la formazione di ciascuna lavoratrice non costerebbe allo Stato più di 4 euro. Va da sé che così com’è stata concepita la misura è piuttosto velleitaria. Del resto lo stesso governo parla di un “fondo embrionale” che dunque dovrà essere rafforzato.  

A chi spetta il Fondo casalinghe

A beneficiare del Fondo, si legge nel decreto, saranno tutte le donne “che svolgono attività prestate nell’ambito domestico, senza vincolo di subordinazione e a titolo gratuito, finalizzate alla cura delle persone e dell’ambiente domestico, iscritte all'Assicurazione obbligatoria”. Le modalità di attuazione della misura saranno definite mediante un apposito decreto emanato dal ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia. 

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