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Martedì, 17 Maggio 2022
La novità

Bonus edilizi, arriva una nuova "mini-stretta": quando scatta l'obbligo di certificazione

Dal 2023 le imprese che eseguono lavori di importo superiore a 516mila euro dovranno chiedere la qualificazione Soa: di cosa si tratta e perché Cna e Confartigianato protestano

Arriva una nuova mini-stretta sui bonus edilizi. Un emendamento al dl Ucaina bis, approvato dalle Commissioni Finanze e Industria del Senato, prevede infatti l'obbligo di qualificazione Soa (Società organismo attestazione) per lavori legati agli ecobonus di importo superiore ai 516 mila euro a partire dal primo luglio 2023. Le imprese che effettueranno i lavori di riqualificazione, nel caso in cui l'importo superi tale soglia, dovranno dunque dotarsi della qualificazione Soa, ovvero una certificazione attestante che l'impresa ha la capacità economica e tecnica per svolgere i lavori. 

Secondo Michele Boccardi, senatore di Forza Italia, la nuova norma servirà a "salvare i lavori ammessi ad usufruire di agevolazioni fiscali nell'edilizia, come ad esempio l'Ecobonus e il Sismabonus ordinari e il Bonus facciate". In questo modo, dice, sarà infatti "possibile distinguere le imprese serie da quelle improvvisate che, magari cambiando all'ultimo momento il codice Ateco per mero opportunismo, oltre a procurare un danno di reputazione e credibilità a tutto un settore presentano evidenti problemi di risultato degli interventi".

Quando diventerà efficace l'emendamento approvato al Senato? "Fino al 31 dicembre 2022 non ci sarà alcun cambiamento delle norme", spiega il senatore. "Dal 1 gennaio 2023 al 30 giugno 2023 basterà la richiesta della domanda di certificazione. E solo dal 1 luglio 2023 scatterà l'obbligo della certificazione. Questa misura è per le imprese che eseguono lavori di importo superiore a 516.000 euro mentre per tutelare tutte le piccole imprese, che hanno sempre lavorato rispettando tutti i canoni di qualità ma che non sono in possesso della certificazione Soa, la disciplina non cambierà".

Confartigianato e Cna: "Così vengono escluse l'80% delle piccole imprese"

Confartigianato e Cna però non ci stanno. "Ancora una barriera burocratica nella travagliata storia degli ecobonus" spiegano in una nota. "Con l'emendamento al Dl Crisi Ucraina approvato nella notte il Parlamento si assume la grave responsabilità di escludere circa l'80% di micro e piccole imprese dal mercato della riqualificazione edilizia introducendo nuove e incomprensibili barriere burocratiche". 

"Pur nella riformulazione del provvedimento che ne attenua l'impatto, cui le Organizzazioni artigiane hanno lavorato nel fine settimana per convincere i parlamentari sulla inopportunità della norma, quanto approvato - sottolineano Confartigianato e Cna - costituisce un principio inaccettabile, che esclude di fatto dai lavori di riqualificazione le imprese che non lavorano per gli appalti pubblici ed estende al settore privato un sistema pensato per i lavori pubblici, che nulla ha a che fare con la qualificazione delle imprese". 

Secondo Confartigianato e Cna, servirebbe, "piuttosto, una legge che riconosca il profilo professionale ed i requisiti delle imprese edili. Sappiamo peraltro che anche nel pubblico le Soa non hanno dimostrato particolare efficacia e non hanno alcuna utilità nel contrasto delle frodi. Unico effetto della norma: l'ennesimo rallentamento dell'esecuzione dei lavori e l'apertura di un business rilevante per le società che rilasciano attestazioni Soa".

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