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Giovedì, 23 Maggio 2024
L'incentivo

Cos'è questa storia del bonus internet da 300 euro (senza limiti Isee)

Il progetto per promuovere la banda larga in Italia è solo al primo step: il via libera arriverà solo dopo un decreto del Mise. Lo stanziamento previsto è di oltre 400 milioni

Un vocheur da 300 euro per chi attiva una linea internet da almeno 30 Mbps di velocità massima in download, senza limiti di Isee. È quanto prevede il piano annunciato da Infratel, società gestita dal ministero dello Sviluppo economico, che ha lanciato una consultazione pubblica aperta sia agli operatori del settore che ai soggetti interessati. L'obiettivo è promuovere la banda ultralarga che nel nostro Paese vede ancora pochi abbonamenti attivi.

A chi spetterà il bonus? Intanto per ora non c'è nulla di definitivo. La consultazione è solo il primo step, a cui seguirà la notifica del piano di intervento alla Commissione europea e quindi il decreto del Ministro dello Sviluppo Economico. Salvo sorprese però il provvedimento dovrebbe vedere la luce. Lo stanziamento previsto è di oltre 400 milioni di euro suddiviso tra tutte le regioni italiane. 

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Secondo Infratel il vocheur da 300 euro servirà a coprire in media fino al 50% dei costi di un contratto che garantisca la banda ultralarga per un periodo di 24 mesi. 

Vocheur da 300 euro per una connessione interne veloce: i requisiti 

A beneficiare del contributo saranno e famiglie residenti sul territorio nazionale, che non hanno un abbonamento internet o che hanno una linea con velocità inferiore ai 30 Mbps. Come spiegavamo sopra non ci sarà un limite di reddito per ottenere il bonus.

Tuttavia, precisano da Infratel, "considerata la limitata disponibilità di risorse rispetto al fabbisogno complessivo, sarà possibile, in base alle esigenze espresse" dalle Regioni, "individuare ulteriori criteri, oltre quelli già indicati, ai fini della individuazione dei beneficiari, ad esempio dando priorità all’obiettivo di aumentare la coesione sociale delle famiglie situate in aree territoriali più svantaggiate, comuni montani o aree interne". Non sarà, in ogni caso, "applicato alcun criterio di selezione che comporti una discriminazione non giustificata tra gli operatori presenti sul mercato".

Insomma, i requisiti potrebbero diventare più stringenti. E c'è un altro dettaglio non certo trascurabile: la misura avrà infatti una durata fino a 24 mesi o "ad esaurimento delle risorse stanziate". Una volta finiti i fondi, il bonus non verrà più erogato. Per ora comunque siamo ancora in una fase preliminare. Il via libera alla misura arriverà solo con il decreto del Mise.

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