Lunedì, 12 Aprile 2021
ECONOMIA

L'ipotesi di un nuovo bonus da mille euro nel decreto Sostegno

Cosa sappiamo sul contributo per aiutare chi è stato colpito di più dalle conseguenze economiche dell'emergenza per la pandemia da Covid-19. La principale novità riguarderebbe l'inclusione delle partite Iva iscritte alla gestione separata

Nel decreto Sostegno con gli aiuti economici in arrivo la settimana prossima, il governo Draghi prorogherà lo stop ai licenziamenti fino a fine giugno e rinnoverà la cassa integrazione Covid-19 (che dovrebbe essere finanziata fino alla fine del 2021), mentre sono in arrivo anche il congedo parentale Covid-19 per i genitori che non potranno mandare i figli a scuola e il diritto allo smart working per padri e madri. A differenza di quello che aveva detto Mario Draghi durante le consultazioni con le forze politiche, lo stop ai licenziamenti sarà generalizzato e non declinato per settori.

Il nuovo bonus da 1000 euro nel decreto Sostegno: cosa sappiamo finora

Con il decreto Sostegno potrebbe arrivare anche un nuovo bonus da mille euro per aiutare chi è stato più colpito dalle conseguenze economiche dell'emergenza per la pandemia da Covid-19. Il condizionale per ora è d'obbligo, ma cosa si sa oggi? Il nuovo pacchetto di misure e interventi economici sulle categorie che più stanno pagando anche le nuove chiusure dovrebbe valere 32 miliardi di euro, soldi destinati soprattutto ai lavoratori, dal blocco dei licenziamenti alla proroga della cassa integrazione.

Tra queste misure ci sarebbe anche un nuovo bonus del valore di mille euro. Per l'approvazione del decreto Sostegno bisognerà attendere metà marzo e, considerando i tempi tecnici, difficilmente si potrà usufruire del bonus prima di inizio aprile. Si discute anche sul valore del bonus, che potrebbe salire a 3mila euro unendo tre mesi di mancati aiuti, lasciati scoperti. I beneficiari del bonus complessivamente non dovrebbero essere diversi da quelli dei bonus precedenti.

I beneficiari

Potrebbero dunque richiedere questo bonus lavoratori come gli stagionali del turismo e degli stabilimenti termali, lavoratori autonomi e occasionali o incaricati di vendite a domicilio. Tra le ipotesi in campo la principale novità riguarderebbe l’inclusione delle partite Iva iscritte alla gestione separata. Nel caso di allargamento alle partite Iva, potrebbe plausibilmente essere fissato un tetto, che qualcuno immagina di circa 50mila euro.

Il decreto Sostegno introdurrà una nuova tranche di ristori per le attività colpite, ma la platea stavolta non verrebbe definita dai codici Ateco ma sulla base del calo del fatturato nel 2020 rispetto al 2019 pari ad almeno il 33% delle perdite. Si ragiona sull'ipotesi di aiuti selettivi, prevedendo per professionisti e piccole imprese una sorta di corsia preferenziale con un forfait a fondo perduto. Per le attività più grandi un risarcimento tarato su fatturato e numero di dipendenti. Nello schema di aiuti si lavora anche ad una formula per sostenere il comparto del turismo invernale, che con i recenti lockdown ha contabilizzato mancati incassi per quasi 10 miliardi di euro.

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