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Venerdì, 3 Febbraio 2023
Le novità

Il bonus mobili ed elettrodomestici rinnovato: cosa cambia dal 1° gennaio 2023

Due novità: una sul tetto massimo di spesa detraibile, l'altra sulla tempistica dei lavori di ristrutturazione edilizia (necessari per avere l'incentivo). Tutto quello che c'è da sapere

Il bonus mobili ci sarà anche nel 2023, ma con due grosse novità. Restano solo pochi giorni, infatti, per chi ha intenzione di usufruire del bonus mobili per intero, nella sua veste attuale. Poi si cambia. La manovra 2023 non prevede modifiche a quanto è stato già deciso. Salvo novità dell'ultima ora, dal primo gennaio 2023 il tetto di spesa su cui calcolare la detrazione scenderà dagli attuali 10mila a 5mila euro. In sostanza, le persone che non hanno ancora speso per intero il tetto massimo di spesa, cioè 10mila euro, hanno tempo fino al 31 dicembre 2022 per farlo: da gennaio, infatti, la quota di spesa che non è stata utilizzata verrà persa definitivamente.

Non solo: nel 2022 si chiuderà anche la possibilità di usufruire del bonus mobili per chi ha iniziato gli interventi di recupero del patrimonio edilizio dal primo gennaio 2021. Per gli acquisti che verranno effettuati nel 2023, infatti, il bonus mobili dovrà essere agganciato a interventi iniziati a partire dal primo gennaio 2022. Nel 2024, invece, il bonus dovrà essere agganciato a lavori iniziati nel 2023.

Per il momento, quindi, restano valide le regole introdotte dalla legge di bilancio 2022 - che ha prorogato il bonus fino al 2024, ma con delle modifiche - e la manovra 2023 non interviene sul tema. Nel 2020 il tetto di spesa su cui calcolare la detrazione era di 10mila euro, nel 2021 il plafond a disposizione era salito a 16mila euro, per il 2022 la soglia è scesa a 10mila euro. Nel 2023 e nel 2024 sarà a 5mila.

Come spiega l'Agenzia delle entrate, il bonus mobili è "una detrazione Irpef del 50%" di cui si può usufruire per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. La classe energetica deve essere almeno A per i forni, E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, F per i frigoriferi e i congelatori. La detrazione va ripartita tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo. Può essere richiesta solo da chi realizza un intervento di ristrutturazione edilizia, e la data di inizio lavori deve essere anteriore a quella in cui sono state sostenute le spese per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.

L'Agenzia delle entrate ha sottolineato più volte che il bonus mobili spetta solo ai contribuenti che hanno effettuato interventi di recupero del patrimonio edilizio e che usufruiscono del bonus ristrutturazioni. Tra gli interventi edilizi che danno diritto alla detrazione ci sono la manutenzione straordinaria, il restauro e il risanamento conservativo, la ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti, la ricostruzione o il ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi (se è stato dichiarato lo stato di emergenza).

La realizzazione di lavori di ristrutturazione sulle parti comuni condominiali consente ai singoli condòmini (che usufruiscono pro quota della relativa detrazione) di detrarre le spese sostenute per acquistare gli arredi delle parti comuni, come guardiole oppure l'appartamento del portiere, ma non consente loro di detrarre le spese per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici per la propria unità immobiliare. La detrazione non spetta, poi, per i lavori di manutenzione ordinaria sui singoli appartamenti e neppure per la realizzazione di posti auto o box pertinenziali. Non si può usufruire del bonus, quindi, in caso di tinteggiatura di pareti e soffitti, sostituzione di pavimenti, sostituzione di infissi esterni, rifacimento di intonaci interni. Spetta, invece, a chi fruisce del super sismabonus 110%.

Una volta agganciato il bonus agli interventi, nell'importo delle spese agevolabili rientrano anche quelle di trasporto e montaggio dei beni acquistati. Tutte le spese - che possono essere saldate anche a rate - devono essere pagate con bonifico, carta di credito o debito. E bisogna conservare la fattura o lo scontrino fiscale. Se una persona esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari, ha diritto al beneficio più volte. Il bonus spetta anche se i beni sono destinati ad arredare un ambiente diverso dello stesso immobile oggetto di intervento edilizio.

A titolo esemplificativo, spiega l'Agenzia delle entrate, rientrano tra i mobili agevolabili letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione che costituiscono un necessario completamento dell’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. Non sono agevolabili, invece, gli acquisti di porte, di pavimentazioni (per esempio il parquet), di tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo.

L'acquisto di grandi elettrodomestici sprovvisti di etichetta energetica è agevolabile solo se per quella tipologia non sia ancora previsto l'obbligo di etichetta energetica. Rientrano, per esempio, fra i grandi elettrodomestici: frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavasciuga, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.
 

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