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Giovedì, 9 Febbraio 2023
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Bonus mobili: sì alla proroga nel 2023, ma con una novità

Approvato in commissione Bilancio un emendamento che alza il tetto di spesa da 5mila a 8mila euro

Il bonus mobili sarà rinnovato anche nel 2023, ma con una novità rispetto a quanto era stato già deciso. Il tetto di spesa su cui calcolare la detrazione quest'anno sarebbe dovuto scendere dagli attuali 10mila a 5mila euro, ma a quanto pare la maggioranza ha deciso di alzare di nuovo il limite che per i successivi due anni sarà pari a 8mila euro. Lo prevede un emendamento alla manovra approvato in commissione Bilancio.

Per il resto la normativa dovrebbe rimanere quella in vigore. La detrazione del 50% spetta a chi acquista entro il 31 dicembre 2024 mobili ed elettrodomestici nuovi di classe non inferiore alla classe A per i forni, alla classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, alla classe F per i frigoriferi e i congelatori. Tuttavia, come viene specificato anche sul sito dell'Agenzia delle Entrate il richiedente deve aver realizzato interventi di ristrutturazione edilizia a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell'acquisto dei beni.

Come ottenere il bonus mobili

Il bonus mobili spetta dunque solo ai contribuenti che hanno effettuato interventi di recupero del patrimonio edilizio e che usufruiscono del bonus ristrutturazioni. Tra gli interventi edilizi che danno diritto alla detrazione ci sono la manutenzione straordinaria, il restauro e il risanamento conservativo, la ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti, la ricostruzione o il ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi (se è stato dichiarato lo stato di emergenza).

La realizzazione di lavori di ristrutturazione sulle parti comuni condominiali consente ai singoli condòmini (che usufruiscono pro quota della relativa detrazione) di detrarre le spese sostenute per acquistare gli arredi delle parti comuni, come guardiole oppure l'appartamento del portiere, ma non consente loro di detrarre le spese per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici per la propria unità immobiliare. La detrazione non spetta, poi, per i lavori di manutenzione ordinaria sui singoli appartamenti e neppure per la realizzazione di posti auto o box pertinenziali. Non si può usufruire del bonus, quindi, in caso di tinteggiatura di pareti e soffitti, sostituzione di pavimenti, sostituzione di infissi esterni, rifacimento di intonaci interni. Spetta, invece, a chi fruisce del super sismabonus 110%.

Cosa si può comprare come bisogna pagare

Una volta agganciato il bonus agli interventi, nell'importo delle spese agevolabili rientrano anche quelle di trasporto e montaggio dei beni acquistati. Tutte le spese - che possono essere saldate anche a rate - devono essere pagate con bonifico, carta di credito o debito. E bisogna conservare la fattura o lo scontrino fiscale. Se una persona esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari, ha diritto al beneficio più volte. Il bonus spetta anche se i beni sono destinati ad arredare un ambiente diverso dello stesso immobile oggetto di intervento edilizio.

A titolo esemplificativo, spiega l'Agenzia delle entrate, rientrano tra i mobili agevolabili letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione che costituiscono un necessario completamento dell’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. Non sono agevolabili, invece, gli acquisti di porte, di pavimentazioni (per esempio il parquet), di tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo.

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