Altra spallata agli 80 euro: "Il bonus Renzi costa troppo", ecco come cambierà (secondo la Lega)

Il sottosegretario Bitonci: "L'obiettivo non è cancellarlo, ma trasformarlo in una detrazione". Secondo un retroscena della Stampa il bonus potrebbe essere sacrificato per evitare l'aumento dell'Iva

Foto di repertorio (ANSA)

Che fine faranno gli 80 euro del bonus Renzi? Dopo le parole pronunciate dal ministro Tria ad Agorà ("il bonus verrà riassorbito dalla riforma fiscale"), oggi sul 'caso 80 euro' è intervenuto anche il vicepremier Salvini con una dichiarazione laconica rilasciata a Mattino 5. "Eliminare il bonus di 80 euro deciso a suo tempo da Renzi? "No. Non è all'ordine del giorno" ha detto Salvini. "Siamo al governo non per togliere, ma per dare". Caso rientrato? Insomma. Il sottosegretario al Mef Massimo Bitonci è di tutt’altro parere. Ai microfoni di "Radio anch’Io" su Rai Radio1 Bitonci ha spiegato invece che l’intenzione di intervenire sugli 80 euro c’è, ma il bonus non sarà cancellato, bensì trasformato in una detrazione a partire dal 2020.

"Il bonus sarà trasformato in una detrazione"

"Da un anno continuamo a ripetere che questa misura è stata un grande spot per Renzi - ha detto il sottosegretario -  e che in realtà non è una detrazione da lavoro dipendente ma è una spesa che peraltro viene assorbita dal 50% dei lavoratori avendo un limite che tutti conoscono e che è quello dei 26mila euro".

Peraltro, ha aggiunto, "è anche una misura che crea grossi problemi a circa il 50% dei lavoratori perché con questo sistema delle porte girevoli, cioè ingresso e uscita continua dalla platea dei beneficiari, molte volte il dipendente si trova a riceverlo e poi a doverlo restituire". Insomma, il bonus Renzi "è una misura che deve essere riassorbita, ma non eliminata. Tria ha assolutamente ragione a dire che è una spesa,  ma non sono d’accordo con lui sul fatto che debba essere cancellata - ha sottolineato il leghista -, noi continuiamo a dire che deve essere trasformata in una detrazione che sia fissa e strutturale per gli anni prossimi". 

Bitonci (Lega): il bonus di 80 euro? "Costa troppo, lavoriamo a quoziente familiare e flat tax"

"Il bonus Renzi - ha spiegato ancora Bitonci - costa moltissimo, 10 miliardi l’anno, ed è una misura di cui ripeto beneficiano solo il 50% dei lavoratori". Che cosa farete dunque? "Trovo molto più corretto lavorare lavorare sul tema fondamentale del quoziente familiare, cioè tenendo conto che una cosa è il single, un’altra è avere una famiglia con 4 o 5 persone".

Cos'è e a chi conviene il quoziente familiare

L'obiettivo è ovviamente quello di realizzare la riforma del fisco, "perché l’introduzione della flat tax sul regime forfettario è stata un grande successo. Quest’anno il limite è stato fissato a 65mila euro, ma l’anno prossimo sarà di 100mila". I soldi arriveranno dal bonus Renzi? "Ci sono in Italia circa 250 tra detrazioni e deduzioni di qualsiasi tipo, sono più di 50 miliardi, molte di queste sono puramente lobbistiche e non hanno nessun effetto, ci sono casi eclatanti" ha aggiunto Bitonci.

"Poi bisogna tenere conto anche delle entrate, c'è stato un aumento di quasi un miliardo dell’imposta sul valore aggiunto e la lotta all’evasione sta dando risultati eccezionali". Insomma, secondo la Lega i soldi ci sono. "I dati sono in controtendenza rispetto alle infauste previsioni di ogni ente governativo anche a livello europeo" ha concluso il sottosegretario. 

Il retroscena: i soldi degli 80 euro usati per evitare l'aumento dell'Iva

Che cosa ne sarà dunque degli 80 euro in busta paga? Ieri Tria ha spiegato che il bonus "è stato un provvedimento tecnicamente sbagliato" perché figura come spesa e non come prelievo e che dunque verrà riassorbito "nell’ambito di una riforma fiscale". Si riferiva alla flat tax? Forse sì. Secondo un retroscena della Stampa a firma di Alessandro Barbera le cose però non stanno esattamente come ci racconta l’esecutivo. La maggioranza potrebbe infatti usare quei 10 miliardi per disinnescare le clausole di salvaguardia dell’Iva, con buona pace dei lavoratori che fanno affidamento sul bonus. Del resto "da qualche parte i soldi dovremo farli uscire", racconta al quotidiano torinese una fonte della maggioranza che ha chiesto di restare anonima. 

Marattin (Pd): 80 euro? "Il governo vuole abolirli, noi vogliamo estenderli"

Per Luigi Marattin, capogruppo Pd in Commissione Bilancio della Camera, abolire il bonus Renzi sarebbe invece un errore madornale. "Gli 80 euro - ha detto Marattin a Radio anch’io - sono stati nei fatti un abbassamento di tasse a 10 milioni di lavoratori, dunque dire che la misura non funziona e che va cancellata per me è sbagliato. Se invece vogliamo fare un dibattito tra accademici o ragionieri, se si debbano chiamare bonus fiscale o detrazione, io posso anche essere d’accordo che possa essere migliorato, ma cosa cambia per il cittadino in busta paga? Parliamoci chiaro: se dobbiamo cambiare la contabilizzazione del bilancio dello Stato ci diano una proposta, perché questa gente parla soltanto. Ma perché non presentano un decreto con sopra la flat tax?". 

 "Noi come Pd - ha aggiunto Marattin - abbiamo proposto di estendere gli 80 euro a chi guadagna meno di 8mila euro l’anno e anche a chi guadagna fino a 55mila euro l’anno perché pensiamo che ridurre le tasse vada bene per una fascia più ampia di lavoratori dipendenti".

Anche Il Sole 24 Ore fa notare che la trasformazione del bonus Renzi e "dei suoi 10 miliardi abbondanti da spesa pubblica a mancata entrata non cambierebbe di una virgola l’effetto sui saldi" e che dunque la revisione degli 80 euro "per quanto complicata, può aiutare ad avviare la riscrittura dell’Irpef" ma "da sola non può cambiare il conto complessivo del peso fiscale". 

bonus 80 euro marattin-2

Via gli 80 euro in busta paga, Tria: "Verranno riassorbiti dalla riforma fiscale"

Garavaglia (Lega): stop al bonus di 80 euro per tagliare le tasse

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