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Martedì, 18 Giugno 2024
Incentivi a pioggia

C'è un "nuovo" bonus e si può fare domanda, ma l'importo è ridicolo

Bonus revisione auto o bonus veicoli sicuri: sono partite le domande per il 2023. È il terzo e ultimo anno di vita dell'iniziativa. I soldi (pochi...) arrivano direttamente sul conto corrente

Da lunedì 3 aprile c'è la possibilità di presentare domanda, tramite una piattaforma del ministero delle infrastrutture e dei trasporti (Mit), per il "bonus veicoli sicuri", il contributo a chi effettua la revisione alla propria automobile nel corso del 2023. Si tratta dell'ultimo anno dell'iniziativa, la cui chiusura definitiva è infatti prevista per il 31 dicembre 2023. Il beneficio, per chi ha effettuato interventi di revisione lo scorso anno, era richiedibile entro il 31 marzo. A partire dalle ore 9 del 3 aprile si può invece fare domanda per quelli effettuati quest'anno.

Si tratta in realtà di un piccolo rimborso, quasi irrisorio, di 9,95 euro, studiato dall'allora governo Draghi per compensare parzialmente l'incremento del costo delle revisioni in vigore dal 1° novembre 2021. Oggi il costo della revisione auto presso un centro specializzato o un'officina autorizzata è di 79 euro, comprensivi di Iva, diritti e commissioni della motorizzazione civile. Chi utilizzerà questo bonus, insomma, avrà indietro meno di 10 euro, utili a comprare una pizza margherita al ritorno dall'officina, vuoi mettere? Negli ultimi anni, d'altronde, la politica di erogare contributi "a pioggia" utilizzando risorse che potrebbero essere invece spese per riforme più ambiziose è diventata una prassi sempre più frequente, a tratti sproporzionata, tanto che qualche osservatore ha parlato ironicamente di "bonuslandia".

Tutti i bonus del 2023 bloccati: mancano oltre 3 miliardi di euro

Come ricorda il decreto del Mit che l'ha attuato, il bonus "è erogato in favore dei proprietari di veicoli a motore che, dal 1° novembre 2021 e per i successivi tre anni, sottopongono il proprio veicolo alle operazioni di revisione". Per avere l'agevolazione, il proprietario del mezzo deve accedere alla piattaforma informatica creata ad hoc, alla quale si accede attraverso Spid o carta di identità elettronica o carta nazionale dei servizi. Va compilato un modulo specifico. Non è necessario allegare copia del tagliando di revisione o della ricevuta di pagamento, ma servono invece il codice fiscale, la targa del mezzo e l'iban relativo al conto corrente su cui effettuare il rimborso.

Conclusa la procedura prevista, si deve solo attendere l'accredito del bonus, pur non essendo prevista una tempistica specifica. Si può comunque seguire lo stato di avanzamento della pratica sullo stesso portale. Il contributo può essere richiesto solo una volta per ciascun veicolo, e nel caso in cui fosse cointestato la domanda deve essere inoltrata dal primo dei cointestatari che compare sulla carta di circolazione. L'iter termina con un pagamento direttamente sul conto corrente, all'iban indicato durante la procedura. La dotazione di risorse fissata con la manovra per il 2021 era di 4 milioni di euro per ciascun anno: le richieste vengono soddisfatte fino al raggiungimento di questa spesa complessiva.

La revisione del proprio mezzo prevista dal codice della strada è obbligatoria per legge e fondamentale per la sicurezza di chi viaggia, pena il pagamento di una multa. In questo modo è possibile accertare la piena funzionalità del veicolo (auto o moto) con cui si circola, dunque di impianto elettrico e fari, freni, carrozzeria e anche del livello di emissioni. L'operazione è d'obbligo trascorsi i 4 anni dalla prima immatricolazione dell'auto e va poi effettuata ogni 2 anni. Una volta superati i controlli, se non ci sono anomalie e l'esito è positivo viene rilasciato un tagliando con la dicitura "regolare", che va conservato ma non risulterà necessario ai fini del bonus. 

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