Giovedì, 13 Maggio 2021

Dai bonus alle cartelle: cosa c'è nella bozza del decreto Sostegni

Il documento, che ha anche cambiato nome, è composto da 26 articoli e 5 titoli: sostegno a imprese ed economia, lavoro, salute e sicurezza, enti territoriali e altre disposizioni urgenti. Ecco quali sono le misure principali

Foto di repertorio Ansa

Da 'Sostegno' a 'Sostegni': nuovo cambio di nome  per l'ormai ex Ristori 5. Si tratta della prima novità contenuta nel documento su cui sta lavorando il Governo, una scelta molto probabilmente dettata dalla volontà di aiutare tutte le attività colpite dalle conseguenze delle limitazioni imposte a causa delle nuova ondata del Covid 19. 

La bozza del decreto è composta da 26 articoli e cinque titoli in totale. I titoli riguardano i cinque ambiti di intervento: sostegno a imprese ed economia, lavoro, salute e sicurezza, enti territoriali e altre disposizioni urgenti. Dai ristori alle cartelle esattoriali, passando anche per i vaccini, ecco quali sono le norme principali contenute nella bozza del decreto Sostegni. 

I bonus del decreto Sostegni

L'ammontare dei nuovi ristori non potrà superare i 150mila né avere un importo inferiore ai mille euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche. A scelta del contribuente, il contributo può essere erogato come contributo diretto, oppure riconosciuto sotto forma di credito d'imposta utilizzabile in compensazione tramite modello F24. Il contributo spettante - si legge nella relazione illustrativa - è stato calcolato applicando le percentuali previste per la relativa fascia di ricavi e compensi alla differenza stimata tra l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi dei bimestri gennaio/febbraio degli anni 2021 e 2019.

I ristori per attività e partite Iva

Contributo a fondo perduto a favore per attività e partite Iva con ricavi e compensi non superiori a 5 milioni di euro nel 2019 e il fatturato di gennaio e febbraio 2021 sia inferiore ai due/terzi dell'ammontare del fatturato e dei corrispettivi degli stessi mesi del 2019. Lo prevede una bozza del Dl Sostegno. L'ammontare del contributo è differenziato in base alla differenza percentuale tra il fatturato e i corrispettivi dei mesi di gennaio e febbraio 2021 e 2019: 20% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400mila euro nel periodo d'imposta 2019; 15% per i soggetti con ricavi o compensi a 400mila euro e fino a 1 milione di euro; 10% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 1 milione.

Cartelle esattoriali, termini sospesi fino al 30 aprile

Sospesi fino al 30 aprile i termini dei versamenti per le entrate tributarie e non tributarie derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione e da avvisi. Secondo la relazione contenuta nella bozza, a partire dal primo marzo l'agente della riscossione potrà notificare le cartelle di pagamento, che dovranno essere pagate soltanto una volta decorsi sessanta giorni dal termine del periodo di sospensione: i debitori potranno decidere se adempiere spontaneamente. Le cartelle non produrranno oneri aggiuntivi né l'agente della riscossione potrà dare corso ad azioni cautelari ed esecutive.

Enti locali e trasporto pubblico

Fondi aggiuntivi in arrivo per enti locali e per il trasporto pubblico locale. Secondo quanto emerge dalla bozza del Dl Sostegno, sono previsti 1 miliardo per gli enti locali e 600 milioni destinati alle autonomie speciali. Risorse anche per sostenere il trasporto pubblico locale e regionali per 800 milioni.

Decreto Sostegni, due miliardi per il vaccino anti-covid

Due miliardi e 100 milioni di euro per i vaccini e l'acquisto di farmaci per la cura del Covid-19. E' questa la cifra stanziata dal Dl Sostegni, prevista al titolo 3 del provvedimento che reca misure in materia di sanità ed sicurezza. Dei 2,1 miliardi, si legge nel testo della bozza 1,4 miliardi sono da destinare ai vaccini e 700 milioni per l'acquisto dei farmaci per la cura dei pazienti con Covid 19.

Tassa di soggiorno, un fondo per i mancati introiti

Una dotazione di 250 milioni di euro per l'anno 2021, per il ristoro parziale dei comuni a fronte delle minori entrate derivanti dalla mancata riscossione dell'imposta di soggiorno o del contributo di sbarco. Il comma 1 dell'articolo 22 istituisce nello stato di previsione del Ministero dell'interno il Fondo per il ristoro parziale dei comuni a fronte delle minori entrate derivanti dalla mancata riscossione dell'imposta di soggiorno o del contributo di sbarco di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, nonché del contributo di soggiorno di cui all'articolo 14, comma 16, lettera e), del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, in conseguenza dell'adozione delle misure di contenimento del Covid-19. Il successivo comma 2 prevede le modalità di riparto delle risorse disponibili.

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