Giovedì, 22 Aprile 2021

Bonus ristrutturazione: vuoi sapere come utilizzarlo per la depurazione delle acque reflue?

Per aver diritto ad acquisire il Bonus fiscale del 50% è necessario anche che i pagamenti delle forniture e dei servizi, avvengano mediante bonifico bancario o postale parlante

Il Decreto Rilancio ha previsto la possibilità di effettuare la cessione del credito per l’Ecobonus 65%, il Sismabonus e Superbonus del 110% ed il Bonus Ristrutturazioni 50% 

Quest’ultimo, prevede una detrazione fiscale del 50% per i contribuenti che effettuano lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, in condominio o in edifici singoli, fino al 31 Dicembre 2021.

Il Bonus Ristrutturazioni, nel quale rientra l’installazione di impianti di depurazione delle acque reflue, consente ai privati quindi di accedere ad un rimborso Irpef per le spese sostenute, fino ad un massimo di 96.000 euro per ogni immobile.

Per aver diritto ad acquisire il Bonus fiscale del 50% è necessario anche che i pagamenti delle forniture e dei servizi, avvengano mediante bonifico bancario o postale parlante; e che il bonus venga richiesto, in sede di dichiarazione dei redditi, con tutta la documentazione necessaria.

Da dove partire?

Innanzitutto dal valutare con attenzione le caratteristiche dell’impianto di depurazione delle acque reflue per il quale si intende richiedere l’agevolazione fiscale. 

Per poter godere degli sgravi fiscali attualmente in vigore è necessario innanzitutto verificare che il sistema sia regolarmente marcato CE EN12566 ed il costruttore o rivenditore sia in grado di esibire la Dichiarazione di Prestazione (DoP), prevista dal Regolamento Europeo 305/11 in materia di prodotti da costruzione. 

I prodotti privi di tale marcatura, non potendo essere immessi sul mercato europeo e quindi anche in Italia, non risultano in regola con le normative nazionali e locali, e sono quindi da escludere in fase di progettazione e/o installazione.

Un prodotto non conforme infatti fa decadere il diritto al Bonus Fiscale, ed in seguito a controlli dell’Agenzia delle Entrate, può far incorrere il contribuente, oltre che nella restituzione del contributo fiscale, anche in una sanzione che può ammontare al 200% di quanto ricevuto.

La normativa prevede infine, in caso di non conformità dell’impianto, una distribuzione della responsabilità su tutti gli attori coinvolti nel processo di immissione sul mercato dell’impianto non marcato EN12566.

Come (invece) sfruttarli al meglio?

Per poter usufruire al meglio degli sgravi fiscali previsti dal Decreto Rilancio, facendo anche ricorso, ove possibile, alla cessione del credito ed allo sconto in fattura, è importante seguire un preciso iter operativo, verificando il rispetto dei prerequisiti necessari per tutti gli operatori coinvolti.

Per sfruttare al meglio il bonus 50% è quindi importante affidarsi a fornitori ed installatori specializzati, selezionando esclusivamente impianti certificati EN12566, performanti, sicuri ed efficienti.

Dorabaltea, azienda italiana specializzata nella progettazione ed installazione di impianti di depurazione delle acque reflue, offre ai privati una soluzione “chiavi in mano”, mettendosi direttamente in contatto con i professionisti e gli installatori del territorio ed occupandosi delle procedure burocratiche ed organizzative necessarie ad usufruire degli sgravi fiscali.

Quali sono i vantaggi?

La valutazione dei vantaggi derivanti dall’installazione di un impianto di depurazione delle acque reflue dove essere vagliata attentamente da tutti coloro che stanno definendo, per la propria abitazione, un progetto di ristrutturazione. La sostenibilità dell’intervento, va valutata ponendo attenzione alla questione idrica, considerando l’opportunità del riutilizzo ad uso irriguo e tenendo ben a mente, l’impatto ambientale ed economico che potrebbe derivare, nel medio e lungo termine, dall’immissione in natura di acqua non depurata o contaminata.

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