Bonus rottamazione addio? Prime grane per il governo: la svolta verde ha un prezzo

Le misure previste dal decreto clima hanno un costo che il governo per ora non sembra intenzionato a pagare. La priorità resta la legge di bilancio. Perplessità anche sul taglio dei sussidi ambientalmente dannosi: gli "effetti collaterali" potrebbero essere importanti

Foto di repertorio

Il "green new deal" a quanto pare è stato già rimesso in un cassetto. Il decreto clima voluto dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa non è stato infatti discusso in consiglio dei ministri. Lo scoglio, come prevedibile, è rappresentato dalla mancanza di coperture. Misure come il bonus rottamazione o le agevolazioni agli esercenti che mettono in vendita prodotti sfusi hanno ovviamente un costo. E il governo, al momento, non sembra intenzionato a pagarlo. Il "green new deal" parte dunque con il piede sbagliato, ma si tratta di un esito abbastanza prevedibile: con la manovra economica alle porte l’esecutivo non può (per ora) che dare priorità alle misure più urgenti: sterilizzazione delle clausole di salvaguardia Iva e riduzione delle tasse sul lavoro.

Fonti del ministero dell'Ambiente hanno poi chiarito all'AdnKronos che l'obiettivo è quello di portare il provvedimento in Consiglio dei ministri già giovedì prossimo. La maggioranza, riferiscono fonti del governo, è compatta sul fronte dell'emergenza climatica, ma ci sono dei malumori legati alla mancata concertazione su alcuni temi (dalla rottamazione delle vecchie auto alla riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi). 

Il ministero dell'Ambiente, dunque, sembra abbia un corso un po' troppo, forse anche volutamente per attirare l'attenzione sul tema e riuscire a concretizzare in tempi brevi. L'obiettivo di Sergio Costa resta l'approvazione del decreto legge che sarebbe immediatamente operativo, senza correre il rischio che il provvedimento venga trasformato in disegno di legge. Da qui, dunque, la necessità di ieri di rinviare la presentazione in Cdm. Il problema delle coperture però resta. 

I tagli ai sussidi dannosi per l'ambiente

Per finanziare la svolta verde, Costa aveva pensato ad un taglio delle agevolazioni fiscali per la "progressiva riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi".

Si tratterebbe di una riduzione graduale del 10% fino all'annullamento entro il 2040. Tra i così detti “Sad” rientra anche il sussidio previsto dallo Stato che garantisce sul gasolio accise inferiori rispetto alla benzina, il cui valore nel 2018 è stato pari a 4,9 miliardi di euro. A rischio anche il rimborso in favore degli autotrasportatori di parte delle accise pagate che vale circa 1,2 miliardi. Queste risorse andrebbero per il 50% in Fondo ad hoc al ministero dell'Economia per investimenti in tecnologia, innovazione e modelli di sviluppo sostenibile. Il resto confluirà nei fondi da stanziare per la prossima legge di bilancio. Ma non è affatto detto che la riduzione di questi sussidi vada in porto.

Gli effetti collaterali potrebbero essere importanti: uno dei rischi ad esempio è quello di forti rincari per i prodotti trasportati su gomma, che rappresentano l’86,5% del totale.

Conftrasporto: "Il provvedimento sarebbe un clamoroso autogol"

Gli autotrasportatori hanno fatto già capire che daranno battaglia: secondo il vicepresidente di Confcommercio e Conftrasporto Paolo Uggè questo provvedimento "sarebbe un clamoroso autogol per lo Stato". 

"I tagli lineari che riguardassero l’autotrasporto sarebbero quantomeno inaccettabili, innanzitutto perché il governo verrebbe meno all’impegno assunto con la categoria - spiega Uggè – In secondo luogo perché in questo modo si penalizzerebbero anche i mezzi pesanti meno inquinanti come gli euro 6, con il solo risultato che i camion di tutte le categorie farebbero rifornimento all’estero, con una perdita per le imprese italiane di distribuzione e per le casse dello Stato".

La proposta degli autotrasportatori

"Se invece, come proponiamo da tempo, si penalizzassero solo i veicoli più vecchi, quindi maggiormente inquinanti, tagliando solo a questi i rimborsi delle accise sul gasolio, si spingerebbero le imprese a rinnovare il parco circolante, con un evidente vantaggio per l’ambiente considerato che il 60% dei mezzi circolanti in Italia è di categoria ante euro 4 - prosegue Uggè - Ne beneficerebbero anche l’auto motive e lo Stato, che incasserebbe l’Iva su ogni veicolo di nuova generazione acquistato".

Cosa prevede il decreto clima

Il cosiddetto decreto clima consta 14 articoli suddivisi in 4 capi e prevede inoltre l'istituzione presso la Presidenza del Consiglio dei ministri di una Piattaforma per il contrasto ai cambiamenti climatici e il miglioramento della qualità dell’aria.

Bonus rottamazione

In particolare il Decreto Clima prevede di destinare "un credito fiscale" pari a 2.000 euro per coloro che "rottamano autovetture omologate fino alla classe Euro 4". Il bonus di 2mila euro potrà essere utilizzato entro i successivi cinque anni "ai fini dell’acquisto di abbonamenti al trasporto pubblico locale e regionale e di altri servizi ad esso integrativi, inclusi i servizi di sharing mobility con veicoli elettrici o a zero emissioni, anche in favore dei familiari conviventi". Attenzione però: il beneficio verrebbe revocato se in famiglia nei due anni successivi si acquista o noleggia "un’autovettura non a basse emissioni".

Il credito fiscale è riconosciuto anche ai tassisti e agli autotrasportatori che "rottamano veicoli Euro 4 o inferiori, utilizzabile per la sostituzione del veicolo rottamato con veicoli ibridi o elettrici o ad emissioni ridotte".

Dl Clima, sconto sui prodotti sfusi

Nel decreto clima si prevede anche un contributo agli esercenti che realizzano punti vendita di prodotti sfusi e alla spina. L'incentivo prevede - per gli anni 2020, 2021 e 2022 - un contributo pari al 20% per l'acquisto delle attrezzature necessarie, nel limite complessivo di 10 milioni di euro l'anno.

In particolare si legge come "il contributo è anticipato dal venditore dei beni come sconto sul prezzo di vendita ed è a questo rimborsato sotto forma di credito d'imposta di pari importo". In sostanza uno sconto che - come sostiene il Codacons - dovrà essere monitorato per verificare che non vi siano anomali rincari dei prezzi.

Tra le altre misure un contributo di 10 milioni di euro l'anno per l'acquisto di scuolabus a ridotte emissioni e altri 15 miloni per un "programma sperimentale di messa a dimora di alberi, di reimpianto e di silvicoltura", per la forestazione delle aree demaniali fluviali, ma anche delle aree marginali alla viabilità e alle altre infrastrutture.

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