Lunedì, 1 Marzo 2021
Il premio nonostante il covid

Il bonus di mille euro di Stellantis ai dipendenti italiani

I lavoratori italiani del neonato gruppo avranno un premio medio di circa 1.370 euro, in relazione agli obiettivi di efficienza produttiva. Si distinguono i risultati degli stabilimenti produttivi di Pomigliano e Verrone e Teksid di Carmagnola

Bonus retributivo per i dipendenti italiani del gruppo Stellantis. La società ha comunicato oggi alle organizzazioni sindacali i valori del bonus, che sarà erogato questo mese ai dipendenti italiani del gruppo, in relazione agli obiettivi di efficienza produttiva previsti dal Contratto collettivo specifico di lavoro. Nel complesso, ai dipendenti di Stellantis in Italia verrà erogato mediamente un premio di poco inferiore al 6% della retribuzione di riferimento, che corrisponde a circa 1.370 euro medi.

Il bonus sarà riconosciuto questo mese per i dipendenti degli stabilimenti italiani del neonato gruppo nato dalla fusione di FCA e PSA che controlla quattordici marchi automobilistici: Abarth, Alfa Romeo, Chrysler, Citroën, Dodge, DS Automobiles, FIAT, Jeep, Lancia, Maserati, Opel, Peugeot, Ram Trucks e Vauxhall.

I risultati, spiega una nota, variano a seconda delle performances, misurate con il sistema Wcm (World Class Manufacturing), realizzate da ogni singola unità produttiva. Sono confermati i risultati della maggior parte degli stabilimenti produttivi del Gruppo, tra i quali ancora una volta si distinguono Pomigliano e Verrone che per il sesto anno consecutivo hanno raggiunto l'eccellenza, cui si aggiunge quest'anno lo stabilimento Teksid di Carmagnola.

"La media dei premi pagati in Stellantis - spiegano Fim, Uilm, Fismic, Uglm e Acfq - pur differenti per livello e per stabilimento, è più alta dei circa 1.350 dell'anno scorso e dei circa 1.250 euro di due anni fa. Ciò è particolarmente apprezzabile se si considerano gli enormi problemi causati dalla pandemia e dimostra la grande correttezza del modo in cui si calcolano gli incrementi di efficienza in Stellantis, indipendentemente dai volumi produttivi".

"I fermi produttivi del 2020, causati dall'emergenza coronavirus - sottolineano i sindacati - non hanno quindi inficiato il premio, anche se naturalmente implicano la riduzione dei ratei di maturazione per i mesi di non lavoro. Tuttavia si ricorda che il contratto specifico di lavoro prevede un trattamento di miglior favore rispetto a quello legale: le frazioni di mese lavorate pari ad almeno la metà delle giornate lavorative fanno difatti maturare i ratei mensili per intero; infine sussiste una clausola di salvaguardia che, ai fini della maturazione del premio, valorizza i periodi di lavoro inferiori a 15 giorni che cumulativamente nell'anno raggiungano il trimestre".

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