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Venerdì, 1 Marzo 2024

Violetto Gorrasi

Giornalista

La follia del bonus costato 53 milioni di euro (e che per fortuna sta scadendo)

L'idromassaggio, le cure con i fanghi termali, gli ingressi in piscina, i trattamenti per i disturbi respiratori e tanto altro, comprese le "prestazioni per wellness e beauty". Venghino signori, venghino. Paga lo Stato. O meglio, pagava, perché non ci saranno più proroghe e il bonus terme scadrà ufficialmente il prossimo 30 giugno. L'incentivo consiste (o meglio: consisteva) in uno sconto del 100% sul prezzo d'acquisto di servizi termali, fino a un massimo di 200 euro. Si tratta di un bonus individuale, usufruibile solo dai maggiorenni, non cedibile e non utilizzabile per i servizi di ristorazione e ospitalità (né tantomeno costituisce reddito imponibile del beneficiario).

Tutti coloro che ne hanno diritto potranno usufruirne fino a fine mese. La ragione è semplice: inizialmente fissata per fine 2021, la scadenza del bonus è stata riprogrammata prima per il 31 marzo 2022 e poi per fine giugno, a causa della diffusione dell'epidemia di Covid-19. Con la fine dello stato di emergenza a fine marzo, però, cessa anche la possibilità di una proroga ulteriore. Ovviamente adesso non è più possibile richiederlo: il termine ultimo è scaduto a fine 2021. Perciò potranno usufruirne solo coloro che lo hanno richiesto a tempo debito. Pur essendoci l'obbligo di utilizzo entro 60 giorni dal rilascio, per evitare che oltre il 50% dei buoni diventasse inutilizzabile il governo ha disposto che tutti i buoni non fruiti entro l'8 gennaio avessero come unica data di scadenza il 30 giugno. Potranno utilizzarlo anche coloro che lo hanno ricevuto ma non hanno mai fissato un appuntamento con il centro termale. C'è da affrettarsi, dunque.

Il successo dell'iniziativa è evidente dai numeri: più di 250mila italiani hanno richiesto i 200 euro per le cure termali, portando rapidamente ad esaurimento i 53 milioni destinati all'iniziativa. Si tratta di una misura introdotta nel 2020 del governo Conte, finanziata con 43 milioni di euro, ma divenuta operativa solo nel 2021, dopo il decreto attuativo firmato dal ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti (governo Draghi) che ha potenziato il beneficio con i finanziamenti aggiuntivi del decreto Sostegni bis per altri 10 milioni di euro. In totale, le risorse stanziate per questo bonus ammontano quindi a 53 milioni di euro e sono a esaurimento fondi.

Il bonus terme e i criteri discutibili dei sussidi a pioggia

Piccolo dettaglio: l'incentivo che permette di godersi qualche giorno alle terme a spese dello Stato è destinato a tutti i cittadini maggiorenni e residenti in Italia, senza limiti di Isee o legati al nucleo familiare. Se da un lato, come ha spiegato il Mise, la misura punta a "sostenere un settore economico particolarmente colpito dall'emergenza covid" (ok, favorire la ripresa delle aziende del settore va benissimo!), d'altra parte ci si chiede perché sia stato istituito un bonus che prescinde in toto dal reddito, per cui chi vive in ristrettezze economiche e magari avrebbe davvero bisogno di cure termali per la sua salute debba contribuire con le sue tasse al "relax termale" di chi in uno stabilimento può andarci anche in Ferrari, guadagnando centinaia di migliaia di euro all'anno.

Era già successo con il bonus bici e monopattino, è risuccesso con il bonus tv, ma la lista di incentivi a cui si può accedere a prescindere dal reddito è piuttosto lunga e comprende, tra gli altri, i vari bonus introdotti negli anni per la ristrutturazione e riqualificazione energetica degli edifici. Non tutti i bonus vengono per nuocere, e queste misure potranno avere anche una ratio (sostenere le imprese in crisi, favorire la transizione ecologica etc), solo che a guardare le cose da un'altra angolazione questa ratio è più "subdola". 

Una beffa, o una follia, che dir si voglia. Tanto più che, come se non bastasse, i soldi messi a disposizione per il bonus terme sono finiti solo poche ore dopo l'apertura della piattaforma web per le prenotazioni, a novembre scorso. Il bonus terme è andato a ruba. E anche stavolta a spuntarla non sono stati né i meritevoli, né i bisognosi, ma il dito più veloce. D'altronde, oltre a continuare ad usare soldi pubblici per erogare sussidi a pioggia più che aiutare sinceramente questa o quella categoria o dare ristoro a cittadini meritevoli per reddito, il governo non è riuscito o non ha voluto trovare un modo per selezionare la platea dei beneficiari. Anche per velocizzare l'iter, si è inventato la pratica del "click day".

Come in un quiz televisivo, vince chi riesce a collegarsi per primo al sito che permette di prenotarsi e avvalersi del sussidio statale. Per poi andarci in Ferrari, o senza averne bisogno, sfruttando una politica del welfare impostata in maniera oscena. Con tanti saluti all'equità, alla meritocrazia, all'efficienza.
 

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