Sabato, 27 Febbraio 2021

Borsa, lieve calo a Milano: UnipolSai affonda

Il FTSE Mib chiude la giornata giù dello 0,1%. In caduta libera UnipolSai, che chiude sotto del 4,4%, dopo che Moody's l'ha collocata insieme al gruppo Unipol in revisione per downgrade

Foto di repertorio

(Alliance News) - La pessima performance di UnipolSai traghetta il Mib in zona rossa, che vira così al ribasso rispetto ai guadagni registrati sin dall'avvio degli scambi. A scalare la vetta del listino delle blue chip, invece, è Banco BPM, dopo aver approvato la cessione di un portafoglio di crediti in sofferenza da EUR5,10 miliardi.

In seguito al picco registrato all'inizio della settimana, lo spread è sceso a 247, pur in lieve rialzo rispetto quota 233 di questa mattina. Giornata alquanto interessante anche sul fronte macro, con il rilascio dei dati sull'inflazione e disoccupazione dall'Italia e dall'Eurozona.

Tornando a Piazza Affari, il FTSE Mib chiude giù dello 0,1% a 21.784,18, dopo aver terminato la seduta precedente in rialzo del 2,1%.

Tra gli altri indici, il Mid-Cap chiude in rialzo dell'1,3% a 40.194,05, dopo aver chiuso la seduta di mercoledì in rialzo dell'1,9%, mentre lo Small-Cap termina gli scambi su dello 0,3% a 21.543,61, a fronte del rialzo dell'1,6% registrato mercoledì sera. L'AIM chiude in verde dello 0,4% a 9.146,36, dopo aver terminato la seduta precedente in positivo dello 0,5%.

Sul fronte societario, in caduta libera UnipolSai, che chiude sotto del 4,4%, dopo che Moody's l'ha collocata insieme al gruppo Unipol in revisione per downgrade, a seguito della revisione di downgrade sul rating Baa2 del debito italiano.

Inoltre, Moody's Investors Service mercoledì ha aggiornato a Ba1 da Ba2 il rating senior non garantito sul debito primario di Unipol Gruppo, che chiude in rosso del 2,5%, a seguito di una modifica della metodologia di rating.

Tra le peggiori anche Tenaris, che ha chiuso in calo del 3,3%. Anche a Wall Street il titolo sta soffrendo, mentre i titoli di produttori americani di acciaio e alluminio sono sostenuti dalla decisione dell'amministrazione Trump di non esonerare la Ue, il Canada e il Messico dai dazi su acciaio e alluminio, che scatteranno domani alle sei del mattino italiano. L'altra major del comparto petrolifero, Saipem, ha chiuso invece segnando un calo dello 0,3%, dopo che HSBC ha tagliato il suo target price a EUR4,25 da EUR4,44 con rating 'Buy'.

Sottotono anche Telecom Italia, che termina gli scambi cedendo il 2,1%. Male anche Mediobanca, che chiude in rosso del 3,1%, dopo che HSBS ha tagliato il target price a EUR9,20 da EUR10,80 con rating 'Hold'.

La decisione di porre il rating sovrano dell'Italia sotto revisione per un eventuale downgrade, ha portato Moody's a passare sotto la lente d'ingradimento anche i rating di diverse società italiane, tra cui le utilities Terna, Poste Italiane ed Eni.

I rating a lungo termine di Terna sono attualmente al livello 'Baa1'. Allo stesso tempo Moody's ha confermato al livello 'P-2' i rating a breve termine della società. Il titolo di Terna ha chiuso in flessione dell'1,3%.

Come si legge in una nota dell'agenzia di rating, inoltre, Moody's ha effettuato un riesame per il downgrade del rating sul debito non garantito senior 'A3' di Eni, per i titoli di debito senior unsecured valutati 'A3' della controllata Eni Finance International e per le obbligazioni non garantite senior valutate 'Baa1' della controllata al 100% Eni USA. Moody's ha confermato la valutazione 'Prime 2' per il commercial paper di Eni. Il titolo ha chiuso in parità.

Ancora, Moody's ha effettuato un riesame per il downgrade del rating a lungo termine di 'Baa2' per Poste Italiane, per il suo rating 'Baa2' provvisorio sul programma EMTN da EUR2,00 miliardi, per il rating senior non garantito 'Baa2' sui bond da EUR750,0 milioni 3,25% con scadenza 2018 e per il rating a breve termine 'Prime-2'. Anche il 'baa2 BCA' è stato posto in revisione per il downgrade. Il titolo ha terminato gli scambi su dello 0,2%.

Snam, che ha concluso la sessione in calo dell'1,9%, ha invece confermato giovedì che Moody’s Investor Services ha posto sotto revisione il rating a lungo termine della società, attualmente al livello Baa1, in relazione alla connessione al merito di credito sovrano. Tale azione segue la decisione annunciata ieri da Moody’s di porre sotto revisione per downgrade i bond governativi italiani.

Ancora, ItalGas, che ha terminato gli scambi sotto dello 0,5%, ha reso noto che a seguito della decisione annunciata da Moody’s Investor Services di porre "in review for downgrade" i bond governativi italiani, una corrispondente azione è stata adottata anche sul rating a lungo termine della società, attualmente a livello Baa1, in considerazione della connessione attribuita rispetto al merito di credito sovrano.

Inoltre, riprendendo un'analisi di Moody's resa nota questa mattina, è stato altresì segnalato che l'emissione di obbligazioni societarie italiane si normalizzerà nel biennio 2018-19, tornando a circa EUR22,00 miliardi dopo aver toccato un record di EUR42,50 miliardi nell'anno precedente.

Sul fronte opposto, in testa Banco BPM, che ha chiuso la seduta in rialzo del 2,4%, dopo approvato la cessione di un portafoglio di crediti in sofferenza originati dalle banche del Gruppo il cui valore nominale lordo alla data di cut-off, ossia 30 settembre 2017, ammonta a EUR5,10 miliardi, al veicolo di cartolarizzazione Red Sea SPV.

Ben intonate anche Assicurazioni Generali e Mediaset, che concludono gli scambi in verde rispettivamente del 2,3% e del 2,1%.

Segno più per i titoli della galassia Agnelli, con FCA che termina gli scambi su del 2,1% sulla scia dei guadagni riportati nella seduta precedente, in attesa della presentazione dell'ultimo piano industriale. Segue Exor, con un rialzo dell'1,8%, dopo che il numero uno John Elkann ha parzialmente frenato sul possible spin off di Iveco.

Nel resto d'Europa, il CAC 40 di Parigi chiude in rosso dello 0,5%, mentre il DAX 30 di Francoforte termina gli scambi in flessione dell'1,4%.

A Londra, il FTSE 100 chiude in calo dello 0,2%. La peggiore performance risulta quella di CRH, che ha chiuso giù di quasi il 20,0%.

A Wall Street, a metà seduta, il Dow è in calo dello 0,6%, il Nasdaq è in rialzo dello 0,3%, mentre lo S&P 500 cede lo 0,2%.

Sul fronte macro, nell'Eurozona, a maggio l'inflazione è accelerata all'1,9% su base annua, avvicinandosi così al target della BCE, secondo una stima preliminare dell'agenzia di statistiche dell'UE Eurostat pubblicata giovedì. L'obiettivo annuale di inflazione della Banca centrale europea è appena inferiore al 2%. Ad aprile, il costo della vita era aumentato dell'1,2% su base annua.

In Italia, invece, l'indice dei prezzi al consumo su base mensile è salito dello 0,4% a maggio dopo essere aumentato dello 0,3% ad aprile, superando anche le stime degli economisti di un incremento pari allo 0,2%. Su base annua, invece, l'inflazione ha accelerato il ritmo all'1,1% dallo 0,5% di aprile, battendo le stime di un incremento dello 0,8%.

Sul lato della disoccupazione, il tasso di riferimento dell'Eurozona si attesta all'8,5% ad aprile, in calo rispetto all'8,6% rivisto al rialzo a marzo - inizialmente, il dato del mese precedente era pari all'8,5%. Il dato è in calo anche rispetto al 9,2% di aprile 2017 e si tratta del tasso più basso registrato nell'area dell'euro dal dicembre 2008. La previsione degli economisti, però, prevedeva un calo all'8,4%.

Per quanto riguarda l'Italia, invece, ad aprile il tasso di disoccupazione è pari all'11,2%, in crescita rispetto all'11,1% rivisto al rialzo del mese precedente - inizialmente, il dato di marzo era pari all'11,0%. Il tasso di disoccupazione era previsto in lieve calo al 10,9%.

Nel Forex, alla chiusura delle Borse europee, l'euro passa di mano a USD1,1691 contro USD1,1615 di ieri sera. La sterlina scambia a USD1,3301 rispetto a USD1,3272 registrato alla chiusura di mercoledì.

Nelle commodities, il brent vale USD77,80 rispetto a USD77,25 al barile della seduta precedente. L'oro vale USD1.301,86 l'oncia, rispetto a USD1.301,46 registrato mercoledì sera.

Nel calendario economico di venerdì, si attende l'indice PMI manifatturiero per il mese di maggio dalla Spagna alle ore 0915, alle ore 0950 CET dalla Francia, alle ore 0955 CET dalla Germania, mentre nel Regno Unito sarà rilasciato alle ore 1030 CET. In Italia, sarà rilasciato l'indice PMI manifatturiero alle ore 0945 CET, mentre alle 1000 CET sarà reso noto il Pil del primo trimestre. Nell'Eurozona, il PMI manifatturiero di maggio sarà reso noto alle ore 1000 CET.

Dagli Stati Uniti, alle ore 1455 CET arriveranno i dati sul tasso di disoccupazione per il mese di maggio, alle ore 1545 CET sarà rilasciato l'indice PMI manifatturiero di maggio, mentre alle ore 1900 CET saranno pubblicati i dati sugli impianti di trivellazione USA Baker Hughes.

Per quanto riguarda il calendario societario italiano, non sono attesi risultati.

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