Lunedì, 12 Aprile 2021

L'oro rallenta ma per gli esperti la corsa non è finita

Dopo rally continui il prezzo del metallo prezioso tira il freno. Ma per gli analisti il sentiment non cambia

Foto archivio

La corsa all’oro nel 2020, a seguito della pandemia da Covid-19, ha raggiunto livelli da record con un incremento in un anno del 36% e un massimo storico sopra ai 2.070,48 dollari l’oncia. Dopo continui rally il mercato dell’oro ha premuto il freno nelle ultime due settimane. Il prezzo registrato lunedì, circa 1925 dollari l’oncia, è ben lontano dai vertici di un mese fa e oggi c'è stato un calo ulteriore dello 0,9%.

Gli investitori si stanno chiedendo se questo calo rappresenti un’inversione di rotta nel sentiment di mercato. Per gli esperti la corsa non è ancora finita. «Il prezzo dell’oro è aumentato di oltre il 30% fino ad oggi e ha superato la significativa soglia psicologica dei 2.000 dollari, mentre gli investitori dimostrano una mancanza di fiducia in altri strumenti e favoriscono l’oro come riserva di valore», ha commentato Adam Vettese, market analyst di eToro, piattaforma di investimento multiasset.

La situazione per niente stabile dell’economia mondiale e l’emergenza sanitaria ha portato gli investitori a cercare riparo sugli asset tradizionali e i prossimi mesi faranno più chiarezza sull’andamento dell’oro. Il primo appuntamento è per giovedì, quando Jerome Powell della Fed farà il suo discorso ai banchieri centrali di tutto il mondo nel convegno che si terrà in Wyoming. La  Federal Reserve, come è noto, decide la politica monetaria degli Stati Uniti e sarà fondamentale l’impatto che questo avrà sull’andamento dell’oro, ma sul bilanciere ci sono anche le presidenziali USA e gli sviluppi sul vaccino Covid.

Inoltre il timore degli investitori è che si inneschi una spirale di inflazione a causa della grande iniezione di denaro che le banche centrali immettono nell’economia per contrastare la crisi causata dalla pandemia. Inoltre bisogna considerare che in questo momento il dollaro è ancora debole e il metallo giallo viene scambiato a livello internazionale con la valuta Usa. Sono tutti fattori rialzisti che indicano la strada verso il bene rifugio per eccellenza visto che i mercati azionari non riescono a convincere.

«La continua incertezza portata dal Covid19, combinata con le banche centrali e i governi che inondano le loro economie di stimoli e aiuti, ha portato ad un aumento della domanda di metalli preziosi e potremmo assistere a un ulteriore rally qualora persistessero le attuali condizioni di mercato», conclude Vettese.

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