Domenica, 7 Marzo 2021

Borse, Milano in 'verde': Leonardo e Tiscali in doppia cifra

Il FTSE Mib chiude in rialzo dell'1,3% a 22.215,69, dopo aver chiuso la precedente seduta in calo dello 0,1%

(Alliance News) - Le Borse europee migliorano con il progredire della seduta, chiudendo tutte positive, confortate dai buoni andamenti della borsa americana e dai risultati semestrali che hanno rafforzato il sentiment degli operatori. A Milano fa da vagone locomotiva Leonardo, che trascina il Mib al rialzo dopo l'entusiasmo dei dati semestrali con cui ha ricamato una chiusura al rialzo del 10%. Giù lo spread a quota 229 e colloqui Cina e Usa che riprendono in maniera di dazi, secondo fonti citate da Bloomberg.

Il FTSE Mib chiude in rialzo dell'1,3% a 22.215,69, dopo aver chiuso la precedente seduta in calo dello 0,1%.

Il Mid-Cap termina in crescita dello 0,6% a 42.102,82 dopo aver terminato su dello 0,1% la seduta di lunedì. Lo Small-Cap registra un postivo dello 0,4% a 22.156,67 mentre lunendì ha guadagnato lo 0,6%. Infine, l'AIM perde lo 0,1% a 9.660,22 dopo aver terminato in flessione dello 0,1% la prima seduta di scambi della settimana.

Fra i titoli, come accennato, conferma la fuga solitaria partita da questa mattina di Leonardo al traguardo in verde del 10%. Lunedì la società della difesa ha comunicato che nel primo semestre del 2018 i ricavi ammontano EUR5,58 miliardi, in crescita dell'1,7% rispetto a EUR5,49 miliardi del primo semestre 2017. In merito al solo secondo trimestre di quest'anno, i ricavi sono pari EUR3,138 miliardi rispetto a EUR3,135 miliardi nel secondo semestre del 2017. L'utile netto al 30 giugno di quest'anno ha registrato un forte calo, pari al 50,2% a EUR106,0 milioni, rispetto al primo semestre 2017, quando era pari a EUR213,0 milioni.

Su anche Intesa Sanpaolo, che termina la sessione con un balzo in avanti del 4,3%.

In gran spolvero anche Mediolanum, che porta a casa il 3,7%. Il cda del Gruppo Banca Mediolanum ha approvato i risultati del primo semestre registrando un utile netto di EUR175,0 milioni, seppur in calo dell'11% rispetto allo stesso semestre dello scorso anno. Chiude bene anche anche Mediobanca, beneficiando della buona salute del comparto con un 2,6% al termine della giornata.

Chiude bene A2a, che termina con un balzello in avanti dell'1,8%. L'utility blue chip ha visto crescere ricavi e utili nel primo semestre dell'anno, con un risultato netto reported aumentato del 70% su base tendenziale nei primi sei mesi del 2018. I ricavi del gruppo A2A sono cresciuti del 9,9% ad EUR3,08 miliardi nel primo semestre, da EUR2,80 miliardi del primo semestre di un anno fa.

In senso opposto, nel listino principe cucchiaio di legno per Saipem, che termina la seduta arretrando dell'1,7%.

Fra i cattivi della classe anche FinecoBank che termina lasciando sul parterre l'1,5% sebbene in giornata abbia pubblicato i dati con i quali ha chiuso in maniera brillante il primo semestre, con un forte aumento di utile e ricavi, come reso noto martedì mattina. Per l'appunto, l'utile netto nei primi sei mesi dell'anno arriva a toccare i EUR125,2 milioni, con una variazione positiva del 20,1% su base annua.

Rosso, manco a farlo apposta, per Campari, sotto dell'1,4%.

Chiude in rosso Buzzi Unicem, che paga un dazio finale pari all'1,2%.

Fuori dal principale indice, sul listino Small Cap sale Tiscali con il 22%. La società sarda ha comunicato di aver firmato con Fastweb un accordo per rafforzare la partnership strategica avviata a dicembre 2016.

Sull'AIM vola Grifal, che si allunga a fine giornata in doppia cifra, su del 12%.

Sul fronte delle notizie economiche, un report pubblicato martedì mattina dall'Istat ha mostrato che il tasso di disoccupazione in Italia è cresciuto oltre le previsioni degli economisti nel mese di giugno. Il tasso di disoccupazione è aumentato al 10,9% nel sesto mese del 2018 dal 10,7% di maggio. Gli economisti prevedevano un aumento più contenuto al 10,8%.

La stima flash fornita martedì dall'Istat ha mostrato inoltre che l'inflazione italiana è accelerata oltre il previsto a luglio. L'indice dei prezzi al consumo segna un aumento dell'1,5% a luglio, in accelerazione rispetto all'1,3% di giugno e superiore anche all'1,4% di incremento previsto dagli economisti. Su base mensile, invece, l'indice dei prezzi al consumo registra un aumento dello 0,3% nel mese di luglio. A giugno, l'inflazione era stata dello 0,2% su base tendenziale.

Passando all'Eurozona, i dati dell'Eurostat pubblicati martedì hanno mostrato che l'inflazione supera l'obiettivo della Banca Centrale Europa a luglio e accelera ulteriormente, dopo essere salita già nel mese di giugno. L'inflazione dell'Eurozona è al 2,1% a luglio, dopo il 2,0% di giugno e l'1,9% di maggio di quest'anno. Gli economisti avevano previsto che l'indice restasse fermo a quota 2,0%, pari, cioè, all'obiettivo della BCE.

Sempre rimanendo nell'Eurozona, un report separato dell'Eurostat ha rivelato che il PIL dell'area euro ha rallentato la crescita nel secondo triemstre del 2018. Il Prodotto interno lordo è cresciuto dello 0,3% su base congiunturale nel secondo trimestre dopo essere aumentato dello 0,4% nel periodo gennaio-marzo. Gli economisti avevano previsto una crescita costante nel secondo quarto dell'anno in corso. Su base annua la crescita del PIL nel secondo trimestre è pari al 2,1%, in decelerazione rispetto all'incremento del 2,5% su base tendenziale del primo trimestre.

Infine, la disoccupazione dell'Eurozona è rimasta stabile all'8,3% nel mese di giugno su base mensile e in calo rispetto al 9,0% registrato a giugno 2017. Il dato di maggio 2018 era pari all'8,3% rivisto al rialzo dall'8,4%. Rimane il tasso più basso registrato nell'Eurozona da dicembre 2008.

In Europa, al termine della seduta il FTSE 100 di Londra è in rialzo dello 0,2%. A Paternoster Square, lo scettro di migliore della giornata lo porta Fresnillo, al traguardo con un verde del 4,2% dopo aver riportato entrate per i sei mesi del 2018 a USD1,12 miliardi, rispetto a USD99,8 milioni dell'anno precedente, sostenute da maggiori volumi e prezzi.

Il CAC 40 di Parigi chiude su dello 0,5%. Il DAX 30 di Francoforte chiude il mercato con uno 0,2% positivo.

A New York, il Dow Jones è al momento in allungo dello 0,4% a 25.424,83, il Nasdaq viaggia a 7.237,00 in rialzo dello 0,6% e l'indice S&P 500 sale dello 0,5% a 2.816,62.

Nel Forex, al termine della seduta, l'euro è quotato USD1,1692 rispetto a USD1,1713 registrato alla chiusura di lunedì. La sterlina stabilmente in area 1,31 se non con movimenti nella coda, vale USD1,3102 contro USD1,3146.

Martedì i prezzi del petrolio sono scesi, con i dati sul brent che rimangono in pista per la maggiore perdita mensile in due anni, dopo che un sondaggio Reuters ha mostrato che la produzione dell'OPEC è aumentata di 70.000 barili al giorno a luglio. Il brent viaggia a USD74,69 al barile contro USD75,03 al barile di lunedì sera.

I prezzi dell'oro sono in flessione durante il trading di martedì, registrando un calo per il quarto mese consecutivo, la peggiore performance dal 2013. Un'oncia d'oro si attesta a USD1.221,95 rispetto a USD1.233,50.

Nel calendario economico di mercoledì, in arrivo nella notte alle 0345 CET il PMI della Cina. A seguire, alle ore 0945 CET l'indice PMI dall'Italia e dalla Germania. Alle 1000 CET l'indice della produzione manufatturiera dell'Eurozona.


Dagli Stati Uniti alle 1415 CET, in arrivo i ddati sulla disoccupazione non agricola e alle 1545 CET l'indice PMI del settore manufatturiero. In arrivo dalle 1630 CET le scorte del petrolio greggio.

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