Domenica, 7 Marzo 2021

Borse, venerdì nero su Piazza Affari: a picco i bancari

I dati sul nuovo livello defict/Pil al 2,4%non sono piaciuti ai mercati: il FTSE Mib chiude in caduta del 3,7%, banche in rosso

Foto di repertorio

(Alliance News) - Notte fonda sui listini milanesi. La diffusione dei dati su quello che sarà il nuovo livello defict/Pil al 2,4%, per i prossimi tre anni, ha mandato letteralemente nel pallone i listini, con i trader che non hanno tardato a far tingere di colore rosso il mercato.

Elevati volumi di vendita specie nel settore bancario, comparto che ha pagato il prezo più salto della nuova manovra del governo Conte. Spread che è tornato a salire oltre i 270 punti, con lacrime e sangue su tutti i titoli del comparto creditizio.

Emanuele Canegrati, Senior Market Analyst per BP Prime, ha commentato per Alliance News: "L'inaspettata scelta del governo italiano di aumentare il rapporto deficit/Pil al 2,4% per i prossimi tre anni ha sortito un vero e proprio effetto terremoto sui mercati finanziari. La prima bocciatura di questa scelta, che porterà quasi sicuramente ad un ulteriore aumento del già gigantesco debito pubblico italiano, è stata data dai mercati finanziari, che hanno svenduto subito all'apertura dei mercati qualsiasi cosa avesse a che fare con l'Italia, dai titoli di Stato alle azioni. Le banche, in particolare, stanno pagando un prezzo elevatissimo, con flessioni che superano il -7%".

"La seconda bocciatura - ha continuato l'economista - arriverà probabilmente tra qualche giorno da parte delle agenzie di rating, che effettueranno il downgrade del debito italiano, portandolo poco al di sopra del livello junk".

Il FTSE Mib chiude in caduta del 3,7% a 20.711,70 punti, dopo aver chiuso la seduta precednte in rosso dello 0,6%.

Il Mid-cap termina la seduta in calo del 2,2% a 40.424,64 punti dopo aver chiuso gli scambi di giovedì in calo dello 0,4%, lo Small-Cap flette del 2,2% a 21.008,21 dopo aver terminato in rosso dell'1,1%, mentre l'AIM cede lo 0,9% a 9.446,17 dopo che giovedì ha terminato gli scambi in calo dello 0,6%.

Il comparto bancario registra le maggiori perdite con Banca Generali che cede l'8,6%, Intesa l'8,4%, Banco Bpm il 9,4%, Bper Banca l'8,3% e Ubi Banca il 7,8%.

Unica nota positiva, sul listino delle blue-chip, Saipem, che chiude un rialzo dello 0,7%. Saipem a 'Neutral' da 'Outperform' e alza target price ad EUR5,60 da EUR4,60. Giovedì Exane BNP ha declassato la company a 'Neutral' da 'Outperform' alzando il target price ad EUR5,60 da EUR4,60.

Sul Mid Cap, si distingue in negativo Banca Ifis, che lascia sul parterre oltre il 12%, mentre Banca Popolare di Sondrio cede il 7,7% e, sullo stesso listino, Credito Valtellinese chiude in rosso del 6%.

Si salva sul listino Biesse, che sale del 2%, che inverte la rotta dopo la chiusura in negativo di ieri.

Sul listino Small Cap, finisce sul fondo Astaldi, in calo di oltre il 29% dopo aver comunicato venerdì mattina di aver presentato domanda di concordato preventivo "con riserva".

Male anche Netweek, che termina la corsa sotto del 7,5%.

Su fra le Small, Chl termina in controtendenza oltre il 12%, dimostrando un trend positivo già dai primi scambi di questa mattina. Tira al rialzo anche Gefran, su del 3,2%.

Sull'AIM il peggior performer è Blue Financial Communication, in calo del 9,5%.

Giù anche Safe Bag che termina con una caduta dell'8,7%.

Sul fonte delle notizie economiche, le stime preliminari rilasciate venerdì dall'Istat hanno mostrato che l'indice dei prezzi al consumo per il mese di settembre è rallentato su base mensile oltre le stime, mentre su base annua l'indice dei prezzi al consumo cresce ma non raggiunge le stime degli economisti.

L'indice registra una diminuzione dello 0,4%, in calo rispetto alla crescita dello 0,4% per il mese di agosto. Il dato è più alto rispetto alle stime degli econimisti che prevedevano un rallentamento del 0,2%. Su base annua, invece, l'indice nazionale dei prezzi al consumo aumentata dell'1,5%, con uno 0,1% in meno rispetto ad agosto. Il dato è al di sotto delle previsioni dell'1,7% per settembre.

Passando all'Eurozona, i dati preliminari rilasciati venerdì dall'Eurostat hanno mostrato che l'infazione relativa a settembre è accelerata come previsto al 2,1% su base annuale, rispetto al dato di agosto, quando il dato registrato si è attestato al 2%.

Passando alle Borse europee, il CAC 40 di Parigi chiude in calo dello 0,9%, il DAX 30 a Francoforte flette dell'1,4% e il FTSE 100 di Londra è in rosso dello 0,5%.

A Wall Street, i principali indici hanno chiuso la penultima seduta settimanale in verde in seguito alle osservazioni del presidente della Federal Reserve Jerome Powell, secondo cui i graduali aumenti dei tassi d'interesse della banca centrale stanno aiutando a sostenere l'espansione economica, hanno rafforzato l'ottimismo degli investitori sulla più grande economia mondiale.

A metà seduta, il Dow Jones al momento è in rialzo dello 0,2%, il Nasdaq in positivo dello 0,2% e l'indice S&P 500 su dello 0,2%.

Negli scambi di valute, alla chiusura Piazza Affari l'euro vale USD1,1626, in calo rispetto a USD1,1671 registrato giovedì in chiusura mentre la sterlina vale USD1,3049 rispetto a USD1,3105 della precedente seduta.

Venerdì i prezzi del petrolio sono rimasti stabili e sulla buona strada per registrare la più lunga serie di aumento settimanale in quattro mesi, con le scommesse rivelatisi vincenti che le sanzioni degli Stati Uniti contro l'Iran avrebbero rafforzato i mercati. Alla chiusra delle borse europee il Brent ha al momento un valore di USD82,60, in rialzo rispetto al valore di USD81,44 registrato giovedì in chiusura di seduta.

L'oro venerdì danza sempre intorno ai minimi di sei settimane mentre il dollaro si è rafforzato dopo il rilascio di dati statunitensi ottimistici e le osservazioni del presidente della Federal Reserve Jerome Powell secondo cui gli aumenti graduali dei tassi di interesse della banca centrale stanno aiutando a sostenere l'espansione economica. Un'oncia d'oro scambia a USD1.191,61 rispetto a USD1.187,00 registrato giovedì in chiusura di scambi.

Nel calendario economico di lunedì, in arrivo dalla Germania alle ore 0800 CET i dati sulle vendite al dettaglio e i prezzi all'importazione. Alle ore 0945 CET in arrivo per l'talia l'Indice PMI IHS Markit del settore manifatturiero. Alle 1000 CET sarà ail turno del tasso di sisoccupazione italiano dall'Istat e del PMI manufatturiero dell'Eurozona. Alle ore 1030 CET dal Regno Unito si attendono i dati dell'Indice PMI del settore manifatturiero. Alle ore 1100 CET sarà la volta del tasso di disoccupazione dell'Eurozona.

Nel pomeriggio, in arrivo dagli States, gli indici dei direttori degli acquisti el settore manufatturiero alle 1545 CET, mentre alle 1600 CET in arrivo l'indice dell'occupazione manufatturiera.


Nel calendario societario, lunedì si attendono i risultati di AS Roma.

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