Sabato, 16 Ottobre 2021
La vertenza / Brescia

L'azienda chiude, 150 licenziamenti: sciopero e manifestazione dei lavoratori

I lavoratori di Carpenedolo si sono uniti alla manifestazione indetta dai sindacati per protestare contro la decisione dell'azienda di chiudere lo stabilimento di Ceriano Laghetto

I metalmeccanici lombardi uniti nella protesta contro la chiusura della Gianetti Ruote e i licenziamenti stabiliti per gli stabilimenti di Carpenedolo, nel bresciano, e Ceriano Laghetto, in provincia di Monza e Brianza, dove i lavoratori a rischio sarebbero 152 su un totale di 319. Dalle prime ore di lunedì mattina un migliaio di persone si sono radunate davanti ai cancelli della Gianetti di Carpenedolo, partecipando alla manifestazione organizzata dai sindacati per chiedere non solo il ritiro dei licenziamenti, ma anche un concreto piano industriale e una proposta di  reindustrializzazione dello stabilimento di Certano.

Nei giorni scorsi i lavoratori di Ceriano, il sito che nelle intenzioni della proprietà verrà chiuso, hanno iniziato a ricevere le lettere di licenziamento dopo il preavviso via mail, mentre a una dozzina è già stato annunciato il trasferimento nel bresciano. L’ultima parola dovrebbe però arrivare martedì mattina dal Tribunale di Monza, chiamato a deliberare sulla vertenza: la speranza dei sindacati è che i licenziamenti vengano dichiarati illegittimi per mancato rispetto delle procedure di consultazione aziendale, proprio come accaduto per la Gkn di Firenze.

I rappresentanti sindacali hanno reso noto che gli incontri con l’azienda non hanno portato ad alcuna apertura: “Durante l'incontro abbiamo proposto che venisse adottata la cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione, come strumento alternativo alla cessata attività, in quanto uno strumento possibile per la salvaguardia occupazionale - ha fatto sapere la Fiom - La nostra richiesta si basa su due criteri fondamentali: rendere fattibile la reindustrializzazione del sito di Ceriano Laghetto e garantire continuità produttiva e occupazionale del sito di Carpenedolo attraverso un piano di investimenti. Dalla sua l'azienda ha respinto la proposta e ha precluso ogni possibile soluzione condivisa, rimanendo ferma sulle sue posizioni iniziali e venendo meno ad ogni possibile impegno sul futuro dei due stabilimenti”.

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