Mercoledì, 28 Luglio 2021
Economia

Buoni pasto, dal 9 settembre ok al cumulo per fare la spesa

Entra in vigore la novità sui ticket restaurant che permette di spendere anche otto buoni pasto alla volta per fare la spesa. Per Codacons non basta: "Gli utenti siano liberi di scegliere come e quando spenderli"

Con un decreto varato dal Ministero dello Sviluppo Economico in vigore dal 9 settembre 2017, il governo ha introdotto una modifica dell'utilizzo dei buoni pasto, il mezzo di pagamento fornito dai datori di lavoro alternativo al servizio mensa usato da aziende pubbliche e private. Sarà possibile cumulare anche otto buoni pasto alla volta per fare la spesa.

Oltre alla cumulabilità giornaliera, il decreto ministeriale ha esteso l'ambito di utilizzo dei ticket restaurant ad attività finora escluse. Sarà infatti possibile usare i buoni pasto non solo come già accade nei bar, nelle tavole calde e nella grande distribuzione ma anche nei mercatini, negli spacci aziendali, negli agriturismi. Finora era possibile usare un solo ticket restaurant al giorno, il cui valore nominale è in media di 6 euro. Non era raro, tuttavia, vedere consegnare alle casse dei supermercati blocchetti di buoni per pagare la spesa, visto che i controlli sono pochi. Resta in vigore il divieto di cederli a terzi ed è esclusa la possibilità di avere il resto perché "sono utilizzabili esclusivamente per l'intero valore facciale", spiega il decreto del Mise.

Se ne potranno usare anche 8 per volta: cosa cambia

Non bastano per il Codacons le novità sui buoni pasto che entreranno in vigore dal 9 settembre grazie al decreto del Ministro dello Sviluppo Economico che permette di spendere anche otto buoni pasto alla volta per fare la spesa. “Chiediamo una liberalizzazione totale dei buoni pasto, che permetta ai cittadini di scegliere quando e come spenderli, senza alcuna limitazione – afferma il presidente Carlo Rienzi – Si tratta infatti di un diritto acquisito degli utenti, che possono cumularli e spenderli anche in soluzione unica, e in tal senso il vincolo degli 8 buoni pasti come tetto massimo appare ingiusto e incomprensibile”.

“Al contrario tale soluzione di pagamento deve essere estesa non sono a supermercati, mercatini, agriturismo e spacci aziendali, ma in tutti gli esercizi commerciali, in modo da incrementare i consumi e sostenere le famiglie nei loro diritti patrimoniali, e i buoni pasto devono essere calcolati anche ai fini di pensioni e trattamenti di fine rapporto, essendo diventati nel tempo una quota fissa dei redditi familiari”, conclude Rienzi.
 

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