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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Facciamo i conti

Busta paga e taglio dell'Irpef: chi potrebbe avere un aumento nel 2022

L'ipotesi più quotata è quella di una riduzione di due punti sul terzo scaglione. Beffa in arrivo per i redditi medio-bassi? Per ora i partiti non si espongono

Sulla riforma fiscale il governo e i partiti non hanno ancora scoperto le carte, ma ci sono diversi indizi del fatto che un eventuale taglio delle tasse (e nello specifico dell'Irpef) possa privilegiare chi ha già uno stipendio piuttosto consistente. Vediamo perché. 
La formula contenuta nel testo della legge di bilancio approvata lo scorso 28 ottobre in consiglio dei ministri è piuttosto vaga. Si parla in sostanza di un fondo di otto miliardi per ridurre la pressione fiscale "sui fattori produttivi" che dovrebbe servire sia a ridurre l'Irpef che a "una revisione organica del sistema delle detrazioni per redditi da lavoro dipendente e del trattamento integrativo". Infine, altro obiettivo della manovra, è quello di intervenire sull'aliquota dell'imposta regionale sulle attività produttive, ovvero l'Irap. 

Come verrà diviso lo stanziamento è però ancora un'incognita. Così come non è chiaro quali saranno le aliquote Irpef che beneficeranno della sforbiciata (ammesso che alla fine ci sarà). Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le autonomie, ha assicurato oggi che l'intervento sarà anche "sul lato azienda del cuneo" oltre che sull'Irpef. Altro obiettivo è razionalizzare "le varie forme di tassazione che gravano sulle imprese". Infine, ha aggiunto Gelmini, "disboscheremo la giungla delle tax expenditures". 

Chi beneficerà degli aumenti in busta paga?

Gli otto miliardi stanziati dunque dovranno servire anche ad alleggerire la pressione fiscale sulle imprese. Per farla breve la coperta è corta. In altri articoli su tema abbiamo ricordato che nel documento approvato a fine giugno le commissioni finanze di Camera e Senato indicavano un obiettivo esplicito nell'abbassamento "dell'aliquota media effettiva con particolare riferimento ai contribuenti nella fascia di reddito 28.000-55.000". A beneficiare della riduzione del carico fiscale sarebbe dunque chi rientra nel terzo scaglione Irpef la cui aliquota è oggi del 38%.

Il risparmio sull'Irpef

Secondo le stime dei consulenti del lavoro, un taglio di due punti su quest'aliquota potrebbe tradursi in un risparmio di circa 540 euro per chi ha un reddito di 55.000 euro annui, e di 400 per chi dichiara 50.000 euro. Il meccanismo dell'Irpef prevede però che l'imposta si applichi in modo progressivo. E così, per fare un esempio, l'aliquota del 38% del terzo scaglione scatta solo sulla parte eccedente i 28.000 euro. Il risultato è che quanto più si avvicina alla soglia "limite" dei 55mila euro all'anno maggiore sarà il risparmio, laddove più si scende verso i 28.000 euro (la soglia che fa scattare l'aliquota del 38%), minore sarà l'effetto del taglio sulle buste paga. Con un reddito di 40.000 euro, ad esempio, il risparmio sarebbe di 240 euro annui, 20 euro al mese.

Non solo. Proprio in virtù di questo meccanismo, a beneficiare del taglio sarebbero anche i redditi sopra i 55mila euro. In tutto il taglio interesserebbe 7 milioni di contribuenti. Nulla però è ancora deciso. Su questo punto, piuttosto importante per i lavoratori, non si registrano al momento prese di posizioni perentorie dei partiti. Unica (parziale) eccezione è quella del Pd che ha proposto una riduzione delle tasse per i redditi bassi, ma senza scendere troppo nel dettaglio. Insomma, se da un lato è positivo che su questo tema non ci siano litigi e frizioni, dall'altro è pur vero che se il diavolo si nasconde nei dettagli, ad oggi i dettagli sono ignoti. 

L'ipotesi di aumentare il bonus in busta paga

La riduzione dell'aliquota del terzo scaglione è comunque solo una delle ipotesi sul tavolo (benché quella più quotata). L'esecutivo potrebbe percorrere anche altre strade. Si è ad esempio parlato della possibilità di portare da 100 a 120 euro il valore del bonus Irpef che spetta già a chi ha un reddito fino a 28mila euro e al contempo aumentare la somma erogata tra i 28mila e 35mila. In questo caso, a beneficiare dell'aumento in busta paga sarebbe grosso modo la stessa platea che ha usufruito delle ultime sforbiciate. Ma parliamo appunto di mere ipotesi. I lavoratori sono ancora in attesa di sapere se la riduzione dell'Irpef sarà effettivamente inserita nella manovra. Un tema che nelle prossime settimane diventerà sempre più centrale. 

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