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Lunedì, 26 Febbraio 2024
Facciamo chiarezza

Chi ha più soldi in busta paga da marzo con le nuove detrazioni

Le novità dopo le modifiche al sistema che tassa i redditi da lavoro dipendente (e non solo), con gli esempi pratici in termini di risparmio d'imposta per capire gli effetti della riforma

Con l'entrata a regime del nuovo sistema che tassa i redditi da lavoro, nel 2022 cambiano le buste paga per i lavoratori dipendenti. La nuova Irpef (imposta sul reddito delle persone fisiche) definita nell'ultima legge di bilancio ha determinato il passaggio da cinque a quattro scaglioni e aliquote, ed è cambiato il meccanismo delle detrazioni fiscali e dei bonus. Gli effetti, appunto, si ripercuotono su quello che i lavoratori dipendenti trovano in busta paga, con variazioni esecutive dal mese di marzo (anche se l'Agenzia delle entrate ha dato tempo fino ad aprile per l'adeguamento dei software per la lavorazione delle buste paga stesse).

Nel dettaglio, la riforma ha apportato alcune modifiche alle detrazioni da lavoro dipendente e assimilati, da pensione, da lavoro autonomo e altri redditi. Alcuni bonus, inoltre, sono stati assorbiti o non verranno più erogati nel cedolino mensile. Cosa cambia e chi ci guadagna di più? Cerchiamo di fare chiarezza, con gli esempi pratici in termini di risparmio d'imposta per capire gli effetti concreti della riforma.

Chi ha più soldi in busta paga da marzo 2022 con le nuove detrazioni

Una circolare dell'Agenzia delle entrate, la numero 4/E, fornisce tutte le indicazioni sulle novità relative alla tassazione dell'Irpef e all'esclusione dall'Irap (imposta regionale sulle attività produttive) per le persone fisiche esercenti attività commerciali, arti e professioni, così come previsto dall'ultima legge di bilancio. In primis, il documento si sofferma sulle modifiche alle aliquote e agli scaglioni d'imposta. Dal 1° gennaio 2022 è entrata in vigore la nuova Irpef, basata su quattro aliquote e scaglioni (e non più cinque). La legge di bilancio, infatti, ha eliminato l'aliquota del 41%, ed è intervenuta sulle due aliquote centrali, abbassandole rispettivamente dal 27 al 25% e dal 38 al 35%. Di seguito, uno schema per il calcolo dell'Irpef in base alle regole attualmente vigenti.

Scaglioni 2022 Aliquote 2022 Imposta dovuta
fino a 15mila euro 23% 3.450 euro
da 15.001 fino a 28mila euro 25% 3.450 euro + 25% sul reddito che supera i 15mila euro fino a 28mila euro
da 28.001 fino a 50mila euro 35% 6.700 euro + 35% sul reddito che supera i 28mila euro fino a 50mila euro
oltre 50.001 euro 43% 14.400 euro + 43% sul reddito che supera i 50mila euro

È stato modificato tutto il sistema delle detrazioni. Nello specifico, rispetto alla disciplina precedente, il regime delle detrazioni per i redditi di lavoro dipendente vigente dal primo gennaio 2022 presenta queste novità: amplia, da 8mila euro a 15mila euro, la prima soglia di reddito cui si applica la detrazione di 1.880 euro (rimasta invariata); estende la misura della detrazione base, che passa da 978 euro a 1.910 euro, per la seconda soglia di reddito (superiore a 15mila euro ma non a 28mila euro). Viene modificata la modalità di calcolo della quota ulteriore di questa detrazione, stabilendo l'aumento del valore iniziale da 902 euro a 1.190 euro e l'adeguamento dei valori utilizzati nel prodotto, ai fini della determinazione della quota aggiuntiva di detrazione.

Pertanto, questa quota ulteriore è pari a 1.190 euro per un reddito pari a 15.001 euro e decresce, all'aumentare del reddito, fino ad annullarsi raggiunti i 28mila euro. Si riduce, invece, da 55mila euro a 50mila euro la terza e ultima soglia di reddito per cui spetta la detrazione che, per questi redditi, passa da 978 euro a 1.910 euro. Essa ammonta a 1.910 euro per redditi pari a 28.001 euro e decresce, fino ad annullarsi, alla soglia dei 50mila euro. Si prevede un aumento di 65 euro della detrazione applicabile, specificamente, alla fascia di reddito superiore a 25mila euro ma non a 35mila euro.

In sintesi, per quanto concerne i redditi di lavoro dipendente e assimilati, la circolare spiega che per effetto delle modifiche in vigore dal primo gennaio 2022, l'importo delle detrazioni Irpef riconosciuto in busta paga, o a conguaglio con la dichiarazione dei redditi, è così strutturato:

  • se il reddito complessivo non supera 15mila euro, la detrazione è di 1.880 euro. L'importo minimo della detrazione riconosciuta è pari a 690 euro, e in caso di lavoro a tempo determinato non può essere inferiore a 1.380 euro;
  • se l'ammontare del reddito complessivo è superiore a 15mila euro ma non a 28mila euro, la detrazione è di 1.910 euro, aumentata del prodotto tra 1.190 euro e l'importo corrispondente al rapporto tra 28mila euro, diminuito del reddito complessivo, e 13mila euro;
  • se il reddito complessivo è superiore a 28mila euro ma non a 50mila euro, la detrazione è di 1.910 euro; la detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l'importo di 50mila euro, diminuito del reddito complessivo, e l'importo di 22mila euro;
  • un importo aggiuntivo pari a 65 euro è riconosciuto ai titolari di redditi superiori a 25mila euro e fino a 35mila euro. Si tratta di un "correttivo in aumento" delle detrazioni, da corrispondere per intero nel corso del 2022 e quindi senza riproporzionarlo in base al periodo di lavoro effettuato nell'anno.

Di seguito una tabella riepilogativa.

Reddito complessivo Misura della detrazione
Reddito complessivo non superiore a 15mila euro 1.880 euro (in ogni caso non inferiore a 690 euro o, se a tempo determinato, a 1.380 euro)
Reddito complessivo superiore ai 15mila euro e fino a 28mila euro 1.910 + 1.190 x [(28.000-reddito complessivo)/13.000)]
Reddito complessivo superiore a 28mila euro e fino a 50mila euro 1.910 x [(50.000-reddito complessivo)/22.000)]
Reddito complessivo superiore a 50mila euro Nessuna detrazione

Va precisato, inoltre, che per il calcolo delle detrazioni per lavoro dipendente, non valgono i giorni di assenza ingiustificata per violazione dell'obbligo di green pass, perché le detrazioni "vanno rapportate al periodo di lavoro nell'anno e cioè al numero dei giorni compresi nel periodo di durata del rapporto di lavoro per i quali il lavoratore ha diritto alle detrazioni per lavoro dipendente". Sono compresi festivi, riposi settimanali e altri giorni non lavorativi, non lo sono i giorni per cui non spetta alcun reddito (ad esempio, assenze per aspettativa senza corresponsione di assegni).

Gli esempi pratici per i lavoratori dipendenti

Va da sé che ci sono differenze sostanziali tra l'applicazione delle aliquote e delle detrazioni valide dal 1° gennaio 2022 e quelle in vigore fino al 31 dicembre 2021. Quali sono dunque gli effetti della riforma in termini di concreto risparmio d'imposta? Nel caso di un lavoratore dipendente a tempo indeterminato con un reddito complessivo pari a 50mila euro, il risparmio d'imposta del contribuente nell'anno 2022 rispetto al 2021 è pari a 739 euro. Nel caso, invece, di un lavoratore dipendente a tempo indeterminato con un reddito di 30mila euro, il risparmio d'imposta è pari a 84 euro nell'anno 2022 rispetto al 2021.

I tempi e l'Irap

Le modifiche introdotte dalla legge di bilancio 2022 sono entrate in vigore il 1° gennaio 2022 e si applicano, quindi, a decorrere dal periodo d'imposta 2022 (modello 730/2023). Per il periodo d'imposta 2021 (modello 730/2022) restano, invece, applicabili le disposizioni vigenti prima. L'Agenzia delle entrate ha comunque chiarito che si prevede un periodo di rodaggio fino ad aprile. I sostituti d'imposta che non sono riusciti per motivi tecnici ad applicare in tempo le nuove regole sulla tassazione dell'Irpef - ad esempio chi non è riuscito ad adeguare per tempo i software per la lavorazione delle buste paga - potranno adeguarsi entro il mese di aprile, effettuando un conguaglio per i primi tre mesi del 2022. La circolare precisa anche che tra i soggetti esclusi dall'applicazione dell'Irap rientrano le persone fisiche esercenti attività commerciali titolari di reddito d'impresa residenti nel territorio dello Stato. Fuori dal perimetro dell'imposta anche le persone fisiche esercenti arti e professioni. Restano assoggettate all'Irap, invece, le persone fisiche esercenti arti e professioni in forma associata.

Chi ha diritto al bonus di 100 euro nel 2022

Oltre alle nuove aliquote cambia anche il bonus di 100 euro, il "vecchio" beneficio da 80 euro cosiddetto Renzi, poi arrivato a 100 euro. Oggi definito nella legge di bilancio "trattamento integrativo", viene erogato in automatico in busta paga e in forma piena (100 euro, appunto) solo ai lavoratori sotto i 15mila euro di reddito, come abbiamo spiegato qui. L'ulteriore detrazione per redditi oltre i 28mila euro - e fino a 40mila - è stata cancellata. Il bonus viene riconosciuto anche a chi ha un reddito complessivo compreso tra 15mila e 28mila euro, ma solo in presenza di determinate condizioni. Come spiega la circolare del 13 gennaio 2022 dei consulenti del lavoro, in questo caso il trattamento integrativo in busta paga viene riconosciuto solo se la somma delle detrazioni è di ammontare superiore all'imposta lorda. Le detrazioni di cui si parla nella legge di bilancio sono le seguenti:

  • familiari a carico;
  • mutui agrari;
  • mutui immobiliari per acquisto della prima casa fino al 31 dicembre 2021;
  • redditi da lavoro dipendente, assimilati e da pensione;
  • spese sanitarie;
  • spese per i lavori in casa (dalle ristrutturazioni alla riqualificazione energetica);
  • erogazioni liberali.

Per ottenere il bonus se si ha un reddito compreso tra 15mila e 28mila euro, dunque, il totale di queste detrazioni deve essere superiore all'imposta lorda, come viene sottolineato anche in questa relazione del Parlamento. Nel caso in cui ricorra questa condizione, il trattamento integrativo è riconosciuto per un ammontare, comunque non superiore a 1.200 euro, "determinato in misura pari alla differenza tra la somma delle detrazioni sopraelencate e l'imposta lorda". In sintesi, rispetto al passato nulla cambia per chi ha un reddito fino a 15mila euro, ma qualcosa potrebbe invece cambiare se si supera questa soglia. In tal caso il bonus potrebbe essere meno consistente e verrà calcolato come differenza tra detrazioni e Irpef lorda. Va detto che questi contribuenti beneficeranno in ogni caso del taglio delle aliquote Irpef e nella fattispecie dell'abbassamento dell'aliquota del 27%, ora al 25%.

Inoltre, da marzo cesseranno le prestazioni attualmente erogate in busta paga per il nucleo familiare e le detrazioni fiscali relative: l'assegno unico, infatti, "sostituisce tutte le altre prestazioni e sarà erogato dall'Inps sull'iban". Restano comunque le detrazioni per i coniugi a carico e quelle per le spese dei figli oltre i 21 anni.
 

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