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Venerdì, 23 Febbraio 2024
Risveglio amaro

Il caffè a 1 euro e 50 centesimi: così si è arrivati alla mini-stangata

Una colazione al bar è arrivata a costare 3,40 euro, registrando un rincaro del 48%

Fare colazione al bar è diventato un lusso che non tutti potranno permettersi. Tutta 'colpa' dell'inflazione, tornata a galoppare a ritmi che non si registravano ormai da dieci anni soprattutto per il caro energia, materie prime e trasporti. A quanto ammontano i rincari al bar?

Non è speculazione ma sopravvivenza

"Oggi è improponibile tenere il caffè a un euro, si va in perdita", ha detto Luigi Pironaggi, responsabile dello storico caffè di Torino Baratti&Milano a Repubblica, dove per sorseggiare questa gustosa bevanda bisogna sborsare 1 euro e 50 centesimi a tazzina, 30 centesimi in più rispetto al passato. "Sono stato costretto a chiedere quella cifra sennò andavo in perdita", ha ribadito il responsabile del banco bar che ogni giorno serve alla clientela 500 tazzine di espresso. "Chi aumenta ora non l’ha fatto per speculare, ma solo per sopravvivenza", visti i notevoli rincari sui trasporti, materie prime ed energia. L'intero listino prezzi è stato aumentato a fronte dell'aumento delle spese, ha ammesso Pironaggi. I rincari, infatti, non interessano solo il caffè e tutte le bevande calde a base di espresso, come il cappuccino, ma anche la cioccolata per il rialzo del prezzo del cacao e i cornetti.

Caffè al bar: rincari da 10 a 40 centesimi

Se in uno storico caffè di Torino il prezzo del caffè è arrivato a costare a 1,50 euro, con 30 centesimi di aumento, negli altri 160 mila bar sparsi in tutta Italia quanto costa una tazzina di espresso al bancone? I rincari registrati a inizio anno vanno dai dieci ai quaranta centesimi, rispetto ad un caffè che nel 2021 costava in media 1,10 euro. Già a dicembre l'Istituto di statistica nazionale aveva osservato un incremento medio dei listini del 2,8% mentre la Fipe (Federazione italiana dei pubblici esercizi), aveva fatto sapere che il 76% dei gestori avrebbe aggiornato il listino prezzi. Di conseguenza un caffè a Trieste arriva a costare 1 euro e 20 centesimi, a Trento 1,20-1,30 euro, a Milano 1,20 euro, a Genova, Bologna e Firenze 1,30 euro. A Roma i prezzi oscillano da 1,10 a 1,20 euro mentre a Napoli, Bari, Palermo e Lecce è sempre più raro pagare un caffè 0,90 centesimi, il prezzo medio è di 1 euro.

Quanto costa una colazione al bar

Moltissimi bar hanno aggiornato il loro listino prezzi rendendo più amaro il risveglio di 5,5 milioni di italiani, che solitamente iniziano la giornata con il rito della colazione fuori casa. Secondo Assoutenti i "maggiori costi in capo agli esercenti, inevitabilmente, vengono scaricati sui consumatori". A pesare non sono solo i rincari record di luce e gas scattati con il nuovo anno ma anche il forte rialzo delle materie prime che va avanti da diversi mesi. Basti sapere che nel 2021 le quotazioni del caffè sono cresciute dell’81%, quelle del latte del 60%, quelle di zucchero e cacao del 30%. "Siamo solo all'inizio", avverte il presidente dell'associazione no profit a tutela dei consumatori Fabio Truzzi: “Se l’emergenza proseguirà nel 2022 la tazzina di caffè consumata al bar potrebbe raggiungere il record di 1,50 euro nel corso dell’anno, con un aumento del +37,6% sul 2021, e la colazione completa potrebbe costare addirittura il 41,6% in più, trasformando un rito quotidiano in un lusso". Secondo alcune stime il prezzo del cappuccino in alcuni bar è arrivato già a costare 2 euro a fronte degli 1,40 euro precedenti, mentre cornetti, lieviti, brioches, sono passati da 1 a 1,40 euro. A conti fatti per una colazione al bar (media nazionale per cappuccino + cornetto) siamo già arrivati a sborsare 3,40 euro a fronte dei 2,40 che pagavano nel 2021, con un rincaro del 48%.

L'inflazione non va sottovalutata

La mini-stangata al bar se aggiunta ai rincari generalizzati degli altri beni alimentari (come la pasta) e prodotti per la cura della casa e della persona, per non parlare poi della voce energia e trasporti, determinano una generalizzata perdita del potere di acquisto delle famiglie, ampliando quelle disuguaglianze sociali che si sono già accentuate con il covid. L'inflazione si abbatterà come una mannaia sulle famiglie economiche in difficoltà (si parla di 1.400 euro in più a nucleo familiare in un anno) aprendo la porta a nuovi milioni di poveri. Il pericolo inflazione, quindi, non va affatto sottovalutato specialmente in un contesto economico dove il lavoro è per molti precario e dove un lavoratore su dieci risulta povero.

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