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Sabato, 24 Febbraio 2024
Le incognite per l'inverno

Gas: i 4 motivi dietro al calo dei prezzi (ma quanto durerà?)

Sul mercato Ttf di Amsterdam il costo del combustibile è tre volte più basso rispetto al picco di fine agosto. All'orizzonte però ci sono ancora molte nubi. Vediamo perché

Continua la discesa del prezzo del gas. Il costo del combustibile sul mercato di riferimento Ttf di Amsterdam, il principale mercato all'ingrosso europeo, è passato dai quasi 350 euro per megawattora del picco di agosto ai circa 112 euro registrati nelle ultime contrattazioni. Siamo ancora lontani dai valori dello scorso ottobre quando la quotazione delle "futures" sul gas (ovvero dei contratti che prevedono l'acquisto di gas, nel futuro, a un prezzo prefissato) si attestava sopra i 40 euro, ma il calo è stato comunque importante.

Perché il prezzo del gas è sceso

Secondo gli analisti la discesa dei prezzi, iniziata poco meno di due mesi fa, è dovuta principalmente a quattro motivi. Il primo è che gli stoccaggi per l'inverno sono stati quasi riempiti e si attestano ora in Ue sopra il 90%. Il secondo è il clima insolitamente mite di questo ottobre che permette di tenere spenti i riscaldamenti anche laddove sarebbero già accesi (vedi il nord Europa, ma anche molte zone particolarmente fredde dell'Italia e del resto del continente). Il terzo è il costante afflusso di Gnl, ovvero del gas liquefatto che stiamo acquistando per rimpiazzare il metano di Mosca. Il quarto è la riduzione dei consumi industriali. Per farla breve: la domanda è bassa, mentre l'offerta è alta, o comunque sufficiente a soddisfare lo scarso fabbisogno di gas del periodo. Anche a voler stoccare ulteriore gas in vista dell'inverno non sapremmo semplicemente dove metterlo. 

Le nubi all'orizzonte però sono tutt'altro che dissipate. L'inverno, anzi, si annuncia molto lungo e complicato. Vediamo cosa può accadere. Se si guarda al grafico sull'andamento dei prezzi futures, ci si rende conto che l'impennata inizia a giugno per poi raggiungere il picco a fine agosto. La priorità era di riempire gli stoccaggi in vista dell'inverno, anche al costo di scatenare (com'è in parte avvenuto) una corsa al rialzo con i Paesi asiatici. Tutto pur di accaparrarci le preziose scorte di gas e Gnl per il periodo più freddo dell'anno. Con le riserve piene oggi siamo in una situazione molto diversa, ma la tregua potrebbe essere solo momentanea.

TTF-2

Secondo gli analisti di Alfa Energy (società che si occupa di consulenza di consulenza in materia di energia, sostenibilità e tecnologia) "è probabile che i prezzi del gas continuino a scendere con l'arrivo di quantità significative di Gnl in Europa e man mano che gli impianti di stoccaggio si riempiono sempre di più". 

Nei prossimi mesi dunque è lecito aspettarsi un aggiornamento delle tariffe anche dei gestori dell'energia quanto meno per chi non ha sottoscritto un contratto a prezzo fisso, sebbene oggi sia difficile quantificare il minor aggravio in bolletta. Ma soprattutto è difficile capire quanto durerà la tregua. 

Le incognite per l'inverno (e i probabili rialzi)

Forse molto poco. Per Matteo Villa  dell'Ispi (Istituto per gli studi di politica internazionale) già "ai primi freddi" il prezzo del gas "tornerà a crescere", "anche se - spiega in un tweet - sempre in funzione della recessione in arrivo". La recessione, appunto. Molti analisti sostengono che il calo della domanda (e dunque delle quotazioni) sia dovuto anche al crollo dei consumi industriali. Non certo un segnale positivo, per quanto la riduzione del fabbisogno di gas sia in questo contesto auspicabile e necessaria.

Una delle incognite in vista dell'inverno è la domanda di Gnl dall'Asia che potrebbe tornare a salire, rimettendo in moto la spinta inflazionistica dei prezzi anche in Europa. Tanto più se pensiamo che la Cina ha chiesto agli operatori di gas di proprietà statale di fermare la rivendita di Gnl nei Paesi europei. La domanda da farsi però non è solo cosa succederà nei mesi freddi, ma con quanto gas arriveremo alla fine dell'inverno e quali sono gli scenari che si profileranno nei mesi successivi. Come spiega Bloomberg infatti "un mancato taglio dei consumi e un inverno più freddo del normale" potrebbero far esaurire rapidamente le scorte accumulate "e rendere molto più difficile" il riempimento degli stoccaggi per il prossimo anno, "in particolare senza i consueti volumi di gas russo".

Per tutte queste ragioni non è affatto improbabile che il prezzo possa subire nuove fluttuazioni al rialzo, sebbene anche per gli analisti sia difficile prevedere cosa accadrà e come varieranno i costi del combustibile sul mercato Ttf.

Quanto all'Italia, in uno scenario di azzeramento totale delle forniture russe, è probabile che il gas possa finire entro la primavera (qui il nostro approfondimento). A meno di non agire sulla domanda, ovvero riuscire a ridurre in modo sensibile i consumi (come previsto dal piano del governo). Riempire di nuovo gli stoccaggi senza i volumi di gas in arrivo dalla Russia sarà una nuova sfida.

Cosa vuole fare l'Ue 

Nel frattempo l'Ue continua a lavorare sul piano di emergenza per superare la crisi e scongiurare rialzi troppo marcati. In una lettera inviata ai leader degli Stati membri, il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha individuato tre linee d'azione: ridurre la domanda, garantire la sicurezza dell'approvvigionamento e contenere i prezzi. Una delle ipotesi sul tavolo è la creazione di regole per permettere acquisti congiunti di gas a livello comunitario in modo da potere negoziare prezzi migliori dai fornitori. L'Ue lavora però anche su altre proposte: un nuovo indice per i prezzi per provare a sostituire l'ormai screditato Ttf olandese, regole automatiche di solidarietà tra gli stati membri nel caso di carenza delle scorte e una sorta di tetto al prezzo di vendita del gas, seppur ottenuto attraverso complicati meccanismi finanziari ancora da mettere a punto.

Sul price cap però la Germania continua a puntare i piedi. Fissando un prezzo massimo al gas, ha detto il cancelliere tedesco Olaf Scholz parlando al Bundestag,  "si corre sempre il rischio che i produttori poi vendano il loro gas altrove, e che noi europei finiamo con l'avere meno gas invece che averne di più". Queste le parole di Scholz in vista del vertice europeo di oggi e domani a Bruxelles. "L'Europa - ha aggiunto il cancelliere tedesco - deve coordinarsi strettamente con altri consumatori di gas, ad esempio Giappone e Corea, per non competere tra loro".

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(Grafico in alto credit TheIce.com)

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