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Sabato, 4 Febbraio 2023
Economia Paesi Bassi

Anche Campari fa le valigie e sposta la sede legale in Olanda

La società: "Nessun cambiamento riguardo a organizzazione, gestione e operatività aziendale e, soprattutto, la residenza fiscale del gruppo viene mantenuta in Italia"

Non è un addio. Anche Campari sposta la sede legale in Olanda. Si sono avverate le condizioni sospensive per il trasferimento della sede legale nei Paesi Bassi. Lo annuncia la società del beverage, dopo l'esito positivo dell'offerta iniziale. "Con il trasferimento della sola sede legale, che, ribadiamo, non contempla alcun cambiamento riguardo a organizzazione, gestione e operatività aziendale, e, soprattutto, prevede che la residenza fiscale del gruppo sia mantenuta in Italia, perseguiamo l'obiettivo chiave di potenziamento del nostro sistema di voto maggiorato a beneficio degli azionisti di lungo termine, e, dunque, l'adozione di una struttura flessibile del capitale che possa ulteriormente supportarci nel perseguimento di opportunità di crescita anche per acquisizioni di dimensioni rilevanti", spiega il ceo del gruppo, Bob Kunze-Concewitz.

L'operazione dovrebbe essere perfezionata entro il prossimo luglio. Al termine del periodo di offerta in opzione e prelazione sono state sottoscritte oltre 30 milioni di azioni per le quali è stato esercitato il diritto di recesso al prezzo unitario di 8,376 euro, pari al 2,6% del capitale sociale di Campari. Il socio di maggioranza Lagfin ha esercitato i propri diritti di opzione e il diritto di prelazione per l'acquisto di azioni recedute per un controvalore di 251,3 milioni. Importo incrementato rispetto all'impegno assunto da Lagfin, pari a 76,5 milioni, alla data di annuncio dell'operazione lo scorso febbraio. Decisione, continua Kunze-Concewitz, che costituisce "la piena conferma" del supporto di lungo termine di Lagfin alla strategia del gruppo e "un fortissimo segnale di fiducia riguardo alle prospettive future dell'azienda, coerentemente con le ambizioni del management".

Nel contesto dell'operazione annunciata da Lagfin sono pervenute alla società revoche dei recessi per oltre 8,2 milioni di azioni recedute, pari allo 0,7% del capitale sociale. E il cda di Campari ha confermato di accettare le revoche in quanto nell'interesse della società e idonee a ridurre il potenziale esborso. "Apprezziamo fortemente il messaggio di fiducia derivante dalla decisione di alcuni azionisti di revocare l'esercizio del diritto di recesso al fine di mantenere il loro investimento nella società", sottolinea il ceo di Campari. Il totale dei recessi, al netto delle revoche, ammonta a circa 37,8 milioni di azioni. Le azioni recedute la cui liquidazione resta a carico della società sono 7,7 milioni, con un costo potenziale per la società di 5,2 milioni. Il cda della società ha quindi preso atto che l'esborso complessivo derivante dalla liquidazione delle azioni residue è inferiore alla soglia di esborso massimo determinata dall'assemblea degli azionisti e ha ritenuto che l'assemblea straordinaria convocata per il 26 giugno 2020 per dare agli azionisti il diritto di revocare l'operazione non sia più necessaria e ne ha pertanto deliberato la revoca.

Di fatto Campari come altre aziende continuerà ad essere sottoposta al regime fiscale nostrano, ma seguirà la legge in Olanda per operazioni finanziarie, acquisizioni e partnership. Perche molte aziende da tutto il mondo spostano la sede legale in Olanda? Il motivo risiede nella legislazione del Paese, fra le più efficienti al mondo, per quel che riguarda le leggi che regolano i mercati e le operazioni finanziarie. L’Olanda garantisce sistemi molto veloci per ottenere permessi, poca burocrazia e il diritto olandese dà in pratica (semplifichiamo) il controllo delle aziende al loro primo azionista.

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