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Martedì, 25 Gennaio 2022
Canone Rai

Canone Rai, serve davvero abolirlo? Ecco quanto costa negli altri Paesi

Secondo un'indiscrezione di 'Repubblica', Renzi sarebbe pronto ad azzerare l'obolo che versiamo ogni anno a viale Mazzini. Ma come funziona la tassa sulla tv nel resto d'Europa?

Insieme al bollo auto e a quella sulla casa è la tassa più odiata dagli italiani, ma l’obolo che versiamo ogni anno a viale Mazzini (e che Renzi adesso vorrebbe abolire) è tra i più bassi d’Europa. Certo, questo non vuol dire che il Canone Rai sia una tassa “giusta”, tanto più che molte delle critiche mosse da chi vorrebbe abolire l’imposta riguardano la qualità della programmazione Rai e l’impossibilità di scegliere se pagare o meno il servizio. Ma stiamo divagando. La domanda a cui intendiamo rispondere è la seguente: quanto costa il Canone negli altri Paesi europei? 'Repubblica' ha fatto un po’ di calcoli riprendendo un rapporto di inizio anno di Mediobanca (i dati si riferiscono al 2015). 

Si scopre così che la tassa sulla tv in Germania costa 215 euro l’anno con un peso dello 0,58% sul Pil pro capite lordo, mentre in Francia e Regno Unito il costo del Canone nel 2015 è stato rispettivamente di 198 e 136 euro, con un’incidenza sul Pil pro capite dello 0,51 e 0,41%. In Italia il valore è pari allo 0,42%, ma bisogna tenere conto che nel frattempo l’importo del Canone è sceso da 113 a 90 euro. Certo, va detto che come sottolineato da Mediobanca, "il basso canone unitario italiano è parzialmente compensato dalla pubblicità, che invece manca nella Bbc e nella Rtve ed è limitata per quantità di fasce orarie in Francia e Germania".

Canone tv, come funziona in Europa

Un’inchiesta dell’Irish Times fornisce a proposito altre cifre interessanti. In Ue il costo del canone varia dai 53 euro della Polonia ai 335 di Austria e Danimarca. I Paesi scandinavi sono quelli in cui l’imposta è più elevata, con qualche eccezione: la Finlandia ha infatti abolito l’imposta fissa nel 2013, sostituendola con una tassa progressiva che varia da 50 a 140 euro, a seconda del reddito, con 'sconti' consistenti per chi ha uno stipendio basso.

Dalle pensioni all'abolizione del Canone: il valzer delle promesse

Un terzo dei Paesi europei, inoltre, non chiede ai propri contribuenti nessun obolo diretto per finanziare la tv pubblica. E soltanto in Italia, Grecia, Romania e Portogallo la tassa viene spalmata sulla bolletta elettrica.

Verso l’abolizione del Canone Rai?

La questione del Canone Rai è tornata d’attualità ieri dopo un’indiscrezione pubblicata da “Repubblica”: secondo il quotidiano di Largo Fochetti Renzi sarebbe pronto ad abolire l’odiata tassa sulla tv sostituendola con un finanziamento statale. La tv pubblica - questo il ragionamento dell’ex premier - dovrebbe essere liberata dal “tetto” sulla raccolta pubblicitaria che ne limita l’azione sul mercato a favore dei privati, ma nel periodo transitorio, per evitarne il collasso, sarebbe sostenuta da un finanziamento pubblico pari al gettito del canone.

Il Pd diviso sull’abolizione del Canone Rai

L’ex premier non ha confermato, ma neppure smentito l'indiscrezione del quotidiano romano. Nel frattempo la notizia ha provocato la dura reazione del ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda che su Twitter ha bollato la proposta (vera o presunta) come una "presa in giro" per i cittadini. Questa mattina il ministro ha rincarato la dose spiegando che la campagna elettorale "sarà per molte forze politiche un enorme Truman show di promesse insostenibili" e "il Pd non può restare dentro questo brutto spettacolo fatto solo di annunci a effetto". 

Renzi: "Il costo del Canone è sceso, per noi parlano i fatti"

Matteo Renzi non ha confermato esplicitamente l'indiscrezione, ma ieri sera su Facebook ha scritto: "Il Canone Rai prima del nostro governo aumentava ogni anno. Nel 2014 era a 113 euro. Adesso è a 90 euro. Pagare meno, pagare tutti. Si può garantire servizio pubblico abbassando i costi per i cittadini: abbiamo iniziato a farlo, continueremo. Non facciamo proclami, noi parliamo coi fatti". Dunque un post che conferma la volontà di intervenire di nuovo sul balzello, anche se non è chiaro in che modo. 

La presa di posizione dei giornalisti Rai

Sul caso del Canone va segnalata la dura presa di posizione dell’Ugisrai. "Puntuale come un orologio svizzero parte la campagna elettorale e arriva l’attacco alla Rai – si legge nel comunicato del sindacato - È un copione che si ripete anni. Segnaliamo che laddove si è abolito il canone il Servizio Pubblico è stato fortemente ridimensionato. A tutto vantaggio dei privati. Se questo è l’obiettivo basta dichiararlo apertamente". 

Quindi la stoccata all’ex premier: "E’ curioso - scrive l’Ugisrai - che prima si mette il canone in bolletta e poi si propone di abolirlo. Vuol dire non avere idee. E infatti ogni volta che abbiamo chiesto un confronto serio su progetti, riforme, innovazione per rilanciare la Rai Servizio Pubblico, sono spariti tutti". 

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