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Sabato, 21 Maggio 2022
La tassa sulla tv

Canone Rai, per Viale Mazzini 90 euro sono pochi: "È il più basso d'Europa"

L'ad Carlo Fuortes: "Risorse incongrue per gli obblighi e le attività che la Rai è tenuta a svolgere"

Il "valore unitario" del canone Rai "è strutturalmente, come ben noto, il più basso in tutta Europa: 90 euro. Una somma distante da quelle degli altri Paesi al punto da rendere quasi irrilevante la compresenza compensativa, per Rai, della fonte integrativa degli introiti costituita dalla raccolta pubblicitaria". Lo ha detto, parlando in audizione  in commissione Lavori pubblici del Senato, l'ad Rai Carlo Fuortes che ha definito "incongrue" le risorse destinate alla tv pubblica.

"Senza fare riferimento alla Svizzera e all'Austria - ha spiegato Fuortes -, Paesi nei quali l'mporto unitario è superiore o pari a 300 euro, o alla Germania e alla Gran Bretagna, nei quali è pari rispettivamente a 220 e a 185 euro, in Francia il canone ammonta a 138 euro, oltre il 50% in più rispetto all’Italia".

A tutto ciò, ha aggiunto, bisogna considerare "le varie trattenute", ovvero la tassa di concessione governativa, Iva e Fondo per il pluralismo e l’innovazione, il che vuol dire che "dei 90 euro unitari Rai ne percepisce solo l'86 per cento, mentre negli altri Paesi (Regno Unito, Germania, Francia) i gestori del servizio pubblico percentuali comprese tra il 96 e il 98 per cento, quindi la quasi totalità".+

L'ad Rai Fuortes: "Canone incongruo rispetto agli obblighi dell'azienda"

Secondo Fuortes dunque il canone "è una risorsa incongrua rispetto agli obblighi e alle attività che la Rai svolge ed è tenuta a svolgere come certificato anche dalla Contabilità separata, l'adempimento imposto all’Azienda proprio per attestare il costo complessivo del servizio pubblico e fornire alle autorità competenti lo strumento indispensabile per consentire di assicurarne la piena copertura da parte appunto delle risorse pubbliche".

Inoltre, ha sottolineato l'ad Rai, "oltre ad essere incongrue, le risorse da canone sono anche molto incerte, caratteristica che rende particolarmente complessa l’attività di pianificazione, specie in ottica pluriennale e specie in un contesto di forte evoluzione, in mondo in cui è di fatto bandita la continuità". 

Sulla prospettiva di abolire la pubblicità Fuortes è stato molto chiaro: finché l'importo del canone resta il medesimo, l'idea è impossibile da portare avanti. "È assolutamente possibile - ha spiegato - avere un finanziamento solo con il canone, ovviamente non è pensabile che i 90 euro possano essere il canone, nel caso venga abolita la pubblicità, con cui si riesce a finanziare il servizio pubblico, quindi, dovrebbe essere senz'altro aumentato".

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