Giovedì, 29 Luglio 2021
Economia Italia

Canone Rai, boom di incassi: c'è tempo fino al 31 gennaio per chiedere l'esonero

Gettito in rialzo per il canone Rai: già incassati 1.810 milioni di euro con l'addebito in bolletta della luce nonostante la riduzione dell'importo del canone da 100 euro a 90

Il gettito del canone Rai ammonta a 1.810 milioni di euro con un incremento dell'0,8% rispetto allo stesso periodo del 2016, nonostante la riduzione dell'importo del canone da 100 euro a 90.  Lo riferisce il ministero dell'Economia: "Tale andamento conferma gli effetti positivi della modalità di pagamento del canone attraverso la bolletta elettrica".

Per l’anno 2018, così come per il 2017, l’importo del canone è pari a 90 euro. Chi non possiede un televisore ha tempo fino al 31 gennaio 2018 per inviare l'autocertificazione all'Agenzia delle entrate ed essere così esonerato dal pagamento del canone relativo a tutto il 2018. Ricordiamo che la dichiarazione ha validità annuale, quindi chi l'ha fatta per il 2017 deve rifarla anche per il nuovo anno.

Canone Rai, chi non paga

Sono esonerati dal pagamento del canone gli ultrasettantacinquenni con reddito non superiore a 6.713 euro, i diplomatici e militari stranieri e coloro che non detengono un apparecchio televisivo.

Canone Rai, chi può chiedere il rimborso

Il titolare del contratto di fornitura di energia elettrica, o gli eredi, possono chiedere il rimborso del canone tv per uso privato pagato mediante addebito in bolletta di energia elettrica, ma non dovuto, compilando l'apposito modello - pdf

I cittadini esonerati in quanto ultrasettantacinquenni con reddito non superiore a 6.713 che hanno versato il canone con altre modalità (per esempio mediante addebito sulla pensione) devono utilizzare quest’altro modello - pdf

Chi deve pagare il canone

E’ tenuto al pagamento del canone chiunque detiene un apparecchio televisivo. Per apparecchio televisivo si intende un apparecchio in grado di ricevere, decodificare e visualizzare il segnale digitale terrestre o satellitare, direttamente - in quanto costruito con tutti i componenti tecnici necessari -  oppure tramite decoder o sintonizzatore esterno, secondo la definizione contenuta nella nota - pdf del 20 aprile 2016 del Ministero dello Sviluppo Economico (disponibile nella sezione normativa e prassi).

Il canone è dovuto una sola volta in relazione a tutti gli apparecchi detenuti dai componenti della stessa famiglia anagrafica, indipendentemente dal numero di abitazioni in cui sono presenti apparecchi tv.

L'utenza elettrica fa presumere la detenzione di un apparecchio ricevente?
Sì, dal 1° gennaio 2016, la detenzione di un apparecchio si presume nei confronti dei titolari di utenza di fornitura elettrica ad uso domestico residente - pdf e il canone viene addebitato nelle fatture per la fornitura di energia elettrica.

La presunzione di detenzione degli apparecchi opera retroattivamente?
La presunzione si applica solo a partire dal 2016 e non può quindi essere utilizzata per azioni di recupero relative ad eventuali periodi precedenti. Sono naturalmente fatte salve le azioni già intraprese sulla base della normativa in vigore anteriormente alla Legge di stabilità 2016.

Chi deve pagare il canone in famiglia, se la moglie ha sempre pagato l'abbonamento tv mentre l’utenza elettrica residenziale - pdf è invece intestata al marito?
Se marito e moglie appartengono alla medesima famiglia anagrafica, il canone è dovuto una sola volta. Il canone sarà addebitato solo sulla fattura per la fornitura di energia elettrica intestata al marito e l'Agenzia delle entrate procederà alla voltura del canone di abbonamento nei confronti del marito. Nessuna dichiarazione sostitutiva deve essere presentata dalla moglie o dal marito.

È tenuto al pagamento del canone TV il contribuente intestatario dell'utenza elettrica, titolare di un bed and breakfast, se già paga il canone TV speciale per l'unico apparecchio TV presente nell'alloggio (a disposizione della famiglia e degli ospiti)?
La detenzione di un apparecchio televisivo fuori dall'ambito familiare comporta l'obbligo di stipulare un canone speciale. Pertanto, in tutti quei casi in cui l'apparecchio sia installato in locali che ne permettano la visione anche ai propri clienti, è dovuto non già il canone ordinario, ma quello speciale.
In questo caso, considerato che opera la presunzione di detenzione introdotta dalla legge di stabilità 2016 e che il contribuente già paga il canone speciale, lo stesso può presentare la dichiarazione sostitutiva di non detenzione compilando il Quadro A.

Cosa deve fare un contribuente ricoverato in una casa di riposo?
Se il contribuente detiene un apparecchio tv nella propria abitazione è tenuto al pagamento del canone anche se è ricoverato in casa di riposo.
Se il contribuente non possiede la TV, qualora sia titolare di un'utenza elettrica con tariffa residenziale, per evitare l'addebito del canone nella fattura elettrica, dovrà presentare la dichiarazione sostitutiva di non detenzione.
Se, invece, il contribuente non possiede la TV e non è titolare di un'utenza elettrica con tariffa residenziale (ad esempio, perché l'utenza elettrica è intestata al figlio che risiede in altra abitazione) ed è già titolare di abbonamento alla TV dovrà seguire la procedura già utilizzata negli anni passati e, quindi, dovrà dare disdetta dell'abbonamento ai sensi dell'art. 10 del RDL n. 246/1938, inviando un'apposita raccomandata allo Sportello SAT dell'Agenzia delle entrate.

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